«Francesca Amadori ha smesso di lavorare senza dare spiegazioni: per questo è stata licenziata»

18/01/2022 09.42.00

L'amministratore delegato della Amadori: «Quando non viene rispettato il contratto nazionale di lavoro si agisce di conseguenza»

L'amministratore delegato della Amadori: «Quando non viene rispettato il contratto nazionale di lavoro si agisce di conseguenza»

Berti, amministratore delegato della società, spiega il licenziamento: «Da inizio dicembre ha smesso di lavorare senza dare spiegazioni. Neanche il padre ha potuto far nulla. Se non ribadire che le regole valgono per tutti, a prescindere dal cognome»

che ha da poco compiuto 90 anni e che a Francesca è affettivamente molto legato?«No. Non solo perché non avrebbe potuto fare nulla, alla stregua del padre. Ma anche perché da quando ha lasciato la guida dell’azienda, nel 2014, ne è sempre rimasto fuori. Al contrario di quel che si possa pensare, questa non è più un’impresa familiare».

In che senso? Il presidente è Flavio Amadori, il vice presidente è il fratello Denis e molti dei loro figli lavorano in azienda.«Ma l’amministratore delegato è esterno alla famiglia, e io sono già il terzo dal 2014 ad oggi. Perché la volontà della seconda generazione è stata quella di trasformare l’azienda da familiare a manageriale. E ci siamo riusciti».

Leggi di più: Corriere della Sera »

Ucraina, nave arrivata a Ravenna: le operazioni di scarico dureranno 30 ore - Italia

A bordo 15mila tonnellate di semi di mais destinate ai mangimi animali (ANSA) Leggi di più >>

Francesca Amadori licenziata per le assenze ingiustificate, voci sui dissidi con lo zio e la compagna del padreFrancesca Amadori licenziata per le assenze ingiustificate, voci sui dissidi con lo zio e la compagna del padre [di Marco Bettazzi] ESTICAZZI? Fatto bene ..via...nei campi di cotone✌️✌️✌️ Farà ricorso al tribunale dell’Aia

Tennis, Australian Open - Djokovic perde l'appello: deve lasciare l'Australia🚨 La sentenza è stata unanime: Djokovic espulso dall'Australia, niente Australian Open ❌🎾🇦🇺 EurosportTENNIS | AO2022 | Djokovic | AusOpen Ora basta. Giustizia è fatta. Carriera finita nel cesso. “….voglio andare a casa, la casa dov’è….” Grazie c’è l’abbiamo fatta dopo settimane

Studente di prima media accoltella un bidello, l’uomo non è graveÈ successo in una scuola di Sulmona, la vittima è stata colpita alla schiena ne usciremo migliori Chi diceva che con i vaccini saremmo stati migliori

Ben Affleck, J-Lo e quel primo incontro sul set che gli ha cambiato la vita«Ho incontrato Jennifer e la relazione con lei è stata davvero significativa per la mia vita»

C'è una storia dietro a una biblioteca molto apprezzata online - Il PostTorna spesso sui social network, è stata attribuita a noti scrittori e il New York Times ha ricostruito a chi è appartenuta, e che fine ha fatto

Fa testacoda con l'auto e travolge l'amica 17enne: la ragazza gravissimaUna ragazza di 17 anni è ricoverata in gravissime condizioni in ospedale dopo essere stata travolta dall'auto guidata da un amico, che in una manovra spericolata ha effettuato un...

fondatore Francesco che ha da poco compiuto 90 anni e che a Francesca è affettivamente molto legato? «No.17 Gennaio 2022 1 minuti di lettura BOLOGNA.I legali, però, hanno chiesto del tempo per riflettere e decidere come muoversi.17 Gennaio 2022 Modificato il: 17 Gennaio 2022 1 minuti di lettura Grave episodio questa mattina, nella scuola media Capograssi di Sulmona: uno studente di 11 anni, che frequenta la prima media ha colpito con un coltellino, un collaboratore scolastico ferendolo alla schiena, in maniera lieve.

Non solo perché non avrebbe potuto fare nulla, alla stregua del padre. Ma anche perché da quando ha lasciato la guida dell’azienda, nel 2014, ne è sempre rimasto fuori. Questa quindi è la motivazione inserita nella lettera firmata dall’ad Francesco Berti e recapitata martedì alla ormai ex responsabile comunicazione del gruppo, almeno da quanto trapela dalla sede di via del Rio a San Vittore. Al contrario di quel che si possa pensare, questa non è più un’impresa familiare». In che senso? Il presidente è Flavio Amadori, il vice presidente è il fratello Denis e molti dei loro figli lavorano in azienda. «Ma l’amministratore delegato è esterno alla famiglia, e io sono già il terzo dal 2014 ad oggi. Leggi i commenti.

Perché la volontà della seconda generazione è stata quella di trasformare l’azienda da familiare a manageriale. E ci siamo riusciti». Cosa glielo fa pensare? L’azienda è ancora molto identificata con lo slogan del fondatore, “parola di Francesco Amadori”. «I numeri e i fatti. I numeri dicono che nel 2014, quando il fondatore lasciò il gruppo, l’azienda fatturava 1,2 miliardi, con un patrimonio netto di 223 milioni, 7.

182 dipendenti e investimenti pari a 171 milioni nei precedenti 4 anni; nel 2018 il fatturato diventa di 1,3 miliardi, il patrimonio netto di 271 milioni, i dipendenti 7.906 e 200 milioni gli investimenti nei precedenti 4 anni; nel 2021 si sale a 1,4 miliardi di fatturato, 295 milioni di patrimonio netto con 8.675 dipendenti e investimenti in 3 anni, di cui 2 di Covid, pari a 237 milioni. Questi i numeri, che rendono l’idea di un’azienda sana e di mercato». E i fatti? «I due fondatori del gruppo, Francesco e Arnaldo Amadori, rispettivamente titolari del 77% e del 23% delle quote, sono da tempo rappresentati dai rispettivi figli.

Nello specifico stiamo parlando di 9 famiglie che detengono il 100% delle quote del gruppo Amadori. Proprio per garantire stabilità nel processo decisionale , alla fine del 2021 ne abbiamo ridefinito il sistema di funzionamento sia Flavio che Denis possiedono il 21% del capitale ma il loro 42% ha diritto di voto per il 51%. Oggi la situazione è molto più chiara che in passato, tanto più dopo aver risolto nello scorso mese di settembre vecchie cause con ex soci». Non sarà più un’azienda familiare, ma nel gruppo lavora anche il marito di Francesca, Paolo Montagna, tra l’altro con un ruolo importante come quello di responsabile qualità. Questa situazione potrebbe creare problemi? «No, in alcun modo.

Ognuno di noi, me compreso, è valutato sui risultati che raggiunge, non certo per la relazione coniugale». A proposito di risultati, anche nel vostro settore il 2021 è stato l’anno dell’incremento dei costi delle materie prime, di circa il 40%. Ci saranno ripercussioni sul prezzo d’acquisto da parte dei consumatori? «Noi facciamo parte di una filiera produttiva, all’interno della quale ognuno può rinunciare a un p’ di profitto: gli allevatori, i trasportatori, noi. Così riusciamo ad attutire gli effetti negativi sui consumatori finali per i quali, ad oggi, non c’è stato alcun aumento di prezzo. E speriamo non ci sia neanche in futuro, anche grazie ai 500 milioni di investimenti che abbiamo previsto per rendere i nostri stabilimenti più moderni e sostenibili, incrementare l’autogenerazione di energia, perfezionare la digitalizzazione e aumentare il benessere animale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA .