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Huawei nella lista nera Usa, Facebook non preinstallerà le sue app sui telefoni

Huawei nella lista nera Usa, Facebook non preinstallerà le sue app sui telefoni [news aggiornata alle 16:03]

07/06/2019 18.40.00

Huawei nella lista nera Usa, Facebook non preinstallerà le sue app sui telefoni [news aggiornata alle 16:03]

Questa mossa del social di Mark Zuckerberg arriva dopo l'iscrizione di Huawei nella lista nera del commercio americano, che prevede il divieto per l'azienda cinese di comprare beni e servizi dalle aziende statunitensi

La decisione, ha scritto il gruppo in una mail a Cnet.com, è stata fatta per "garantire la conformità" con le regole del governo. I legami diretti con il gruppo cinese non sono così stretti come quelli tra Google e Huawei. La mossa di Menlo Park non ha quindi gli stessi effetti (per ora potenziali) del bando da parte di Mountain View. Per certi aspetti ha però condizioni ancora più restrittive. Big G ha infatti annunciato che sospenderà la licenza Android e l'installazione del Play Store (il negozio digitale di applicazioni) solo nei futuri dispositivi Huawei. Sono quindi salvi non solo quelli già venduti, ma anche quelli già prodotti o in fase di produzione, che potranno così continuare ad avere Android, scaricare e aggiornale le app senza alcun problema. Dalla mossa di Facebook, invece, si salvano solo gli smartphone già consegnati (cioè quelli venduti o negli scaffali dei negozi) ma non quelli che stanno uscendo dagli impianti.

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Ci saranno quindi ripercussioni in tempi molto più stretti. Ma quali saranno? Nulla di clamoroso. Facebook, come altre compagnie come Twitter o Booking.com, ha accordi commerciali grazie ai quali le app vengono preinstallate dal produttore. Compriamo uno smartphone e ci troviamo già dentro Facebook. Per Huawei è una sorta di servizio al cliente, per le app un incentivo all'utilizzo (per quanto senza risultati certi). La discrepanza di tempi tra le decisioni di Facebook e Google avrà effetti molto contenuti. Per chi ha già comprato un Huawei, non cambia nulla. Chi lo comprerà nei prossimi mesi potrebbe non trovare le app di Zuckerberg, ma potrà comunque scaricarle in pochi clic dal Play Store (che, come detto, continuerà a esserci, così come Android). Le cose potrebbero cambiare in parte quando non ci saranno né le une né l'altro (un'eventualità non ancora certa, che dipende dalle decisioni della Casa Bianca). Se, come ha affermato il gruppo di Shenzhen, l'obiettivo è sviluppare un proprio sistema operativo, salvo sorprese. le app di Facebook potranno essere installate dopo l'acquisto, scaricandole da AppGallery, il negozio digitale di Huawei che già oggi le mette in vetrina.

Non ci saranno effetti né negli Stati Uniti (dove Huawei non ha mercato) né in Cina (dove Facebook, teoricamente bloccato anche se usato, non può essere certo preinstallato). Diverso è il discorso per l'Europa, area di forte crescita per il marchio cinese e presidio di Menlo Park, e alcuni mercati in via di sviluppo. Gli effetti diretti sono comunque limitati. La mossa di Zuckerberg, però, potrebbe innescare nuovi scenari, legati soprattutto alla reputazione e alle attese di vendite future. Se, dopo Google, anche un marchio come Facebook rompe (seppur solo in parte) con Huawei, lo stesso potrebbero fare anche le altre applicazioni preistallate, come Twitter. La risposta dei clienti sulla scelta del loro prossimo smartphone è ancora imprevedibile, ma meno certezze potrebbero impattare sulla domanda dei rivenditori, generando un circolo vizioso. Avere Whatsapp e Instagram nel proprio negozio di app (cosa che, al momento, non sembra in discussione) e sul proprio sistema operativo non è, di per sè, una garanzia. Perché un sistema operativo è solo il tassello di un mosaico più ampio: un ecosistema fatto di app, servizi e fiducia degli utenti che Huawei deve ancora costruire. headtopics.com

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