Giuseppe De Donno, dai malati salvati agli ultimi giorni bui: «Viveva per aiutare gli altri»

Giuseppe De Donno, dai malati salvati agli ultimi giorni bui: «Viveva per aiutare gli altri»

29/07/2021 08.41.00

Giuseppe De Donno, dai malati salvati agli ultimi giorni bui: «Viveva per aiutare gli altri»

Il medico ritrovato senza vita nella sua casa. Aveva promosso la cura anti-Covid col plasma. La Procura di Mantova apre un’inchiesta sulla sua morte

Il 9 giugnoDe Donno, comunica la decisione di fare un passo indietro. Di uscire da quell’ospedale per tornare alla sua antica passione. Il sogno era quello di tornare a fare il medico del popolo nel suo Salento. Si trasforma intanto in medico di famiglia in zona. La nuova attività sembra dargli gli stimoli giusti, non vedeva nero, ma comunque grigio. E quando vedi davanti un futuro triste e segnato, i pensieri diventano ossessivi. «Sembrava aver trovato un nuovo slancio, ma da domenica lo sguardo era perso. Sperava di poter vivere in pace. Di ritrovare aria. La macchina del fango partiva da gente che aveva intorno», racconta uno dei suoi amici più cari,

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Roberto Mari, presidente del consiglio comunale di Porto Mantovano. Alti e bassi: un medico di provincia sballottato nei salotti tv. Inseguito come l’uomo che poteva tirar fuori l’Italia dalle sabbie mobili della pandemia. Sedici ore in corsia e le altre in tv. Sedotto e abbandonato tra qualche problema maturato anche in famiglia.

Ieri gli interrogatori: la procura di Mantova haaperto un’inchiesta, sequestrando pc e cellulari del medico per capire se possano esserci responsabilità di terzi. Domani, la camera ardente, a Curtatone, dove De Donno in passato aveva fatto anche politica in una lista civica. «Il suo è un gesto che non può essere figlio solo di un fallimento professionale», dice headtopics.com

Ivan Papazzoni, un amico curato da De Donno durante la prima ondata. «Trovo pesanti gli attacchi in Rete, prima ti mitizzano poi non rispettano nemmeno la morte», attaccaStefano Rossi, candidato a sindaco di Mantova nel 2020, che lo conosceva bene. Perché sui social è il solito ring di congetture. Attaccano la sua vita personale. «Merita il silenzio e il rispetto per il suo grande lavoro: lo conosco da 20 anni, viveva per gli altri», spiega il sindaco di Curtatone

Carlo Bottani. Lui voleva solo spingere su una cura alternativa. Gli avevano fatto capire che non c’era futuro. Scavandogli un ulteriore vuoto intorno. E lui era già stanco del resto. Leggi di più: Corriere della Sera »

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Le storie

Vergognatevi, fino a poco tempo fa vi siete uniti al coro di denigrazione nei suoi confronti. Oggi lo commemorate. Che tristezza la morte di quest'uomo, un medico che voleva aiutare gli altri, in un momento difficile per il mondo intero, aveva trovato un modo con il plasma iperimmunee è stato boicottato e umilato perché solo il vaccino DOVEVA essere portato avanti.

Un idealista maciullato dal sistema Che sia stato ucciso? Ma se l'avete umiliato fino a ieri... RIPOSA IN PACE E ONORE A TE CHE A DIFFERENZA DI QUALCHE ALTRA NERDA CHE NN HA RISPETTATO IL GIURAMENTO E AASERVITO QUELLE VITE DA TE SALVATE AL CONTRARIO LE UCCIDEVA Solo ora gli dedicate un articolo? Certi giornaloni dovrebbero avere la decenza di astenersi.