Francia, secondo turno elettorale alle municipali: lo sconfitto sarà Macron

Francia, secondo turno elettorale alle municipali: lo sconfitto sarà Macron

27/06/2020 19.20.00

Francia, secondo turno elettorale alle municipali: lo sconfitto sarà Macron

Il partito del Presidente paga il malcontento diffuso. Prevista la vittoria dei candidati “verdi”. Parigi potrebbe confermare la socialista Hidalgo

18:06PARIGI.  Ci siamo, domenica 28 giugno i francesi ritornano alle urne per le municipali. È la sfida finale, il secondo turno, dopo che il primo si era svolto il 15 marzo, appena alla vigilia del confinamento. E una cosa è certa: Emmanuel Macron ne uscirà sconfitto. O almeno il suo partito, La République en Marche, che fino a qualche mese fa sperava ancora di assicurarsi qualche città importante. E invece non ci sarà niente da fare. Da quando venne creata allo scopo di sostenere Macron alle presidenziali, questa formazione politica (che doveva rappresentare una sorta di laboratorio politico) non è mai decollata. E ora sconterà il malcontento che serpeggia nel Paese e che si rivela nei sondaggi deludenti per il presidente. Dovrebbero, invece, imporsi, anche in agglomerati importanti, sindaci ecologisti.

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L’onda greenL’ondata verde a queste elezioni è data per scontata, anche se non è chiaro in quanti casi i candidati verdi riusciranno a imporsi. Sono quasi sempre appoggiati da una coalizione vasta, che va dal centro-sinistra (il piccolo partito dei radicali di sinistra) fino alla gauche radicale (la France insoumise di Jean-Luc Mélenchon), passando per i socialisti e i comunisti. E in mezzo, appunto, l’Europe Ecologie Les Verts (Eelv), con il candidato che spesso, al primo turno, si è presentato da solo e che poi ha raccolto un ampio consenso intorno. Questo trend viene favorito dal fatto che, durante il confinamento, anche in Francia, si è parlato molto di ecologia e di un mondo nuovo e sostenibile per il dopo il lockdown. I sondaggi sono positivi per Michèle Rubirola, medico nei quartieri Nord (i più poveri) di Marsiglia, e che potrebbe strappare la seconda città di Francia alla destra, che l’ha governata finora. Gli altri candidati ecologisti che contano sulla vittoria sono anche Antoine Meurice a Tolosa, Anne Vignat a Besançon ed Emmanuel Denis a Tours. Pure Grégory Doucet sta salendo a Lione. Meno scontata (ma non impossibile) la vittoria di un sindaco verde a Lilla, Bordeaux e Strasburgo. Praticamente sicura, invece, la conferma per Eric Piolle a Grenoble, l’unico ecologista finora a gestire una grande città.

L’inevitabile alleanza macronisti-destraA questo secondo turno, in quasi tutte le grandi città, la République en Marche, debolissima al primo, si è alleata con i Repubblicani, il partito erede della tradizione neogollista, lo stesso di Nicolas Sarkozy (e che pure il 15 marzo scorso globalmente non è andato molto bene, a parte in alcune roccaforti legate a personalità di spicco, come la Nizza di Christian Estrosi). Macron ha sempre propugnato il superamento del «divario tra destra e sinistra», dicendo che il suo partito non apparteneva a nessuno dei due schieramenti classici. I suoi avversari, invece, gli hanno sempre rinfacciato di portare avanti una politica conservatrice. Ecco, le alleanze a ripetizione con i Repubblicani sembrano dare loro ragione. Permetteranno forse nel caso di una città importante, Tolosa, di far eleggere sindaco il candidato macronista Alain Fontanel (in realtà un ex socialista), ma non è detto perché il rivale verde, Meurice, è particolarmente insidioso. Un caso interessante è quello di Lione, dove ad allearsi con la destra (e i Repubblicani della terza città di Francia lo sono in modo particolare) è stato Gérard Collomb, che di Lione è stato sindaco dal 2001 al 2017, ma per i socialisti. Diventato poi una sorta di «padre» politico per Macron e da lui nominato ministro degli Interni, lo è rimasto fino all’ottobre 2018, quando era rientrato a dirigere la propria città. Ma al primo turno il candidato macronista da lui precelto è arrivato solo quarto. E così Collomb ha spinto la sua formazione ad allearsi con i vecchi irriducibili nemici. headtopics.com

I socialisti cercano di reggereIl Partito socialista (Ps) è quasi morto a livello nazionale. Ma cerca di resistere a livello locale, dove ha potuto sempre contare su una fama costruita sulla buona gestione di alcune città. A Parigi la socialista Anne Hidalgo dovrebbe vincere (anche se, negli ultimi sondaggi, Rachida Dati, candidata dei Repubblicani, la tallona sempre più da vicino). In ogni caso la Hidalgo s’imporrà con il sostegno di una coalizione, di cui fanno parte anche i verdi e i comunisti. Martine Aubry, socialista pura e dura, figlia di Jacques Delors, si ripresenta a Lilla, dove è sindaco dal 2001 e dove è sempre stata rieletta senza problemi. Questa volta, però, pur essendo arrivata in testa al primo turno, è tallonata dal candidato ecologista Stéphane Baly, a tal punto da essersi alleata con la destra, gli “odiati” Repubblicani. I socialisti potrebbero assicurarsi anche Montpellier, nel Sud, con il loro candidato Michael Delafosse, che si trova ad affrontare, fra gli altri, una strana coalizione: il miliardario locale Mohed Altrad, che a sorpresa per il secondo turno ha ottenuto l’appoggio dell’umorista anti-sistema Rémi Gallard, di un candidato ecologista e di uno anti-capitalista.

Perpignano, nuovo obiettivo di Le PenIl Rassemblement national (Rn), il partito di Marine Le Pen, a parte in qualche centro secondario, ha la possibilità di creare la sorpresa solo in una delle città importanti, Perpignano (120.000 abitanti e 320mila, se si considera tutto l’agglomerato). Si trova vicino al confine con la Catalogna ed è una delle più povere di Francia. Candidato di Rn è Louis Aliot, già compagno della Le Pen e suo consigliere politico. Fu lui a portarla per primo sulla strada della dédiabolisation del proprio partito, lo sdoganamento da un’immagine di estrema destra pura e dura. Aliot, modi di fare da gentleman di provincia, è originario di Perpignano e ha pure l’accento del posto. Ha un dottorato in diritto pubblico. Al primo turno Aliot è arrivato nettamente in testa, con il 35,66% dei consensi, seguito a distanza dal sindaco uscente, Jean-Marc Pujol, dei Repubblicani. Che intorno a lui ha riunito tutti gli altri partiti, insieme contro i lepenisti. Vedremo se sarà sufficiente per vincere.

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