Sistema Economico, Europa

Sistema Economico, Europa

Editoriale | La forza che non usiamo

La forza che non usiamo

14/07/2019 01.07.00

La forza che non usiamo

L’editoriale di Aldo Cazzullo sul Corriere del 14 luglio 2019

Aldo Cazzullo | 13 luglio 2019L’Europa non ha un credito illimitato. Non può perdere altro tempo. Ma resta il nostro presente, e il nostro destino necessarioIl 14 luglio non è una festa soltanto francese. I princìpi affermatisi 230 anni fa — libertà, uguaglianza di fronte alla legge, fraternità — hanno assunto un valore universale, a dispetto dei rovesci del Paese in cui sono nati: la caduta di Napoleone e della sua Grande Armée, le sconfitte subite per mano dei prussiani e dei nazisti, i disastri coloniali di Dien Bien Phu e di Algeri. Oggi si festeggiano i valori fondativi dell’Europa. Che non è soltanto una sovrastruttura burocratica.

Bari, 54enne in rianimazione: “Ischemia dopo vaccino”. Era in cura per “trombosi venosa periferica”. Il 26 maggio immunizzato con J&J - Il Fatto Quotidiano Pubblica amministrazione, il primo concorso con la 'formula Brunetta' è un flop: allo scritto si presenta poco più della metà degli ammessi. Ministero costretto a riaprire le selezioni - Il Fatto Quotidiano Covid Uk, Johnson: 'Riapertura totale rinviata al 19 luglio'

C’è un’Europa della politica, che è spesso in ritardo sulle esigenze dei popoli, e in queste settimane sta tentando a fatica di darsi una nuova leadership, dopo quella deludente di Juncker. E c’è un’Europa della società e dell’economia, che è molto più avanti, e da tempo non ragiona più in termini nazionali, non usa più le parole «noi» e «loro». Si sono tratte conclusioni sconsolate dalla notte del San Paolo di Napoli, che alla sfilata inaugurale delle Universiadi — un successo del Sud — ha acclamato gli argentini, astutamente muniti della maglia numero 10 di Maradona, e fischiato francesi e tedeschi, come se fossero gli antagonisti di un derby. Ma il ragionamento si può rovesciare. Il derby si gioca con i propri concittadini. Francesi e tedeschi ormai lo sono.

Il declino, forse la malattia, di Angela Merkel e l’avvento di Ursula von der Leyen non riguardano solo la politica tedesca; sono la nostra cronaca, la nostra storia. Isistemi economici di Italia e Francia sono sempre più intrecciati: a volte si rivelano litigiosi, dalla grande finanza a Mediaset, da Luxottica allo sciopero degli operai normanni della Ferrero; ma è anche l’occasione in cui si scopre che, se i francesi hanno fatto incetta dei marchi del lusso italiano, buona parte della Nutella si fa oltralpe, e ancora una volta ragionare in termini di «noi» e «loro» ha sempre meno senso. Se la manifattura italiana, pur indebolita, è sopravvissuta a un decennio di crisi, lo deve – oltre che alla resistenza di imprenditori e lavoratori - alla stabilità monetaria, al ruolo della Banca centrale sotto la guida di Draghi, alle esportazioni, e anche alla libertà di movimento delle persone, che ha costruito la prima generazione autenticamente europea. headtopics.com

I nuovi leader della politica italiana, di solito abili ad auscultare le correnti della società, dovrebbero tenerne conto. In questi mesi hanno pasticciato parecchio. I Cinque Stelle hanno teso la mano ai Gilet Gialli, proprio quando stavano dilapidando nella violenza l’iniziale consenso popolare. La Lega ha inseguito rapporti privilegiati con la Casa Bianca e il Cremlino, talora mediati da personaggi improbabili. Ma anziché accreditarsi come «l’altra Europa», i partiti di governo farebbero meglio a confrontarsi con quella che c’è, cercando di migliorarla e magari di contare un po’ di più. E’ la direzione in cui cercano di muoversi Conte, Tria, Moavero Milanesi, grazie al sostegno del Quirinale. Del resto anche i più accaniti sovranisti, compresa Marine Le Pen, ormai non parlano più di uscire dalla moneta unica e dalle istituzioni di Bruxelles, ma discutono come riformarle.

Il lavoro non manca. Più che trincerarsi nelle ridotte nazionali, servirà terminare la costruzione della casa comune. Fino a quando i piccoli Paesi faranno concorrenza sleale ai grandi, costruendo paradisi fiscali per le multinazionali e nicchie per i pensionati benestanti, qualsiasi progetto per il governo dell’economia e l’armonizzazione dei sistemi tributari resterà lettera morta.

