Patrick George Zaki

Patrick George Zaki

Egitto, il ricercatore dell’università di Bologna torturato per sette ore

Zaki, il ricercatore dell’università di Bologna arrestato e torturato per sette ore in ...

11/02/2020 01.17.00

Zaki, il ricercatore dell’università di Bologna arrestato e torturato per sette ore in ...

Patrick George Zaki arrestato al Cairo mentre andava a trovare la famiglia. Sette ore di interrogatorio. Oggi l’incontro con avvocati e familiari. La Farnesina segue il caso

Email«L’agente ha guardato il passaporto e ha informato il superiore. E’ arrivato l’ufficiale e i due hanno parlato per qualche minuto. Poi Patrick è stato tolto dalla fila e portato in una stanza dell’aeroporto del Cairo». E’ entrato in quella saletta, venerdì mattina alle 4, e

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per ventisette ore Patrick George Zaki, 27 anni, è quasi sparito agli occhi del mondo. Per riapparire sabato pomeriggio a Mansura, 120 chilometri dalla capitale, in un’aula della Procura generale. «Pieno di segni delle botte ricevute», dice l’avvocato Wael Ghally che l’ha preso in carico: «Ma sono stati attenti. Professionali. Hanno usato cavi elettrici “volanti”, nessuno strumento che lasciasse intravvedere l’utilizzo dell’elettrochoc. Si tratta di vere torture. Cose che in Egitto sono diventate normali, se uno si occupa di diritti e libertà».

Leggi anche:Si batteva per Giulio RegeniOcchi bendatiQuindici giorni in attesa di processo, poi un probabile prolungamento della custodia cautelare, che in Egitto può durare anche due anni. Quel che attende il ricercatore arrestato è solo all’inizio. headtopics.com

Il trattamento Regeniera già cominciato e solo il clamore scatenato, forse, ha evitato che la fine fosse la stessa: a dare l’allarme è stato il papà di Patrick, chiamato appena in tempo, poco prima che al fermato venisse sequestrato anche il cellulare. Il ricercatore egiziano, alla sua prima vacanza da quando segue un master al

l’Alma Mater, partito da Bolognae atterrato per una breve visita alla famiglia che vive a Mansura, «ha mantenuto lucidità e sembra reagire alla situazione – dice l’avvocato -, ma la faccenda è molto complicata». Gli hanno bendato gli occhi, l’hanno portato in macchina in una caserma dei servizi di sicurezza, nella capitale, l’hanno interrogato più volte. Sette ore nelle mani di poliziotti che non fanno sconti, senza poter vedere un avvocato, senza altri contatti. Molte botte.

Le accuseSolo sabato mattina, l’avvocato Ghally e un collega che si occupa di diritti umanihanno potuto incontrare il ragazzo e capire di che cosa fosse accusato. E’ stato mostrato loro un plico di post Facebook stampati, dove Zaki nei mesi scorsi esprimeva dall’Italia le sue idee sul regime del Faraone, e sono state elencate le violazioni di legge contestate: «1) Incitamento a sovvertire il sistema politico promuovendo pensieri che mirano a cambiare i principi costituzionali; 2) diffondere false notizie intese a minare l’ordine sociale e promuovere il caos, incitando le proteste non autorizzate con l’obbiettivo di indebolire il prestigio dello Stato; 3) gestire e utilizzare un account Facebook con lo scopo di disturbare l’ordine pubblico, mettendo in pericolo la sicurezza della società e dei cittadini…». Semplici manifestazioni d’opinione: Patrick non ha mai nascosto la sua adesione al think tank dell’Egyptian Initiative for Personal Rights (Eipr) e la sua battaglia per fare chiarezza sul caso Regeni: «Nel 2014 – ricorda un altro legale che si occupa di libertà civili, Khaled Ali -, abbiamo collaborato alla campagna elettorale, a sostegno dei candidati dell’opposizione». In particolare, lo scorso settembre, Zaki sarebbe finito sotto osservazione per alcuni commenti durante le proteste contro Al Sisi.

