Dopo 70 anni tre italiani ai sedicesimi di Wimbledon. Oggi tocca a Fabbiano - La Stampa

Dopo 70 anni tre italiani ai sedicesimi di Wimbledon. Oggi tocca a Fabbiano

05/07/2019 08.53.00

Dopo 70 anni tre italiani ai sedicesimi di Wimbledon. Oggi tocca a Fabbiano

Un’erba così azzurra non la vedevamo da 70 anni: era dal 1949 che tre italiani non arrivavano nei sedicesimi di Wimbledon. Allora in realtà furono quattro: Marcello e Rolando del Bello, Gianni Cucelli e Vanni Canepele. Nomi che agli appassionati di oggi dicono poco. Era un’Italia diversa, appena uscita dalla guerra, che sulle strade del Giro tifava per Coppi e Bartali, era diverso anche il tennis, e Wimbledon un paradiso per pochi eletti un filo (o tanto) snob.I tre moschettieri di oggi sono Fabio Fognini, Matteo Berrettini, e Thomas Fabbiano, che oggi prima di tutti cerca un posto negli ottavi contro Fernando Verdasco. Un traguardo difficile, non impossibile per Tommy, figlio di un medico ex sindaco di San Giorgio Jonico, che in un mondo di atleti dal fisico impressionante fa valere le ragioni di chi ha misure normali - un metro e 73 - ma talento, grinta, fosforo da vendere. Tra il 30enne Fabbiano, che oggi è numero 89 del mondo ed è stato la massimo 70 nel 2017, e il 35 enne mancino di Madrid, oggi numero 37 ma con un passato da top ten (n.7 giusto dieci anni fa) c’è un solo precedente, al torneo di Dubai di quest’anno. Ha vinto Verdasco, ma in tre set. A Wimbledon ‘Nando’ è arrivato nei quarti nel 2013, Thomas negli ottavi non è mai arrivato in nessuno Slam, ma può diventare il quinto italiano di sempre a riuscirci a Wimbledon nell’era Open dopo Adriano Panatta (1979), Davide Sanguinetti (1978), Gianluca Pozzi (2000) e Andreas Seppi (2013). Da junior era una promessa, semifinalista sia in Australia sia a New York nel 2007 (e vincitore in doppio a Parigi nello stesso anno), da professionista le soddisfazioni più grandi ha iniziato a prendersele a ridosso dei 30 anni. Domani toccherà a Berrettini e Fognini, che ieri hanno battuto rispettivamente Baghdatis, il giocoliere cipriota, ex numero 8 del mondo, giunto all’ultima partita della sua lunga carriera, e l’ungherese Maton Fucsovics, che ha costretto Fabio nuovamente al quinto set. Anche per loro gli ottavi non son

Thomas FabbianoStefano Semeraro05 Luglio 2019Un’erba così azzurra non la vedevamo da 70 anni: era dal 1949 che tre italiani non arrivavano nei sedicesimi di Wimbledon. Allora in realtà furono quattro: Marcello e Rolando del Bello, Gianni Cucelli e Vanni Canepele. Nomi che agli appassionati di oggi dicono poco. Era un’Italia diversa, appena uscita dalla guerra, che sulle strade del Giro tifava per Coppi e Bartali, era diverso anche il tennis, e Wimbledon un paradiso per pochi eletti un filo (o tanto) snob.

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I tre moschettieri di oggi sono Fabio Fognini, Matteo Berrettini, e Thomas Fabbiano, che oggi prima di tutti cerca un posto negli ottavi contro Fernando Verdasco. Un traguardo difficile, non impossibile per Tommy, figlio di un medico ex sindaco di San Giorgio Jonico, che in un mondo di atleti dal fisico impressionante fa valere le ragioni di chi ha misure normali - un metro e 73 - ma talento, grinta, fosforo da vendere. Tra il 30enne Fabbiano, che oggi è numero 89 del mondo ed è stato la massimo 70 nel 2017, e il 35 enne mancino di Madrid, oggi numero 37 ma con un passato da top ten (n.7 giusto dieci anni fa) c’è un solo precedente, al torneo di Dubai di quest’anno. Ha vinto Verdasco, ma in tre set. A Wimbledon ‘Nando’ è arrivato nei quarti nel 2013, Thomas negli ottavi non è mai arrivato in nessuno Slam, ma può diventare il quinto italiano di sempre a riuscirci a Wimbledon nell’era Open dopo Adriano Panatta (1979), Davide Sanguinetti (1978), Gianluca Pozzi (2000) e Andreas Seppi (2013). Da junior era una promessa, semifinalista sia in Australia sia a New York nel 2007 (e vincitore in doppio a Parigi nello stesso anno), da professionista le soddisfazioni più grandi ha iniziato a prendersele a ridosso dei 30 anni. 

Domani toccherà a Berrettini e Fognini, che ieri hanno battuto rispettivamente Baghdatis, il giocoliere cipriota, ex numero 8 del mondo,  giunto all’ultima partita della sua lunga carriera, e l’ungherese Maton Fucsovics, che ha costretto Fabio nuovamente al quinto set. Anche per loro gli ottavi non sono una chimera. Fognini, per la quinta volta in carriera al terzo turno a Church Road, affronterà l’americano Tennys Sandgren, numero 94 Atp (2-0 per Fabio i precedenti), Matteo l’argentino Diego Schwartzman, ‘El Peque’, Il Piccolo, visti i suoi 170 centimetri di altezza, numero 24 del mondo (1-0 il bilancio per l’argentino). E in caso di vittoria per Berrettini inizierebbe a profilarsi un ottavo davvero goloso, contro Sua Maestà Federer. L’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del Re, ma sull’erba di Wimbledon - quest’anno particolarmente lenta - l’Italia si sta conquistando il diritto a sognare.    headtopics.com

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