Dio e Auschwitz - La Stampa - News dall'Italia e dal mondo

Dio e Auschwitz

04/07/2019 08.47.00

Dio e Auschwitz

Alle Europee un cattolico praticante su tre ha votato per Matteo Salvini. È un dato noto che prende altro vigore appaiato al rifiuto opposto dal partito della destra radicale tedesca, Alternative für Deutschland, al celebre patriottismo della Costituzione proposto oltre trent’anni fa dal filosofo Jürgen Habermas (ne ha scritto ieri Gian Enrico Rusconi sulla Stampa). I principi universali della Costituzione, nati dopo Auschwitz e nella sua elaborazione, diceva Habermas, permettono al patriottismo tedesco di trovare cittadinanza nell’Occidente democratico, purché non si riducano all’ossessione della colpa. Ora AfD affonda il patriottismo costituzionale, lo chiama universalismo figlio bastardo della colpa e vede il demonio nella «religione civile in cui Auschwitz prende il posto di Dio».È la questione fondamentale di oggi. E già ne avevano discusso lo stesso Habermas e Joseph Ratzinger nel 2004, un anno prima che il cardinale diventasse pontefice. Habermas era scioccato dalla modernizzazione, tambureggiante e indomata, in cui la solidarietà sociale era stata spazzata via dalla cultura dei diritti individuali usati come armi contro il prossimo. Ratzinger aggiunse che in una società multiculturale ogni religione deve essere pronta ad accettare il pluralismo e «la sopravvivenza del dissenso». I due si ritrovarono sull’idea che la religione non fosse solo una questione privata, ma dovesse entrare nel dibattito politico per completarlo, necessariamente, e non per imporre ma per proporre un punto di vista.E infine concordarono sul presupposto che ragione e fede superassero le antiche ostilità e collaborassero per chiarirsi a vicenda, per fare uso una dell’altra. Fu il cuore del pontificato di Ratzinger: affermare la propria identità per metterla in gioco con altre identità. Ma ora Ratzinger ha lasciato il soglio e Habermas è per molti un pericoloso ferrovecchio. Ora la religione civile di Auschwitz è entrata in irrimediabile contrasto con la religione di Dio. La religione ci

04 Luglio 2019Alle Europee un cattolico praticante su tre ha votato per Matteo Salvini. È un dato noto che prende altro vigore appaiato al rifiuto opposto dal partito della destra radicale tedesca, Alternative für Deutschland, al celebre patriottismo della Costituzione proposto oltre trent’anni fa dal filosofo Jürgen Habermas (ne ha scritto ieri Gian Enrico Rusconi sulla Stampa). I principi universali della Costituzione, nati dopo Auschwitz e nella sua elaborazione, diceva Habermas, permettono al patriottismo tedesco di trovare cittadinanza nell’Occidente democratico, purché non si riducano all’ossessione della colpa. Ora AfD affonda il patriottismo costituzionale, lo chiama universalismo figlio bastardo della colpa e vede il demonio nella «religione civile in cui Auschwitz prende il posto di Dio».

Gli azzurri hanno deciso: mai più divisi, tutti inginocchiati o tutti in piedi. Giovedì la scelta Gabriele Paolini in carcere: la condanna definitiva a 8 anni da scontare nella casa circondariale di Rieti I due ragazzi contro i genitori No Vax: «Vaccinateci, vogliamo essere liberi»

È la questione fondamentale di oggi. E già ne avevano discusso lo stesso Habermas e Joseph Ratzinger nel 2004, un anno prima che il cardinale diventasse pontefice. Habermas era scioccato dalla modernizzazione, tambureggiante e indomata, in cui la solidarietà sociale era stata spazzata via dalla cultura dei diritti individuali usati come armi contro il prossimo. Ratzinger aggiunse che in una società multiculturale ogni religione deve essere pronta ad accettare il pluralismo e «la sopravvivenza del dissenso». I due si ritrovarono sull’idea che la religione non fosse solo una questione privata, ma dovesse entrare nel dibattito politico per completarlo, necessariamente, e non per imporre ma per proporre un punto di vista.

