Fca a Melfi si ferma una settimana Mancano componenti, colpa della crisi (mondiale) dei microchip

Fca a Melfi si ferma una settimana Mancano componenti, colpa della crisi (mondiale) dei microchip

02/05/2021 01.43.00

Fca a Melfi si ferma una settimana Mancano componenti, colpa della crisi (mondiale) dei microchip

Cassa integrazione fino al 10 maggio; le case automobilistiche non riescono a rifornirsi di componenti elettronici, prodotti solo da aziende asiatiche

lo stabilimentoFca (ex Fiat) di Melfi, in Basilicata, si fermerà e i i suoi circa7.000 dipendentiverranno posti in cassa integrazione. Lo hanno annunciato i sindacati confederali dei metalmeccanici. Lo stop agli impianti, oltre che dal calo della domanda, è determinato anche della

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«crisi dei semiconduttori»che sta investendo tutto il pianeta e il settore dell’automobile in particolare.Fca non dispone dei componenti sufficienti(i microchip) a garantire la produzione dei suoi modelli. La carenza è una delle conseguenze sull’economia mondiale della

pandemia di Covid-19Dagli impianti di Melfi escono i modelli dellaJeep e la Fiat 500X. La fabbrica lucana si era trovata alle prese con il medesimo problema già all’inizio dell’anno (in particolare a febbraio) ma la mancanza dimicrochip - installati sulle centraline headtopics.com

elettroniche dei veicoli e fondamentali per il funzionamento di ogni vettura - ha costretto altre case automobilistiche in questi mesi a lavorare a singhiozzo.La Mercedes e la Peugeot, ad esempio, sono tra quelle che sono state costrette a rallentare la loro produzione. Un problema che- ammettono le organizzazioni dei lavoratori -

al momento non vede soluzione.Ma cos’è la «crisi dei semiconduttori»(o dei microchip) che sta mettendo in crisi il settore automobilistico e da cosa è stata determinata? I microchip - per la cui produzione sono indispensabili materiali rari come

litio o silicio- governano il funzionamento non solo delle vetture ma anche di ogni apparecchiatura elettronica comecomputer, smartphone, televisori. Piccole piastrine - dette anche wafer - grandi meno di un centimetro che però sonoil «cuore» di milioni di device

. In coincidenza con il Covid si sono verificatidue fenomeni: da un lato il forterialzo della domandadi apparecchiature informatiche domestiche e di consumo (anche per l’esplosione dello smartworking); dall’altro letensioni commerciali tra Cina e Usa. headtopics.com

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In pochi mesi è aumentata di riflesso la richiesta di semiconduttori, la cuiproduzione è concentrata però in pochi Paesi asiatici(Cina, Corea del Sud e soprattutto Taiwan) e che secondo l’agenzia Bloomberg vale500 miliardi di dollari. I produttori di microchip, di fronte al boom della domanda, hanno privilegiato le fornitura dei loro mercati e in particolare dell’e

lettronica di largo consumo(tablet e cellulari); determinando una forte difficoltà per le aziende automobilistiche europee e americane. Leggi di più: Corriere della Sera »

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TamburiTIP E’ colpa che non han capito da settembre che non era più tempo del just in time allorquando la consegna dei semiconduttori è a un anno dall’ordine se va bene! Discriminazione dei microchip