Berlusconi%2Cforza%20İtalia%2Cpolitica

Berlusconi%2Cforza%20İtalia%2Cpolitica

Forza Italia svolta a destra - La Stampa

Forza Italia svolta a destra

01/11/2019 08.22.00

Forza Italia svolta a destra

C’era una volta l’elettorato berlusconiano. Conservatore per appartenenza sociale, era attraversato da pulsioni che si faticherebbe a definire moderate: ombroso, qualunquista e anarcoide, diffidava delle istituzioni, dei politici di professione e delle élite intellettuali. Tutto sommato, però, alla fine aveva accettato di buon grado la mediazione berlusconiana fra antipolitica e moderatismo, e si era accomodato nel settore di centrodestra del bipolarismo di allora. I processi di cambiamento che hanno preso avvio circa un decennio fa – la grande recessione, la crisi del debito sovrano, l’ondata migratoria – hanno modificato questa situazione in profondità. Accanto alla dialettica tradizionale fra destra e sinistra ha preso forma una frattura nuova, frutto dell’intreccio di almeno tre diverse contrapposizioni: fra vecchio e nuovo, fra élite e popolo, fra globalisti (o europeisti) e localisti (o sovranisti). Da un lato le vecchie élite europeiste, insomma, dall’altro le forze sovraniste nuove e popolari. O per lo meno sedicenti tali. La divaricazione fra chi difendeva lo status quo e chi lo avversava, così, è venuta crescendo, e quelli fra gli scontenti che stavano a destra si sono spostati su posizioni più estreme. Complice anche l’indebolirsi progressivo della sua leadership, la sintesi compiuta da Berlusconi fra moderatismo e protesta antipolitica – o se si preferisce fra centro e destra – è entrata in crisi. E il berlusconismo si è trovato stirato fra una posizione di conservazione dello status quo ormai stabilmente presidiata da un Partito democratico sempre più profondamente identificato con l’establishment, e una di protesta antipolitica di destra che sempre più si riconosceva nella Lega e, in misura minore, in Fratelli d’Italia. Forza Italia si confronta oggi con la fase conclusiva di questa storia. L’ambiguità del partito «di lotta e di governo», moderato e antipolitico al contempo, che nelle mani di una leadership berlusconiana ancora robusta rappresentava un

C’era una volta l’elettorato berlusconiano. Conservatore per appartenenza sociale, era attraversato da pulsioni che si faticherebbe a definire moderate: ombroso, qualunquista e anarcoide, diffidava delle istituzioni, dei politici di professione e delle élite intellettuali. Tutto sommato, però, alla fine aveva accettato di buon grado la mediazione berlusconiana fra antipolitica e moderatismo, e si era accomodato nel settore di centrodestra del bipolarismo di allora.

Auto elettrica, la rivoluzione è partita. Presto diremo addio al motore termico 'Saman? Le politiche di integrazione hanno fallito. E le donne restano invisibili' Covid, in Francia stop a mascherine all’aperto dal 30 giugno

I processi di cambiamento che hanno preso avvio circa un decennio fa – la grande recessione, la crisi del debito sovrano, l’ondata migratoria – hanno modificato questa situazione in profondità. Accanto alla dialettica tradizionale fra destra e sinistra ha preso forma una frattura nuova, frutto dell’intreccio di almeno tre diverse contrapposizioni: fra vecchio e nuovo, fra élite e popolo, fra globalisti (o europeisti) e localisti (o sovranisti). Da un lato le vecchie élite europeiste, insomma, dall’altro le forze sovraniste nuove e popolari. O per lo meno sedicenti tali.

La divaricazione fra chi difendeva lo status quo e chi lo avversava, così, è venuta crescendo, e quelli fra gli scontenti che stavano a destra si sono spostati su posizioni più estreme. Complice anche l’indebolirsi progressivo della sua leadership, la sintesi compiuta da Berlusconi fra moderatismo e protesta antipolitica – o se si preferisce fra centro e destra – è entrata in crisi. E il berlusconismo si è trovato stirato fra una posizione di conservazione dello status quo ormai stabilmente presidiata da un Partito democratico sempre più profondamente identificato con l’establishment, e una di protesta antipolitica di destra che sempre più si riconosceva nella Lega e, in misura minore, in Fratelli d’Italia. headtopics.com

Forza Italia si confronta oggi con la fase conclusiva di questa storia. L’ambiguità del partito «di lotta e di governo», moderato e antipolitico al contempo, che nelle mani di una leadership berlusconiana ancora robusta rappresentava una risorsa, è ora un handicap. Malgrado Partito democratico e Lega appaiano politicamente molto distanti l’uno dall’altra, poi, lo spazio elettorale che li separa è in realtà piuttosto angusto, perché anche l’opinione pubblica si è polarizzata. Per giunta, è presidiato da Renzi. Anche a causa della presenza ingombrante di Berlusconi, infine, in Forza Italia non è emerso finora nessun potenziale leader dotato di un tale impatto comunicativo da potersi creare a forza uno spazio elettorale là dove non c’è.