E infine concordarono sul presupposto che ragione e fede superassero le antiche ostilità e collaborassero per chiarirsi a vicenda, per fare uso una dell’altra. Fu il cuore del pontificato di Ratzinger: affermare la propria identità per metterla in gioco con altre identità. Ma ora Ratzinger ha lasciato il soglio e Habermas è per molti un pericoloso ferrovecchio. Ora la religione civile di Auschwitz è entrata in irrimediabile contrasto con la religione di Dio. La religione civile di Auschwitz ha continuato nell’idolatria del relativismo e della fiera di diritti - e pochi doveri, anche per gli immigrati - come risposta eterna e eternamente risolutiva, e la religione di Dio (la religione politica di Dio, coi suoi decreti spietati benedetti dal rosario) è riemersa prepotente, per reazione, spaventata dall’arrendevolezza davanti all’immigrazione di culture nuove e religioni nuove, fiere, sfrontate, talvolta violente, dunque nemiche. Il patriottismo della Costituzione deve riprendere le misure se non vuole cedere il passo, un passo all’indietro, al patriottismo dei confini. (Il Buongiorno prende una breve pausa, torna martedì 9). headtopics.com

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non é cristiano é solo una cattolico romano

La Stampa cambia: ecco la casa trasparente dell’informazione digitale - La Stampa - News dall'Italia e dal mondoUn giornale digitale tutto nuovo. La Stampa cambia aspetto e sostanza: un progetto cominciato un anno fa con il restyling del giornale cartaceo e il lancio delle Top News che oggi approda anche sulla nostra home page. Abbiamo lavorato su un design il più possibile chiaro ed essenziale, che porti in primo piano i singoli contenuti e riorganizzato le pagine. La parte più impegnativa, però, non si conclude con il nuovo design: al contrario, la home page nuova è il punto di partenza di un cantiere che procederà nei prossimi mesi.Il cardine di questa seconda trasformazione è la trasparenza. La principale caratteristica dei giornali digitali è l’immediatezza del contatto con il pubblico: per un giornalista, una risorsa inestimabile. Moltiplicheremo i canali – e i momenti – di scambio diretto, valorizzeremo i commenti del lettori sotto i nostri articoli perché crediamo che questo sia uno dei punti che qualificano il giornale digitale. Chi legge può interagire all’istante, chi scrive può (e deve) tenere conto dell’interazione in tempo reale. Correggere il tiro, controllare, aggiungere elementi che sono sfuggiti al primo sguardo, integrare le nostre opinioni con quelle di chi ci legge. E anche raccontare ai nostri lettori come funziona il nostro lavoro: nell’era dell’informazione (quasi) istantanea e del social network condividere i metodi che seguiamo per fare il nostro lavoro e i trucchi del mestiere è diventato importante. Cercheremo di somigliare il più possibile a un ristorante con la cucina in vista.Il secondo punto fondamentale sono i nuovi mezzi. Negli ultimi anni, con la parte digitale, La Stampa ha imparato a raccontare il mondo ai suoi lettori attraverso i video. Quindici anni fa una produzione video dentro la redazione di un quotidiano sembrava fantascienza, oggi è lavoro di tutti i giorni. Ora ci avviamo verso la stagione dei podcast, i giornali (digitali) che parlano: i nostri lettori conoscono bene il servizio PodLast, uno strumento che negli ultimi due anni è Si ma cambia anche cominciando a scrivere una riga su Bibbiano o la censura continua?

Mattarella a Vienna prova a ricucire coi partner europei - La Stampa - News dall'Italia e dal mondoIl Presidente: «La procedura di infrazione non ha ragione di essere aperta, conti a posto»