L’udienzaL’aspetto positivo è che il ricercatore non sia stato messo in isolamento, ma condividala cella con altri, e che abbia potuto ricevere poche ore dopo una prima visita dei familiari, con cibo e vestiti. Le imputazioni non paiono essere ricondotte al terrorismo, almeno al momento. Lo dimostra il fatto che Zaki non sia dovuto comparire davanti a un tribunale speciale, headtopics.com

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. Ed è testimoniato anche dalla circostanza che il procuratore abbia ammesso i funzionari dell’ambasciata italiana al Cairo ad assistere alle udienze: la prima è fissata per il 22 febbraio.La FarnesinaIl ricercatore dell’università di Bologna «non è un cittadino italiano», ci tiene a ripetere il ministero dell’Interno egiziano, ma la Farnesina promette che il caso sarà inserito in un «costante monitoraggio processuale» assieme alla delegazione dell’Unione europea: un modo per rendere il più possibile «politica» l’attenzione su quello che l’Egitto vuole liquidare solo come un caso criminale. «Il fatto che sia egiziano permette alle autorità del Cairo di fare quel che vogliono? – si chiede retoricamente il responsabile italiano di Amnesty, Riccardo Noury – Significa che, chi si occupa di diritti, debba ignorare la storia di Patrick?».

9 febbraio 2020 (modifica il 10 febbraio 2020 | 10:36) Leggi di più: Corriere della Sera »

Noi domani, la scuola che verrà. Le animazioni tratte dal concorso di scrittura Zanichelli -Scuola Holden | Sky TG24

Sky TG24 ha tradotto in illustrazioni animate due tra gli scritti scelti e poi pubblicati sul sito Zanichelli (qui potete leggere tutti i testi). Le due puntate della serie NOI DOMANI sono a cura di Andrea Dambrosio e Fabio Vitale.

Ma di Chico Forti non ve ne frega niente? La farnesina si occupa di stranieri e non di italiani in carcere da 20 anni.

Studente dell’università di Bologna arrestato in Egitto, Amnesty teme un nuovo «caso Regeni»Il «rumore» sulla vicenda, spiega il portavoce dell'associazione, «è una deterrenza per chi pensa che nessuno nel mondo sappia cosa succede e che quindi crede di poterlo trattare come gli pare, come accaduto con Giulio» In questo caso però lo studente sembra essere di nazionalità egiziana Speriamo che sentano la pressione internazionale e lo rilascino presto

Bendato e picchiato: le ore di tortura di Zaki in Egitto - Il Fatto QuotidianoInterrogato con una benda sugli occhi, minacciato e percosso nel tentativo di estorcere una confessione. Sono gli ultimi, drammatici particolari che emergono sulla vicenda di Patrick George Zaki . Non solo scariche elettriche, dunque. Ore terribili quelle vissute venerdì scorso dallo studente e attivista egiziano bloccato tre giorni fa all’aeroporto del Cairo al rientro in … È un cittadino egiziano!! Il Governo italiano è responsabile della vita, sicurezza, salute e benessere del popolo italiano e non di quello di altri Paesi! E già non ottempera neanche al suo dovere primario! i media i pedofili del ministero degli affari esteri si occupano degli stranieri e lasciano crepare gli italiani. repubblica criminale pedofila italiana

Studente arrestato in Egitto, cresce la preoccupazione - AfricaItalia chiede attivazione monitoraggio Ue. Custodia per 15 giorni (ANSA)

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Bimba morta di morbillo: chiesto il giudizio per 7 medici del GemelliLa piccola non era vaccinata. Dal pm tre richieste di archiviazione che il gip non ha accolto Prendersela sempre con i medici non fa bene a nessuno, non sono onnipotenti. Un medico non vuole la morte di un paziente soprattutto di un bambino! Il morbillo è una malattia molto seria,esiste un vaccino,la campagna battente contro i vaccini produce questo risultato .

Patrick George Zaki, parla l'avvocato: 'Picchiato e torturato con i cavi elettrici. Prove e verbali su completamente falsi. Il suo caso non sia dimenticato' - Il Fatto QuotidianoBendato, picchiato e torturato. E’ quello che è accaduto a Patrick George Zaki , lo studente egiziano dell’Università di Bologna noto in Egitto per il suo impegno nel campo dei diritti umani. A raccontarlo a ilfattoquotidiano.it è l’avvocato Wael Ghally, legale che da più di 15 anni si occupa di diritti umani che per tutta la … che dipenda dal fatto che studia a Bologna e magari abbia partecipato alle manifestazioni delle Sardine? Questa è l'ennesima riprova che è un Paese da evitare. Peccato perché ha un'infinità di bellezze Mi chiedo, Perché adesso in questo periodo tutta l’Italia si preoccupa per un egiziano è stato arrestato nel suo paese delle autorità per qualsiasi motivo EGIZIANO NON ITALIANO