Quel che resta del patrimonio politico berlusconiano, in conclusione, è spinto verso destra. Come dimostra l’ipotesi che anche Mara Carfagna – assai poco tenera nei confronti di Salvini e, da ultimo, critica della scelta di Forza Italia di non votare la commissione parlamentare contro l’intolleranza – starebbe pensando con altri parlamentari di convergere con Giovanni Toti in una formazione destinata ad allearsi con la Lega. Di fronte a quest’operazione si ergono tuttavia due ostacoli non da poco. Nel caso in cui destra e centro restino divaricati, bisognerà vedere se e come sia possibile stare a destra con la Lega ma mantenere al contempo una chiara e distinta identità moderata. La vicenda della commissione parlamentare che ho appena menzionato è emblematica di questo dilemma. Nel caso in cui la destra e il centro tornino a riavvicinarsi, invece, bisognerà capire se lo spazio di centro destra non sarà infine invaso dallo stesso Salvini, intento a ricreare da solo la vecchia sintesi berlusconiana fra moderatismo e antipolitica. Un processo del quale, fra mille ambiguità, si intravede qualche segno.

Leggi di più: La Stampa »

Funivia Mottarone: incidente ripreso in video da telecamere sicurezza

Leggi su Sky TG24 l'articolo Funivia Mottarone: incidente ripreso in un video dalle telecamere di sicurezza

😴😴😂😂 Certi politici non riescono a digerire il fatto che le loro sventure elettorali sono da attribuire al loro personale fallimento di leaders.Allora tirano fuori la 'barzelletta' dell''orientamento politico del partito verso dex o six. Servirebbe un po' di introspezione. Non è chiaro per la mia generazione come possano certi individui cm Berlusconi o Mister49milioni essere 'amici' sfegatati di un Putin,capo dello Stato comunista per definizione e impersonare una politica di estrema dx Una volta le 'categorie' ideologiche avevano una loro logica

Cafiscio ! Berlusbagliato ⚰️❗ non ci kredo, berluskaiser governerebbe kon i komunisti all’okkorrenza. già successo

Luigi Cesaro, il Senato rimanda in Giunta la richiesta di uso delle intercettazioni del senatore di Forza Italia - Il Fatto QuotidianoIl caso Luigi Cesaro torna alla Giunta delle elezioni. L’Aula di palazzo Madama ha rinviato all’organismo che si occupa di immunità parlamentari l’esame della richiesta di autorizzazione all’utilizzazione di intercettazioni telefoniche sul senatore di Forza Italia, detto Giggino a purpetta, coinvolto in un’inchiesta della procura di Napoli Nord. Con lui sono indagate 29 persone, compreso … Polpetta? LaLega salva sempre tutti!Importanti sono gli sgherri... In galera giggin 'a purpett

Italia-Libia, l'accordo con Tripoli: i veri obiettivi del patto crudeleIl governo nato dall'alleanza tra M5S e Pd - la cui primaria esigenza è non scomparire con nuove elezioni - in materia di immigrazione sta

Spread Italia, l’andamento in tempo reale oggi 31 ottobre | Sky TG24 | Sky TG24Leggi su Sky Tg24 l’articolo Spread Italia, l’andamento in tempo reale oggi 31 ottobre | Sky TG24 | Sky TG24

In Italia l'essere vivente più antico d'Europa: il pino 'Italus' era già qui prima dell'anno MilleSi trova in Calabria l'essere vivente più antico d'Europa. si chiama Italus ed è un pino loricato. Era già là prima dell'anno Mille, ma la sfida oggi è riuscire a conservarlo in buona salute per altri mille anni. 'È stato scoperto nel 2017 a seguito di una ricerca condotta dal Parco Nazionale del Pollino in collaborazione con l'Università della Tuscia - spiega Aldo Schettino, funzionario del parco nazionale del Pollino -. Italus ha un'età di 1.230 anni, si trova ad una quota di 1.900 metri sul livello del mare, sul versante Sud di Serra della Ciavole, vegeta su un pendio roccioso molto scosceso al riparo da incendi e fulmini. La scoperta è avvenuta casualmente, a seguito di una ricerca di dendrocronologia sul pino loricato'. ma non era questo l'albero più antico d'europa? lo sostenevate anche voi eh? avete cambiato idea?

Italia prima nella Ue per obesità giovanile: un bimbo su quattro è in sovrappesoLa fotografia dell'Istat, pubblicata in un rapporto sugli stili di vita 2017-2018, ripropone le difficoltà delle nuove generazioni ad assimilare le corrette abitudini anche se i trend sono in miglioramento Si ma scrivetelo che a gravare sono al sud. Dividiamo sto cazzo di paese. Da Napoli in giù non sono italiani

In scadenza l’accordo Italia-Libia sulla gestione dei flussi, pressing del Pd per cambiarloUn folto gruppo di parlamentari che va da Matteo Orfini a Graziano Delrio fino a Gennaro Migliore, e che trova d’accordo tutta l’area grillina a sinistra che fa capo a Roberto Fico, ha cominciato un pressing nella maggioranza per ridiscutere in Parlamento gli accordi sottoscritti dall’Italia con la Libia nel febbraio 2017 sul contrasto all’immigrazione illegale Chissà che stavolta si diano una mossa a fare visto che tutto è fatto dai 5s ma nessuno ne parla non c’è solo il pd al governo No-o! W Minniti.