L’Europa non ha un credito illimitato. Non può perdere altro tempo. Ma resta il nostro presente, e il nostro destino necessario. La Brexit doveva essere l’inizio della disgregazione; è diventata al contrario il monito di quanto sia difficile uscire dal mercato comune, da un sistema di regole e di opportunità condivise.

Non sorprende che, in un momento cruciale della sua storia, l’Europa si sia affidata alle donne.Al di là della statura delle prescelte, che si vedrà nel tempo, stiamo vivendo un cambio d’epoca. Alle donne in politica e in genere nella vita pubblica è richiesto di più. Con loro si è sempre più severe. Se Greta Thunberg fosse un ragazzo, non avrebbe attirato tante ironie al limite del sarcasmo. Però non è un ragazzo; è una giovane donna. E le donne, che da sempre padroneggiano la vita e la morte nel chiuso delle case, ora che ne sono uscite vengono chiamate a prendere decisioni — dall’ambiente all’intelligenza artificiale, dalla coesione sociale alla nuova guerra fredda con Russia e Cina — che riguardano la vita e la morte. Se riusciranno, la bistrattata Europa potrà a sorpresa rivelarsi l’avanguardia di quello che al tempo della prima guerra fredda si chiamava, con giustificata enfasi, il mondo libero. headtopics.com

Il Fatto di Domani del 14 Giugno 2021 - Il Fatto Quotidiano Ema: il vaccino AstraZeneca è valido per tutti Modena, tentata rapina a portavalori su A1: esplosioni, spari, chiodi

13 luglio 2019, 20:45 - modifica il 13 luglio 2019 | 20:46 Leggi di più: Corriere della Sera »

Funivia Mottarone: incidente ripreso in video da telecamere sicurezza

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Usatela voi

Editoriale | Il dovere degli europei di non smarrire la stradaL'editoriale di Franco Venturini sul Corriere del 13 luglio 2019 Pollicino stai attento che Savoini ti viene appresso e ti mangia le mollichine! Franco Venturini, Salvini e la sua Lega sono putiani da sempre. Com’è che queste riflessioni vengono solo ora? Avevate bisogno dei leak per comprendere da che parte tira il capitano? Capite solo ora la pericolosità della politica estera leghista? Non vi si crede più. Da mo’. Potreste dare le notizie importanti e approfondire argomenti essenziali come Bibbiano, scandalo CSM, Francia che ci attacca a tradimento, ONG finanziate per trasportare finti naufraghi... Grazie.

Sfida agli anti casta: la medaglietta con la scritta onorevole - La StampaE’ il nuovo gadget della tabaccheria di Montecitorio, per i parlamentari che non vogliono dimenticare la XVIII legislatura Onorevole sto cazzo. Solo per chi l'acquista ovviamente. Ma vadano a fan culo, onorevoli un c... e pagheremo pure le medagliette

La tentazione neo-ottomana allontana la Turchia di Erdogan dagli alleati della Nato - La StampaÈ iniziata in questi giorni la consegna alla Turchia da parte della Russia del primo lotto dei missili antiaerei S400 che Ankara aveva da tempo acquistati da Mosca nonostante la decisa opposizione degli alleati Nato alla conclusione del contratto. Non è certo questa la prima volta che un membro della Alleanza Atlantica utilizza materiali russi, cioè di un Paese che è ancora considerato a torto o a ragione come la maggiore delle potenziali minacce che incombono sull' Europa , o almeno su parte di essa. Varie volte infatti, nel recente passato, la Nato ha supplito alle sue carenze nel settore del trasporto strategico noleggiando aerei militari prodotti dall’Unione sovietica e passati poi a far parte degli arsenali dei paesi successori. Si tratta però della prima volta in cui un materiale russo, tra l’altro sostanzialmente incompatibile con la panoplia dei materiali contraerei prodotti ed usati da paesi membri, viene preferito ad altre alternative di fabbricazione amica ed agevolmente inseribili nel complessivo arsenale atlantico. Da considerare poi come la installazione e lo schieramento dei missili russi richiederà per un tempo abbastanza lungo la presenza di tecnici del paese produttore all'interno di basi Nato che fino a ora sono state gelosamente precluse agli estranei alla Alleanza. Il timore, per di più, è anche legato al fatto che la permanenza russa potrebbe consentire ai tecnici di apprendere più del dovuto sugli aerei F 35 e su altri mezzi aerei della Alleanza schierati sulle medesime basi. Al di là delle considerazioni puramente militari, in ogni caso, da qualsiasi punto di vista la si esamini la decisione turca appare come una chiara fotografia dei rapporti non più tanto idilliaci fra Ankara e la Alleanza. Una Alleanza in cui, a parte il caso particolare degli Stati Uniti che la hanno costantemente vista come l’insostituibile baluardo meridionale del contenimento della Russia, la Turchia ha sempre goduto di tanta stima e di pochissima simpatia. Da un lato in

