Sostenibilità

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Gli influencer green, quelli della svolta

Pubblicano su TikTok, Instagram, YouTube. Realizzano video, podcast, guide tematiche. Sono le nuove generazioni di influencer su temi ambientali e climatici. E stanno modificando la nostra visione del mondo e della natura

22/10/2021 16.30.00

Pubblicano su TikTok, Instagram, YouTube. Realizzano video, podcast, guide tematiche. Sono le nuove generazioni di influencer su temi ambientali e climatici. E stanno modificando la nostra visione del mondo e della natura

Pubblicano su TikTok, Instagram, YouTube. Realizzano video, podcast, guide tematiche. Sono le nuove generazioni di influencer su temi ambientali e climatici. E stanno modificando la nostra visione del mondo e della natura

– invece ha 20 anni e la frangetta. Studia Lingue a Genova, è una cantautrice e, nel tempo libero (ma forse qualcosa di più) spiega ai suoi 30 mila follower su TikTok come mitigare la loro impronta ecologica sul pianeta Terra: in un video mostra come fare un «bucato sostenibile»; in un altro le sue «pulizie di casa eco-friendly»; in un altro ancora c’è una mini-guida per un «back to school sostenibile». Ma perché proprio su TikTok?, le chiedo dopo averla contattata sull’app: «La scelta di usarlo come metodo principale di divulgazione è venuta spontanea. L’avevo sempre reputato un social molto frivolo, superficiale e poco interessante, finché non ho iniziato a usarlo come

content creatore non come “utente passivo”», mi ha spiegato. «Mi sono resa conto che il tema della sostenibilità ambientale, che può partire dalle piccole cose quotidiane, se raccontato con la stessa “leggerezza” che è intrinseca a TikTok (ma da non confondere con la superficialità) può essere uno strumento molto potente».

Sui social network i divulgatori scientifici abbondano. E tanti sono rigorosi e serissimi. Almeno quanto la loro missione salvifica per l'ambienteCome parla al suo pubblico unacreatorambientalista? «Ho cercato e sto cercando di essere un punto di riferimento per le generazioni più giovani, la persona che avrei voluto trovare io stessa nel mio percorso di crescita. Cerco sempre di pormi come un’amica/sorella maggiore, mai come un’insegnante. E, banalmente, senza sentirmi superiore a nessuno». Ma non soltanto di indicazioni di consumo e consigli per la gestione consapevole della casa e delle proprie abitudini vive l’uomo (o la donna, o anzitutto il teenager). Chi si trova a fare scrolling di caleidoscopi di colori e musica su Instagram e TikTok ha un’altra pressante necessità: la crisi climatica, per prima cosa, bisogna capirla. Anche su questo versante, i divulgatori scientifici abbondano, e se non tutti possono offrire un livello di approfondimento encomiabile, tanti sono rigorosi e serissimi, almeno quanto la loro missione salvifica: prendete Alaina Wood, alias headtopics.com

@thegarbagequeen(275 mila follower), pianificatrice ambientale che su TikTok si occupa principalmente di «espletare il suo dovere regale», per citarla, rendendo chiaro al suo pubblico quanto anche la più piccola bottiglietta di plastica gettata con noncuranza in un bosco sperduto può fare danni all’ambiente. Originaria del Tennessee, Alaina è stata di recente in California per documentare in prima persona gli effetti della fuoriuscita di petrolio da un oleodotto al largo di Huntington Beach, che ha colpito anche un ecosistema protetto: «Sapete che genere di disastri sono completamente evitabili? Le maree nere», spiega l’ambientalista all’inizio del suo video, prima di usare la funzione di autoritaglio dell’app per inserire una mappa californiana dietro la sua figura parlante. Per mitigare l’«eco-ansia», cioè quello stato psicologico dalle ricadute depressive che può cogliere di fronte alla magnitudine della crisi climatica, ogni mercoledì

@thegarbagequeenospita anche una rubrica diGood Climate Newsa cui guardare con un po’ di ottimismo.E in Italia? Anche alle nostre latitudini qualcosa si muove, in parallelo all’entusiasmo recentemente dimostrato dai ragazzi milanesi per l’approdo in Italia di Greta Thunberg, e c’è sempre più voglia di capire che cos’è il

climate changee quali sono le leggi fisiche e ambientali che lo regolano. Oltre a come si può agire, appunto, per dare una mano a cambiare il mondo. Ruggero Rollini si definisce «comunicatore della scienza», ha 25 anni, un volto da bravo ragazzo e una community di affezionati che tra YouTube e Instagram sfiora i 90 mila utenti. Oltre alle immancabili guide per pulire forno e diverse dritte per una dieta ecosostenibile, Ruggero fa su Instagram una rassegna di notizie centrali per chi ha a cuore l’ambiente, presentate con una grafica chiara e accattivante: «I cambiamenti che stiamo osservando non hanno precedenti in migliaia di anni», recita una guida (che parla del report Ipcc sul cambiamento climatico); «Hanno sintetizzato una idroplastica sostenibile», recita il titolo nella prima slide di un’altra. Cosa significa comunicare la scienza ai giovanissimi del 2021, secondo Ruggero Rollini? «Credo che la cosa più affascinante di questo mondo sia la necessità di trasmetterne la complessità semplificandola, ma non banalizzandola», dice a

Vanity Fair. «La materia che comunichiamo è estremamente complicata, e non a caso gli studi sul clima fanno capo alla scienza che è detta “dei sistemi complessi”, quella che ha appena vinto il Nobel. Al netto della semplicità richiesta dai mezzi, bisogna tenere “il difficile” sullo sfondo dell’immediatezza: è la nostra sfida». headtopics.com

E qual è il tema, o il messaggio, più difficile da far recepire? «L’aspetto più complesso riguarda l’ideologizzazione del discorso. Su tantissimi temi legati al cambiamento climatico non si parla più di scienza: se vuoi trasferire concetti che confliggono con la visione del mondo di una persona, oggi puoi portare tutti i dati che vuoi, ma non la convincerai», ci ha spiegato Ruggero. Di tante cose si può fare a meno, si potrebbe replicare a Thoreau: ma i pregiudizi, esattamente come le bottigliette di plastica nei boschi incontaminati, sono detriti di cui non è sempre facile liberarsi.

Leggi di più: Vanity Fair Italia »

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