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Far arrivare i fondi europei anche alle aziende familiari

Far arrivare i fondi europei anche alle aziende familiari

14/10/2020 01.17.00
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Far arrivare i fondi europei anche alle aziende familiari

A chi scrivere il proprio punto di vista sulle cose? A chi affidare l’ indignazione e la speranza? Vi proponiamo di dirlo a Corriere

,non ho capito bene come saranno spesi i soldi del Recovery Fund. In Italia la produzione industriale era in calo già prima del Covid. Le nostre piccole e medie aziende, spesso familiari, devono essere sostenute. Siamo sicuri che i fondi europei finiranno almeno in parte anche a loro?

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Sandro ValentiCaro Sandro,Lei pone un tema fondamentale. A oggi sappiamo che i miliardi del Recovery Fund saranno investiti in digitalizzazione, mobilità, innovazione, transizione ecologica… Ma queste sono formule da convegno. La realtà è che oggi non riusciamo a spendere i fondi europei, in particolare al Sud (ovviamente per colpa di Garibaldi, di Cavour e dei bersaglieri), perché l’Europa non finanzia assistenzialismo ma cantieri, start-up, progetti concreti.

Quali possono essere gli obiettivi? Un computer in ogni famiglia, ad esempio. L’alta velocità al Sud, compreso un collegamento diretto tra Calabria e Sicilia, ponte o tunnel che sia. Un piano contro il dissesto idrogeologico e per il «rammendo» delle periferie, per usare la definizione di Renzo Piano. headtopics.com

L’essenziale è che i soldi europei non facciano crescere il numero degli assistiti, ma dei posti di lavoro. Quindi è fondamentale che una parte vada a sostenere le aziende, incluse quelle familiari. Al riguardo ho letto un libro interessante, «Family business. Manuale di gestione delle imprese familiari», curato da Fabio Corsico con Chiara Acciarini ed Enzo Peruffo per le edizioni Luiss, con contributi di altri venti esperti. Ho scoperto ad esempio che il capitalismo familiare rappresenta due terzi del Pil degli Stati Uniti.

Digitalizzare le piccole e medie imprese consentirà ai produttori italiani di avere come mercato il mondo. Bisognerà anche incentivare fusioni e alleanze: per investire in ricerca e pure in pubblicità è necessario un certo peso specifico. Poi c’è da recuperare un concetto che nessun fondo europeo può procurare, ma che i nostri padri avevano chiarissimo: un’azienda non è una villa plurifamiliare, che può essere frazionata; occorre individuare nelle nuove generazioni un leader, che sappia evitare litigi interni e garantire continuità. Anche superando la tentazione di semplificare tutto vendendo l’impresa, magari all’estero.

LE ALTRE LETTERE DI OGGIStoria«Una Scuola politica per formare la nostra classe dirigente»Una Scuola che formi l’elitè senza scadere nell’elitismo. Questa la frase cardine che il prof. Sabino Cassese ha pronunciato recentemente dinanzi al board e al corpo docenti della Scuola Politica «Vivere nella Comunità» (a lui si deve la scelta del titolo della Scuola). Un progetto voluto dal prof. Pellegrino Capaldo (fra i suoi allievi Carlo Messina e Ignazio Visco) e sposato da amministratori delegati, manager internazionali, presidenti di partecipate dello Stato, professori universitari ed esperti professionisti. Per la prima volta in Italia vi è dunque una Scuola di formazione politica apartitica, dove l’ambizione è fornire strumenti e opportunità indispensabili per diventare classe dirigente adeguatamente preparata — al di là degli schieramenti politici — rimettendo al centro il tema delle competenze utili a governare bene un Paese. Per questo la Scuola, gratuita grazie al sostegno delle imprese, si rivolge ai giovani interessati alla politica, ma non solo. È destinata a chi vuole conoscere e approfondire le competenze necessarie, nel pubblico e nel privato, per partecipare attivamente ai processi di cambiamento del nostro Paese, dialogando con studiosi della politica e confrontandosi con figure apicali di realtà prestigiose come Fs, Enel, PosteItaliane, Sace, Leonardo, Cdp, Banca d’Italia, IntesaSanPaolo, Ansa, Sky ed altri. Investire nelle leve del futuro deve essere un punto di rilancio per il nostro Paese, un mattone necessario su cui ricostruire le fondamenta economiche e sociali di una nazione in difficoltà. Questo è il nostro impegno volontario e concreto per i giovani, che raccoglie il recente suggerimento di un altro illustre ex allievo del prof. Capaldo, tale Mario Draghi.

Marcello Presicci, membro fondatore della Scuola Politica Leggi di più: Corriere della Sera »

Noi domani, la scuola che verrà. Le animazioni tratte dal concorso di scrittura Zanichelli -Scuola Holden | Sky TG24

Sky TG24 ha tradotto in illustrazioni animate due tra gli scritti scelti e poi pubblicati sul sito Zanichelli (qui potete leggere tutti i testi). Le due puntate della serie NOI DOMANI sono a cura di Andrea Dambrosio e Fabio Vitale.

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