La rivincita dello spumante sullo champagne - La StampaL’Italia batte la Francia, ma questa volta non è il calcio e nemmeno il ciclismo a salire agli onori delle cronache, bensì il vino. Anzi – e la notizia che fa ancora più impressione - l’Italia ha stracciato la Francia in un campo fino a ieri intoccabile: quello degli Champagne. Ed è così che The Champagne & Sparkling Wine World Championships (Cswwc), la più importate competizione a livello internazionale dove partecipano 18 nazioni ognuna con le loro bollicine, ha dovuto prendere atto che siamo incondizionatamente i primi. La Champions League degli spumanti internazionali, ha setacciato i campioni attraverso una serie di degustazioni alla cieca condotte da tre dei maggiori esperti mondiali (Tom Stevenson, Essi Avellan e Tony Jordan) dove l’Italia ha trionfato con 71 ori e 92 argenti; la Francia ha dovuto “accontentarsi' dell’affermazione della Champagne come miglior regione produttiva al mondo, forte tuttavia di “soli” 61 ori e 49 argenti. Una bella rivincita per l’Italia dell’enogastronomia dopo che la scorsa settimana la 50esima Best Restaurants 2019 aveva fatto scendere la cucina nostrana salvando solo due chef italiani nella classifica dei migliori 50 nel mondo. E come in tutte le classifiche c’è anche un vincitore assoluto, che è la cantina Ferrari di Trento che si è imposta con 15 medaglie d’oro, appena davanti alla Maison de Champagne Louis Roederer. Una soddisfazione che la famiglia Lunelli ha già vissuto altre due volte, nel 2015 e nel 2017, quando è salita sul tetto del mondo delle case spumantiere. Ora, a far la differenza per il nostro Paese è stato quello che dagli economisti è stato a lungo considerato un difetto: la frammentazione produttiva. In questo caso, invece, la molteplicità delle zone produttive con le diverse tipicità espresse, è stata la carta vincente. Il primato in casa nostra va dunque al Trentodoc che si è impone come prima regione spumantiera italiana con 27 ori, dopo essersi contesa la leadership all’ultimo calice con la Franciacorta,

Federer, la voglia matta di suonare la nonaLo svizzero sull’erba inglese dimentica la carta d’identità. La partita perfetta contro Nadal e l’obiettivo impresa

Assemblea del Pd, Zingaretti: “Serve una rivoluzione del partito o non ce la facciamo” - La StampaROMA. «Serve una rivoluzione o non ce la facciamo a svolgere il nostro ruolo. La riforma del partito è necessaria perché lo strumento che abbiamo non è utile a questa funzione. Dobbiamo cambiare tutto perché tutti sappiamo che così non si va più avanti». Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, all'assemblea nazionale oggi a Roma. «Non si può andare avanti con un partito che è un arcipelago di luoghi in cui si esercita in modo disordinato la sovranità. Il regime correntizio appesantisce e soffoca tutto. Ci sono realtà territoriali che si collocano con un leader o con un altro a prescindere dalle idee, solo per convenienza», ha aggiunto il segretario dem. Per il segretario non si può attendere l'esito della Commissione Statuto, ma occorre «sperimentare subito nuovi livelli di organizzazione territoriale, di “punti Pd”, registrati in una nuova piattaforma, e iniziare al lavorare nelle scuole, nei luoghi di lavoro». E dà appuntamento a Bologna dal'8 al 10 novembre per la «Costituente delle idee».«Zingaretti – scrive il presidente della Toscana, Enrico Rossi, su Facebook – all'assemblea nazionale del Pd ha usato parole molto forti sul partito. Ha parlato della necessità di una rivoluzione, di stracciare lo statuto, di combattere contro i gruppi di potere e il leaderismo. Un lavoro che dovrà durare fino a novembre per concludersi con un vero atto di rigenerazione. È una bella sfida, su cui la sinistra si gioca il suo futuro». Aggiunge Rossi: «Penso che molte cose siano cambiate, che si possano e si debbano usare i social network, avere anche un partito digitale, ma che niente potrà mai sostituire la militanza, un circolo dove riunirsi, comunicare con gli altri, conoscersi e formarsi alla politica, essere riferimento territoriale e sociale». Serve un segretario con i controfiletti. Zinga datti da fate urla syrepita scendi in piazza fate programmi create movimento l'inerzia sta uccidendo ce la fa...ce la fa...🤔non ce la fa...🙄 Sai che rivoluzione con un partito di fighetti e veline ...