esordio 2 / lorenzo sassoli de bianchi Due napoletani in caduta libera su New York si aggrappano al paracadute della musica

Napoli e New York posano sul 41esimo parallelo, filo immaginario e indistruttibile che lega le vicende narrate ne La luna rossa. Le recensioni 📖 di Tuttolibri .

04/10/2020 13.58.00

Napoli e New York posano sul 41esimo parallelo, filo immaginario e indistruttibile che lega le vicende narrate ne La luna rossa. Le recensioni 📖 di Tuttolibri .

Seduto al pianoforte nel suo appartamento sull’East Side Nino Romano prepara il nuovo spettacolo e ricorda gli inizi della sua carriera. Dalle esibizioni nei ristoranti con il padre, comandante di traghetto e polistrumentista, al primo vero contratto negli States, fra riti scaramantici e miti

Napoli e New York posano sul 41esimo parallelo, filo immaginario e indistruttibile che lega le vicende narrate neLa luna rossa. Su quel filo corrono non solo i ricordi ma anche la musica, tanta musica, «un modo per tenere saldamente i piedi sulle nuvole». L’autore, ad apertura di libro, elenca la sua playlist, suggerendo di ascoltarla su Spotify durante la lettura: 52 titoli, 20 della tradizione partenopea, 32 del folk rock blues americano e tra questi ultimi ben 12 di Tom Waits, nume tutelare e benefico di questa bellissima storia che inizia una sera a New York con l’autoritratto del narratore: «Mi chiamo Nino Romano e sono un’anima inquieta in bilico armonico tra illusione e disincanto, vale a dire un cantante».

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Nino è seduto al pianoforte e sta preparando la musica per un nuovo spettacolo. Attraverso le grandi vetrate sull’East Side «un’impassibile luna rossa avvampa la stanza» e dà la stura ai ricordi. Iniziando da Napoli: «Una sintonia di onde, una marea di commerci, un brulicare di pomodori, spaghetti, revolverate e cocaina. Napoli del sangue, dello spaccio, delle deliranti mozzarelle e dell'inutile crudeltà, un pirotecnico alternarsi di generosità esibita e felicità repressa, l’afrore di un’umanità potente, perspicace, avventurosa».

Facciamo conoscenza con la famiglia di Nino: la madre Grazia, «una donna d'acciaio scintillante» che tiene dritta la barra del destino; il padre Gerardo, detto Jerry, inguaribile e ottimista sognatore, di giorno vice comandante di un traghetto per le isole, la sera, per dare sfogo alla sua passione per la musica, chitarrista, poli strumentista e cantante, si esibisce nei ristoranti e nei locali dislocati lungo la costa, alternando il repertorio napoletano agli amatissimi americani. La sorella Anna studia danza e, con la sua concreta visione della vita, fa da contrappeso ai sogni dei famigliari. Infine il nostro Nino, dotato di una voce che incanta, è studente al conservatorio. La compagnia di navigazione fallisce, Jerry è licenziato e quello che era un hobby diventa un lavoro. La madre non si lascia scoraggiare: «Abbiamo sempre la musica, Nino canterà con te», dando il suo viatico a una commovente e affiatata coppia padre – figlio. headtopics.com

Come nelle nostre vite, anche qui entrano in gioco il Caso (gli incontri imprevisti) e la Necessità (esibirsi per sopravvivere). Dei tre incontri racconteremo solo il primo. Una sera, nell’Enoteca da Simeone, da un gruppo di turisti americani si fa avanti Peter Scattareggia, con un biglietto da visita, «Musical Manager, New York» e una proposta: un contratto di tre mesi per esibirsi al Greenwich Village. È il sogno che si realizza, «per papà gli States erano una seconda patria». Prima della partenza tutta la famiglia compie i riti propiziatori della religiosità napoletana, compresa la visita al santuario della cosiddetta Mamma Schiavona. Altri riti celebreranno padre e figlio una volta sbarcati a New York, in visita ai luoghi sacri della musica americana, a iniziare dal mitico Chelsea Hotel, dove riusciranno a farsi assegnare la stanza 424, la stessa occupata da Leonard Cohen quando componeva le sue ballate. Sono due napoletani in caduta libera su New York ma Jerry la conosce attraverso i film e i romanzi e si muove come se l'abitasse da sempre. Gli esordi sono faticosi e deludenti, tanto da far balenare un rientro. Poi per fortuna «il destino cambia i cavalli» grazie, anche qui, al gioco del caso e alla manifesta bravura del duo. Lasciamo al lettore il piacere di scoprire come.

Per Anna Maria Ortese «Il mare non bagna Napoli». Al contrario per Lorenzo Sassoli de Bianchi, il mare la bagna sempre, a iniziare dal racconto leggendario del ritrovamento della chitarra di Jerry, caduta in acqua da un cargo. Per finire alla promessa fatta al momento dell’imbarco sull’aereo per New York. Ogni sera al tramonto, madre e figlia di qua, padre e figlio di là, sosteranno in riva al mare e si dedicheranno reciproci pensieri. Il romanzo regala al lettore una provvidenziale carica di ottimismo, grazie a una scrittura che raccoglie i ricordi avvolgendoli in spire crescenti, appassionate, senza perdere mai di vista una costante attenzione al dettaglio

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