Facebook, metà dei dipendenti in smart working entro dieci anni

Facebook, metà dei dipendenti in smart working entro dieci anni

26/05/2020 15.42.00

Facebook, metà dei dipendenti in smart working entro dieci anni

Svolta storica a Menlo Park Zuckerberg: «Abbiamo un piano ponderato e responsabile per farlo»

tutti possano tornare al lavoroin modo sicuro e riducendo al minimo la possibilità di futuri focolai». Obiettivo: completare il processo nel corso del 2021. Così effettivamente accadrà a partire dal prossimo luglio, salvo nuove ondate di Covid-19. Tuttavia, ora operare da casa sembra abitudine

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destinata a tornare presto d’attualitàdalle parti di Menlo Park.Su richiesta (ma non per tutti)Alla base della decisione vi è la constatazione, da parte dei vertici, chelo smart working non ha compromesso le attività aziendali:per quanto forzato, l’inedito esperimento sembra essere andato oltre le aspettative. Da qui le parole del founder: «Nei prossimi 5-10 anni penso che il 50% del nostro personale potrebbe lavorare da remoto – ha scritto –, ma ci arriveremo in modo misurato. Credo che Facebook sarà la società più incline a questa soluzione tra quelle delle nostre dimensioni, e abbiamo lavorato a un

piano ponderato e responsabileper farlo». Poi una precisazione ai microfoni diThe Verge: «Magari questo sarà possibile più tra 10 che tra 5 anni, ma in ogni caso in qualche momento durante quell’intervallo».Stando a quanto emerso da un’indagine interna, già il 40% dei dipendenti si è detto headtopics.com

«interessato a un lavoro da remoto a tempo pieno». «Oltre la metà», inoltre, ha dichiarato di sentirsi«produttiva almeno quanto in ufficio». La company sembra quindi intenzionata, in futuro, a «consentire a molti attuali dipendenti di diventare lavoratori da remoto a lungo termine,

se lo desiderano». Tutti gli altri, invece, potranno conservare senza problemi il proprio posto in ufficio: nessuno verrà obbligato a lasciare la scrivania. Ciò detto, alcune categorie saranno comunqueescluse da questa possibilità di scelta.

È il caso di chi si occupa di sviluppo hardware, di alcuni tipi di tecnici, ma anche, per esempio, dei dipendenti più giovani, «che non hanno mai lavorato in un’azienda e hanno bisogno di imparare come ci si muove in una realtà come questa», ha nuovamente spiegato il fondatore a

The Verge.Si comincia dalle assunzioniParole di cautela e all’insegna della gradualità, quelle di Zuck. Ma il cambiamento è già in atto. Il Ceo ha infatti annunciato l’imminente lancio di unacampagna di assunzioni per il lavoro da remoto. headtopics.com

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Si inizierà dalla ricerca di ingegneri che vivano al massimo a quattro ore dalle città in cui Facebook ha stabilito i suoi uffici tecnici (tra cui Philadelphia, Pittsburgh, Portland e San Diego), ma con la prospettiva di allargare il raggio d’azione nel corso del tempo. Secondo il 36enne, infatti, «il fatto che le grandi aziende abbiano spesso assunto in una manciata di aree metropolitane» significa «che

ci siamo persi un sacco di persone di talentosolo perché capita che vivano al di fuori di un importante hub».Si tratta di una svolta storica per una società che ha sempre cercato di dare vita a gruppi di lavoro all’interno di un campus polifunzionale in cui potersi trattenere anche nel tempo libero. Non è un caso, infatti, che fino a poco tempo fa usasse corrispondere ai nuovi assunti un

bonus di ben 15 mila dollariper trasferirsi vicino al quartier generale di Menlo Park. Poi la pandemia ha aperto nuove possibilità e cambiato i punti di vista, anche nell’ottica dello sviluppo di tecnologie dedicate proprio al lavoro a distanza. «Col tempo si spera che il luogo incida di meno su come le persone lavorano – ha concluso Zuckerberg – e avremo gli strumenti per sentirci veramente presenti, a prescindere da dove ci troviamo. Credo che questa sia una direzione importante che il mondo sta prendendo dopo il Covid».

25 maggio 2020 (modifica il 25 maggio 2020 | 17:23) Leggi di più: Corriere della Sera »

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