Cuneo, nei disegni di Leonardo i paesaggi della bargiolina - La Stampa - News dall'Italia e dal mondoCUNEO. Andare a caccia dei «punti di ripresa» scelti da Leonardo Da Vinci in alcuni disegni, per scoprire se il Genio sia mai stato con la sanguigna in mano sul Monte Bracco, cima delle Alpi Cozie di 1306 metri che sovrasta sei Comuni, Barge, Paesana, Sanfront, Rifreddo, Revello ed Envie. È la sfida di Maurizio Gomez, 59 anni, docente di Storia dei Materiali al Politecnico di Torino. Ad appoggiarlo, il direttore del Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio Giulio Mondini e due collaboratori, Luca Finco e Paola Allemani. Lo studio è stato annunciato in uno dei convegni organizzati dai sei Comuni del Mombracco, guidati da Barge, per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo. «Dobbiamo rintracciare, in un territorio che va dal Monviso alla pianura, il punto esatto in cui il Genio avrebbe realizzato i disegni – spiega Gomez -. Leonardo fu il primo paesaggista rinascimentale a scegliere la ripresa dal vero come se si trattasse di una macchina fotografica». La ricerca è partita lo scorso autunno e potrebbe durare anni. Non mancano, però, alcuni indizi incoraggianti. «In “8p”, conosciuto come il disegno della Valle dell’Arno, pensiamo siano rappresentate le risaie che sorsero nella metà del ‘400 in zona – spiega il ricercatore -. Sovrapponiamo, con programmi specifici come Autocad, il disegno originale alle fotografie del luogo». A breve un drone di Gomez sorvolerà la zona del Monviso: il monte a sinistra e quello a destra di Temporale su una vallata alpina potrebbero raffigurare il Re di Pietra da diverse prospettive. «Finora sono pochi i disegni di Leonardo che hanno un riscontro nella realtà – spiega Gomez -: sono stati riconosciuti paesaggi a Nord di Milano, i monti Grigna e Grignetta, la Valle dell’Adda». Ma il patrimonio lasciato dal Genio è vastissimo: 10 mila pagine di scritti mai analizzati interamente. C’è poi un altro motivo per cui l’inventore non avrebbe solo lodato il monte cuneese sulla carta come nel «Manoscritto G» del 15

Putin: i sovranisti guideranno  l’economia - La Stampa - News dall'Italia e dal mondoQual è lo stato delle cose oggi, e qual è la valutazione che ne diamo in Russia? Negli ultimi tempi, la crescita dell’economia globale è caratterizzata da valori positivi. Nel periodo 2011-2017, si è registrata una crescita media annua del 2,8%. Negli ultimi anni è stata di poco superiore al 3%. Ma, a nostro avviso, i leader degli Stati, tutti noi, dobbiamo ammettere francamente che, nonostante la crescita menzionata, il modello attuale di relazioni economiche è purtroppo in crisi. E questa crisi ha un carattere universale: i problemi si sono accumulati e moltiplicati, sono più seri e più grandi di quanto sembrasse in precedenza. Dopo la fine della Guerra fredda e l’accesso di nuovi mercati al processo di globalizzazione, l'architettura dell'economia mondiale è cambiata radicalmente. Il modello dominante di sviluppo, basato sulla tradizione occidentale cosiddetta liberale, modello che possiamo convenzionalmente definire come euro-atlantico, ha cominciato a rivendicare non solo un ruolo globale, ma universale. Il principale motore dell'attuale modello di globalizzazione è stato il commercio mondiale che dal 1991 al 2007 è cresciuto più del doppio del tasso di crescita del Pil globale. Ciò è comprensibile, si sono aperti nuovi mercati: l’ex Unione Sovietica, tutta l’Europa dell’Est, e le merci si sono riversate su questi mercati. Ma questo periodo si è rivelato relativamente breve per gli standard storici. È seguita la crisi globale del 2008-2009 che non solo ha esacerbato, ha fatto emergere squilibri e sproporzioni, ma ha anche evidenziato che il meccanismo della crescita globale stava iniziando a vacillare. La comunità mondiale ha poi svolto un lavoro serio sugli errori. Tuttavia è mancata la volontà, o forse il coraggio, per comprendere appieno qual era il problema e trarne le relative conseguenze. È prevalso un approccio semplicistico, secondo cui il modello di sviluppo globale in quanto tale era assolutamente valido, sarebbe stato sufficiente eliminare i sintomi, VFC picolo sronzo In Europa di sicuro, mi pare stia andando proprio così... Che stia sereno e pensi al suo paese che ormai ha un pil da terzo mondo e la sua popolarità è a picco, il suo tentativo di scombussolare il vecchio continente è fallito e l'unica sponda che gli resta è Trump.

Stromboli: esplosioni dal cratere, i turisti fuggono in mare - La Stampa - News dall'Italia e dal PiemonteUna colonna di fumo e una pioggia di lapilli incendiari su Ginostra ha creato momenti di paura LaStampa

È scomparso Paperone, inizia il grande crossover disneyano dell’estate - La Stampa - News dall'Italia e dal PiemonteSul numero di Topolino dal 3 luglio in edicola parte una saga con protagonisti Paperi e Topi alla ricerca del fantastiliardario. E anche i lettori saranno coinvolti.