Volvo, Sicurezza Stradale

Volvo, Sicurezza Stradale

Disuguaglianza economica specchio di quella stradale: nei paesi poveri, le vittime sono di più - La Stampa

I dati diffusi dall’Onu evidenziano che nelle zone in via di sviluppo muoiono in media 72,5 persone ogni 100 mila. Il tasso globale è di 18,2

21/02/2020 16.42.00

I dati diffusi dall’Onu evidenziano che nelle zone in via di sviluppo muoiono in media 72,5 persone ogni 100 mila. Il tasso globale è di 18,2.

I dati diffusi dall’Onu evidenziano che nelle zone in via di sviluppo muoiono in media 72,5 persone ogni 100 mila. Il tasso globale è di 18,2

nel 2016 sono state 1,35 milioni le persone morte su strada- pur rimanendo costanti nonostante l’aumentare della popolazione. I dati evidenziano che gli incidenti stradali sono diventaila principale causa di morte per bambini e adulti tra i 5 e i 29 anni,

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e che i morti su strada sono più numerosi di quelli che perdono la vita a causa di patologie comel’AidsIncidenti stradali: Africa e Asia maglia neraUn fardello, appunto, che pesa soprattutto nei paesi economicamente in via di sviluppo: ladisuguaglianza

emerge anche in tema disicurezza stradale,come dimostrano i dati, drammaticamente differenti a seconda dell’emisfero e del paese su sui ci punta lo sguardo. Con una media di 72,5 morti ogni 100 mila persone, il rischio di morire in un incidente stradale in headtopics.com

paesi in via di sviluppoètre volte più altorispetto a quelli economicamente sviluppati: nessuna diminuzione delle morti su strada è stata registrata nei paesi più poveri dal 2013 al 2016.Tenendo conto del fatto che il tasso globale di morte per incidente stradale è di

18,2 ogni 100 mila persone,la discrepanza tra i vari paesi del mondo è significativa: il tasso di mortalità variada 9,3 a 26,6 per 100 mila abitanti aseconda che si prenda in considerazione Stati Uniti ed Europa oAfricaeSud Est Asiatico,che registrano in media, rispettivamente, 26,6 e 20,7 decessi ogni 100 mila abitanti contro i 15,6 dell’America e i 9,3 dell’Europa.

Alla base di questa disuguaglianza, ovviamente, ci sono vari fattori: dall’investimento nelleinfrastruttureallaleggeche regola la strada e la sua sicurezza, arrivando sino al comportamento dei singoli. Un quadro complesso, soprattutto tenendo conto del fatto che i soggetti più a rischio sono, prevedibilmente, gli utenti deboli della strada, e dunque

pedoni e ciclisti.La crociata di Volvo: infrastrutture differenziate e leggi sulle cinture di sicurezzaDa qui è partita Volvo per avviareuna campagna di sensibilizzazionesulla disuguaglianza in tema di sicurezza stradale, diretta a governi e amministrazioni mondiali. L’azienda svedese ha partecipato alla Terza Conferenza Ministeriale Globale sulla Sicurezza Stradale, patrocinata dalla Svezia e dall’Oms e in programma a Stoccolma il 19 e 20 febbraio. Alla conferenza hanno partecipato delegati di oltre headtopics.com

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80 stati membri delle Nazioni Uniteper discutere gli orientamenti strategici futuri nell’ambito della sicurezza stradale globale fino al 2030 e oltre.Volvo non è nuova a iniziative finalizzate ad aumentare la sensibilità verso la sicurezza stradale: oltre a condividere le conoscenze dei suoi esperti con governi, enti regolatori e mondo accademico, lo scorso anno ha lanciato un

database aperto e pubblicocontenente i dati di decenni di studi e ricerche nell’ambito della sicurezza. E alla conferenza di Stoccolma ha voluto concentrarsi sull’importanza delcorretto utilizzo della cintura di sicurezza, Leggi di più: La Stampa »

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