Felici o infelici, i momenti trascurabili rendono la vita meno velenosa

Ho pensato all’apertura. Le recensioni 📖 di Tuttolibri .

05/06/2020 00.57.00

Ho pensato all’apertura. Le recensioni 📖 di Tuttolibri .

L’ultimo capitolo della trilogia sugli istanti che danno gusto al quotidiano (anche quelli da dimenticare). Dalle inevitabili liti con i compagni di viaggio alle sbandate di un padre che cerca di fare tutto, ma non bene

Ho pensato all’apertura. E forse si doveva affinare, ma ho deciso che era una giusta esagerazione, quindi l’incipit sarà il seguente: prima si scriveva come si scriveva, poi è arrivato Francesco Piccolo.È appena uscito il terzoMomenti Trascurabili,

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per Einaudi, è diventata una trilogia. Una raccolta di tutto il capitabile umano.Definizione corta: isono appunti collettivi. Racconti minimi. È l’idem sentire, per quella pagina ci sei passato anche prima di leggerla. Eccoli, iMomentidi Piccolo. La collezione dei migliori e peggiori quarti d’ora di chiunque, scritti meglio di chiunque.

Ogni quattro o cinque pagine controlli il numero in basso a destra, stai quasi per finire, rallenti, arrivi all’ultima senza volerlo. Non sarà poi così difficile, ti dici alla fine, parlare dei libri di Francesco Piccolo. Che datemi retta, è la vera impresa letteraria. headtopics.com

Perché quando t’abitui a leggere volumi, per piacere o per lavoro poco importa, ti s’è già attaccata la tremenda malattia. È un giudizio, un peso, una certa idea di letteratura preziosa, una pretesa precompilata contro lo scrittore: tu che scrivi, sappi che stai maneggiando un oggetto ambizioso, vagamente sacro. Che la faccenda della scrittura sia complessa, anche solo a tratti, il lettore lo pretende, fargli fatica è una forma di rispetto. E così lo scrittore s’adegua, è elitario quanto basta anche quando sembrerà di no. Insomma tenere una certa distanza, pure per i migliori autori, quelli che amavano viaggiare leggeri, è diventata la prima scelta. I

Momentidi Francesco Piccolo sono una tregua. Un ritorno. Una ricompensa per aver letto buoni libri prima di dormire e aver fatto gli errori giusti nella vita.C’è prima di tutto un drastico ridimensionamento della gravità del tutto. Chi legge sente che c’è sempre di mezzo un’allegria, anche se non è in grado di definirla, di trovare il rigo preciso. Prendiamo il racconto dei tempi moderni. Prova a comprare qualsiasi cosa – ti dice l’autore - un viaggio, una crema, l’antiruggine. Hai mille possibilità. Pure innamorarsi adesso si fa su internet. E allo stesso modo: il guaio sono le mille possibilità. L’anticipo di senso di colpa, perché già sai che in un modo o nell’altro non sarà la scelta più intelligente. Ecco allora:

La complessità del contemporaneo, alla fine, nella vita quotidiana si riduce a questo: un’enorme quantità di perdite di tempo; un tentativo sempre fallito di essere abbastanza furbo se non il più furbo di tutti.La vera recensione deiMomenti

è saper dire se si tratta di un libro di domande prese dal lato buono o di risposte sensate alle questioni che rendono la vita un posto che non consiglieresti a nessuno. Piccolo è riuscito a non perdere niente: di solito devi scegliere. O l’esattezza e la normalità o il tono sfavillante. Difficile averli insieme. Nei headtopics.com

In Gran Bretagna metà dei no-vax si è convertita al vaccino Pescatore: 'Inghiottito da una balena. Ho pensato che sarei morto' 'La prof ha dato dello scimpanzé a mio figlio. Altri casi, ma la preside non ha mai fatto nulla'

Momentino. A tratti mi ricorda ildiario degli erroridi Ennio Flaiano, ma Flaiano amava tenerti al buio. Era mettere le mani nel cassetto della scrivania di qualcuno che ti piaceva. Si leggeva felici ma un po’ rassegnati, un po’ esclusi.È un uso delle parole o dei significati, che è tutto nuovo, con i

Momentidi Piccolo? La prima volta che ti capita di leggere sai solo che sei davanti a un’assenza di precedenti. Passi molto tempo a chiederti cos’è. C’è un’allenata cordialità. Una presenza a tranello. Un io narrante che è il migliore di tutti gli io che ti abbiano mai narrato qualsiasi cosa. Il libro ti tiene fermo a farsi finire. È così immediato che davvero ti sembra facile.

Già. Nei momenti trascurabili stai leggendo i massimi sistemi messi in ordine con minimi pesi. Ecco: Perché l’amore non funziona? Com’è possibile che la coppia sia una costruzione così debole? E perché, se abbiamo capito di stare in coppie non proprio scintillanti, non ce ne andiamo? Cos’è questo sentimento nuovo? Sarà odio? È tutto finito?

«Le persone che stanno insieme a lungo, anche se si amano molto, da un certo punto in poi provano in profondità, e in maniera inevitabile, un sentimento che accompagna tutti gli altri: antipatia. Due che stanno insieme non si allontanano mai più per davvero, e così quell’antipatia si solidifica, scende in profondità, è alla base di molti gesti e di molte parole. E convive benissimo con l’amore». headtopics.com

Non la cerca nemmeno, la conclusione. La conclusione è lì che ti aspetta. Non è infilata a tradimento, non è cerebrale-intuitiva-sottile, non è terribile. È lì, verso la fine. Ti aspetta. Come se ci fosse sempre stata, e fosse stata sempre inoffensiva. Niente ti porta lontano, perché è vicino che devi restare.

E così il lettore è perduto: sente una fitta di simpatia, e poi un amore che non se ne andrà mai più. Perché a chi vuoi essere grato se non a quelli che la complessità la superano, e te la riportano comprensibile, risolta? Se è così facile parlarne, allora non sarà poi così impossibile vivere (a che serve la letteratura? A questo).

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