Eric Lombardi su Instagram attacca i tifosi di Treviglio: “Mi chiamavano negher” - La Stampa

Il giocatore dell’Edilnol vittima di insulti razzisti

23.11.2019

Eric Lombardi su Instagram attacca i tifosi di Treviglio: “Mi chiamavano negher”

Il giocatore dell’Edilnol vittima di insulti razzisti

Sereno, ma deciso: Eric Lombardi usa Instagram per rendere noto un episodio accaduto l’altra sera a Bergamo, durante Treviglio-Edilnol Biella di serie A2. Anche in un mondo come quello della pallacanestro, multietnico da sempre, è successo che dagli spalti si siano sentiti insulti razzisti. Sono risuonati nelle orecchie del numero 21 di Biella, italiano al 100%, con un titolo europeo Juniores vinto nel 2013 in maglia azzurra: «Ai tifosi di Treviglio che mi hanno urlato la parola “negher” e che allo stesso tempo mi davano del Mario Balotelli, ricordo che hanno un giocatore di colore in squadra», ha scritto Lombardi, in una «storia» di Instagram.

«Ed erano la maggioranza - assicura il club manager di Pallacanestro Biella Marco Atripaldi che già giovedì sera ha parlato a lungo con il giocatore, toccato nel vivo da quanto è successo -. Sono solidale con lui, anche se personalmente non ho sentito nulla. Ma quello che si dice spesso, che certi episodi sono frutto di due cretini, questa volta vale davvero». Nulla di organizzato, insomma, ma qualcosa di sporadico e isolato, anche se non meno fastidioso. «Tra l’altro - prosegue Atripaldi - ho sentito anche cori contro Saccaggi, simili a quelli che ci sono costati 900 euro di multa nella partita in casa con Trapani. Ma il castigo è arrivato a noi». Sul referto degli arbitri infatti non c’è traccia di insulti razzisti o di comportamenti scorretti dei supporter di casa. L’unico provvedimento sulla partita è una multa di 450 euro a Biella per offese ai direttori di gara.

Leggi di più: La Stampa

L’Edilnol non si ferma più, batte Treviglio e vive una notte da capolista - La StampaVincere una partita tirando con il 36,2% dal campo non succede tutti i giorni. Perché il piccolo miracolo si realizzi bisogna costringere la squadra avversaria a fare ancora peggio e occorre metterci testa e cuore nel momento decisivo. L'Edilnol torna dalla trasferta di Bergamo contro Treviglio con un 53-60 che le consente di mantenere la vetta anche perché gli avversari hanno avuto percentuali sottozero in attacco (il 32,8%) e soprattutto perché nell'ultimo quarto si è accesa la stella di Bortolani. Con otto punti negli ultimi quattro minuti, il numero 12 ha aiutato Biella a chiudere i conti, con l'appoggio di Saccaggi (pesantissima una sua tripla, l'unica della partita, nel finale) e di Omogbo che dalla lunetta è stato più preciso dei compagni in serata no (13/20 complessivo). Chi si aspettava la partita dei giovani non è rimasto deluso. Nei quintetti di partenza sono tre su dieci i giocatori nati nel nuovo millennio: Bortolani è al solito posto di guardia per l'Edilnol, insieme a Saccaggi, Polite, Donzelli e Omogbo, mentre per Treviglio Palumbo (classe 2000 come la stellina rossoblù) è affiancato da Ursulo D'Almeida, origini del Benin e la data del 2001 sui documenti. Borra acciaccato parte dalla panchina, mentre in campo ci sono Caroti, Ivanov e Pacher. L'inizio è delle difese: si segna poco (e Biella non lo fa mai da tre) e si viaggia su un'alternanza di vantaggi nelle poche occasioni in cui un pallone si adagia sul fondo della retina. A metà quarto la squadra di casa tira con il 25%, quella di Galbiati con il 42% e ha due palle perse. Per il primo micro-break in cui Biella sale a +2 (9-11) bisogna aspettare otto minuti e la prima bomba a bersaglio, di Eric Lombardi. È lo stesso numero 21 a segnare in sottomano il 10-13 con cui si chiude un primo quarto in cui l'umidità di novembre ha annacquato le polveri dei tiratori: 2/16 da tre complessivo per le due squadre in dieci minuti. Ma è anche il momento in cui esce dalla panchina il capitano di Treviglio Reati: du

Regionali, Di Maio: 'Nessuna ripercussione sul governo'. Fico: 'Urge momento di riflessione importante'Regionali, Di Maio: 'Nessuna ripercussione sul governo'. Fico: 'Urge momento di riflessione importante' [aggiornamento delle 14:24] Sempre detto, tra lui e Di Stefano....

Fiorello, Venier e Sanremo. Conflitto d’interessi sugli uffici stampa - La StampaFiorello, Venier e Sanremo. Conflitto d’interessi sugli uffici stampa

Argentina, Maradona cambia idea: resta al Gimnasia La PlataDopo aver rassegnato le dimissioni, l'ex fuoriclasse del Napoli decide di seguire la volontà dei tifosi e la ritrovata solidità societaria:

Brescia, Balotelli svogliato: Grosso lo allontana dall'allenamentoBrescia, ecco la prima 'balotellata': Grosso lo allontana dall'allenamento Balotelli SuperMario serieA Dai che lo volete ancora nella vostra nazzionale...😂😂😂

Era abusiva la concessionaria di auto usate di Ciriè - La StampaCIRIE’ (TORINO). Da qualche mese vendeva auto usate senza avere la minima autorizzazione. Per questo è finito nei guai un 50 enne di Ciriè che aveva allestito una concessionaria completamente abusiva in località Devesi, lungo la strada provinciale, con tanto di esposizione all'esterno. L'attività è stata sequestrata dagli agenti della polizia locale di Ciriè che hanno deciso di effettuare il blitz in seguito ad una segnalazione. Ma, prima di entrare in azione, gli investigatori, coordinati dal dirigente Roberto Macchioni, hanno fatto partire una serie di verifiche per appurare almeno che l'autosalone fosse conosciuto alla Camera di Commercio. Dai controlli, però, non è emerso nulla. E così agli agenti non è rimasto che sequestrare tutto (anche cinque macchine parcheggiate all'esterno e non assicurate) e chiudere l'autosalone dove erano in esposizione una ventina di mezzi. Al responsabile è stata appioppata una sanzione amministrativa di oltre 10 mila euro per commercio abusivo e tutte le violazioni che ne conseguono.

Scrivi un Commento

Thank you for your comment.
Please try again later.

Ultime Notizie

Notizia

23 novembre 2019, sabato Notizia

Notizie precedenti

In auto trasportava 320 uccelli strappati da nidi, condannato un cacciatore bresciano - La Stampa

Prossime notizie

Coppa Davis: Serbia, sconfitta con lacrime e rabbia - La Stampa