Emoticon al posto dei voti, il pedagogista: meglio i giudizi - VanityFair.it

Faccine al posto dei voti?🙄

17/02/2020 16.31.00

Faccine al posto dei voti?🙄

Una scuola di Modena sostituisce i voti con le faccine. Abbiamo chiesto a un pedagogista se può servire davvero per aiutare i bambini a scuola

Chiara PizzimentiEmoticonal posto del voto. Li hanno trovati i bambini di due classi di prima elementare a Modena nella pagella del primo quadrimestre. Le faccine sostituiscono ilvotoall’istituto comprensivo Gianni Rodari. Saranno gli stessi bambini a darsi una valutazione con questo metodo e poi si aggiungerà il

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giudizio«Latendenza pedagogicanegli ultimi anni è sempre stata quella di evitare eccessi di valutazione specialmente elementari. L’Austria per esempio non li prevede per tutta la scuola primaria.In Italia nel 2009 sono stati ripristinati i voti numerici alle elementari e alle medie che cristallizzano in un numero il giudizio rendendolo più rigido e spinoso. Un numero è un0entità oggettiva che non lascia spazio a interpretazioni» dice il pedagogista

Daniele Novara.Un aggettivo come buono non è oggettivo, «dispotico», come un numero. «Il giudizio permetteva al bambino di non subire l’aggressività di un numero» aggiunge il pedagogista autore del libroCambiare la scuola si può headtopics.com

, edito da Rizzoli. «Iosostengo la valutazione evolutiva, valutare i progressi e non gli errori. L’insegnante aiuta il bambino a capire i suoi progressi, sono scettico sui dispositivi di autovalutazione. La valutazione non deve essere vista come un giudizio, ma l’indicatore di un processo di

apprendimento. Si devono indicare i progressi e i miglioramenti a partire dai diversi punti di partenza».Secondo il pedagogista l’emoticon non serve, bastava il giudizio. Non servono poi a nulla le faccine scure se il risultato non è buono. «L’errore è un motivo di crescita.

Non si può imparare se non si sbaglia. Che senso ha mettere la faccina triste? Gli errori sono un pedaggio da pagare per andare avanti nell’apprendimento. L’importante è che l’insegnante continui a valutare i passi in avanti fatti, per incoraggiare e motivare il bambino. L’adulto deve essere il regista nella vita del bambino che deve imparare a mettersi in gioco e ad acquisire nuove capacità».

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