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Doppietta Mercedes, ma la sorpresa è la Red Bull Honda di Verstappen che scalza Vettel dal podio

Doppietta Mercedes, ma la sorpresa è la Red Bull Honda di Verstappen che scalza Vettel dal podio

17/03/2019 17.44.00

Doppietta Mercedes , ma la sorpresa è la Red Bull Honda di Verstappen che scalza Vettel dal podio

Il 35° Australian Grand Prix è andato in scena in una giornata di bel sole e poco vento, un meteo ideale per disputare una gara sicura, regolare e

LA VERA BUONA NOTIZIA, IL RITORNO DEL GRANDE MOTORISTA- Dal punto di vista sportivo, da quello economico e per il bene “dell'internazionalità” e del rispetto delle tradizioni di questo sport, si può gioire per il ritorno alla competitività dei motori Honda dopo anni di attesa con i team evidentemente sbagliati. Quello visto oggi è stato infatti il primo podio per un'auto motorizzata Honda nell'era turbo ibrida. Una data che gli operatori si segneranno sul calendario.

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Il colosso giapponese aveva infatti deciso di tornare in Formula 1 con McLaren, poi si è appoggiata anche a un secondo team per “tamponare” l'uscita deludente da Woking, dopo anni senza sale che hanno compromesso gli ultimi anni di carriera di Alonso in Formula 1, infine è tornata a fornire un top team autentico come la Red Bull a partire dal 2019. Vero che l'Albert Park non è un circuito notoriamente molto indicativo sulle prestazioni di un'auto per tutta la stagione, ma iniziare bene qui è stato comunque un buon segno per tutto l'ambiente. Se oggi la Red Bull ha colmato un vero default tecnico rosso o i problemi erano minori, come ad esempio la questione di abituarsi a una nuova mescola che, a fronte di meno blistering, diventa meno performante, sarà il tempo a dirlo.

LA GRANDE PERDITA DI WHITING- In questo week-end la comunità della Formula 1 ha perso Charlie Whiting: l'altro ieri non si è più risvegliata nell'albergo australiano una delle “colonne” di questa organizzazione, che ha scoperto improvvisamente di avere delle figure difficile da sostituire. Non era “solo” il direttore di gara: Charlie sedeva a diversi tavoli tecnici e sportivi e, con i suoi oltre 40 anni di esperienza, comprensione e conoscenza dell'ambiente e delle persone, dovrà essere definito a stretto giro probabilmente un pool di persone che possano occuparsi di quello che lui sapeva fare. Classe 1952, Whiting avrebbe probabilmente lavorato ancora tanti anni perché in lui era riposta la fiducia di tanti. Aveva iniziato come meccanico con la Hesketh nel 1977, per poi passare subito alla Brabham nel 1978 e dal 1997 era stato continuativamente il direttore di gara. Aveva vissuto l'era di Andretti e Lauda, passando per la prima era turbo, la morte di Senna e tutto quello che il grande show dei motori ha proposto fino all'ultima stagione. Un “gigante” che ne sapeva di sicurezza di auto e di piste e che ha spinto tutte le novità in tema di sicurezza a bordo capaci di salvare molti piloti da gravi conseguenze da tanti anni a questa parte. headtopics.com

GLI ESORDI IN SORDINA- C'è l'italiano Giovinazzi, in primis, al debutto “con contratto fisso”. Ma non c'è, in gara: troppo indietro. Raikkonen con l'altra Alfa Romeo Racing Ferrari è invece ottavo, Antonio purtroppo termina quindicesimo e doppiato. Si annovera poi George Russell, che esce da un filotto importante di vittorie: suo il campionato GP3 2017 e Formula 2 2018, ma il debutto non è particolarmente brillante, anche perché guida una Williams davvero lenta: per lui i giri di doppiaggio sono due. A quota tre ha girato invece Robert Kubica, altro “esordiente” di questa era. Per lui già non era andata bene in qualifica: poco grip, un errore personale, un problema a un pneumatico. Ma non c'è niente da criticare: è quasi un miracolo che sia riuscito a rientrare nel giro, è doveroso dargli tutto il tempo del caso per mostrare la sua forma anche se, in quanto a prestazioni assolute, è palese che ha in mano purtroppo l'auto più lenta di tutta la griglia. A ben vedere però l'esordiente migliore si è visto almeno ieri ed è degno di nota: si chiama Lando Norris e poteva non stare simpatico a tutti per una lunga serie di ragioni, ma ieri aveva saputo centrare la top ten con una qualifica da quarta fila, nonostante una McLaren Renault piuttosto problematica. All'arrivo è dodicesimo: nessun punto ma sempre meglio del suo compagno Sainz, che è stato il primo dei ritirati.

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