Di Matteo: 'Ergastolo è l'unica pena che fa paura ai boss. La politica intervenga dopo la sentenza della Consulta: non può bastare buona condotta per i permessi ai boss' - Il Fatto Quotidiano

Di Matteo: “L’ergastolo è l’unica pena temuta dai boss. La politica intervenga dopo la sentenza della Consulta. Sui permessi premio ai mafiosi servono più paletti”

03/11/2019 18.11.00

Di Matteo: “L’ergastolo è l’unica pena temuta dai boss. La politica intervenga dopo la sentenza della Consulta. Sui permessi premio ai mafiosi servono più paletti”

“L’ergastolo è l’unica pena detentiva a spaventare i capi della mafia”. Nino Di Matteo, il magistrato membro del Consiglio superiore della magistratura ed ex pm del processo Stato-mafia, intervistato su Rai3 da Lucia Annunziata, ha ribadito la sua preoccupazione per il “varco” che si è aperto dopo le sentenze della Cedu e della Consulta contro …

,ha ribadito la sua preoccupazione per il “varco” che si è aperto dopo le sentenze della Cedu e della Consulta contro l’ergastolo ostativo.“Auspico che il legislatore metta dei paletti”, ha detto, “e stabilisca che tipo di prova ci vuole per far accedere gli ergastolani ai permessi” perché “non può bastare la buona condotta carceraria”. Inoltre, ha aggiunto, “come pensano tanti esperti, potrebbe essere interessante concentrare la competenza per queste decisioni su un solo tribunale di sorveglianza”.

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()Leggi AncheErgastolo ostativo, Consulta: “E’ incostituzionale. Permessi anche a chi non collabora con la giustizia”. I mafiosi festeggiano (di nuovo)Il magistrato è partito da tre premesse. Intanto appunto, che “l’ergastolo è l’unica vera pena detentiva a spaventare i capi della mafia”: “Ricordo sempre che Riina diceva ai suoi più stretti collaboratori: ‘Noi 15\20 di galera possiamo farli anche legati a una branda, ma dobbiamo batterci a tutti i costi contro l’ergastolo'”. La seconda considerazione invece è nata dal fatto che proprio “il tentativo di far attenuare l’ergastolo spinse

Cosa Nostraa ricattare a suon di bombe lo Stato. Sono state commesse delle stragi proprio per quel risultato”. E, come terzo punto, Di Matteo ha ricordato: “Fino a poco tempo fa dei capi mafia avevano iniziato a collaborare con la giustizia e non lo hanno fatto perché si attendevano l’apertura di un varco che evitasse che l’ergastolo fosse a vita”. Quindi ha concluso: “Massimo rispetto per la sentenza della Corte costituzionale che muove dall’esigenza di equiparare diritti costituzionalmente garantiti. Detto questo, io credo che sulla scia della sentenza dovremmo cercare di evitare che questo varco diventi molto più largo e che tutti i benefici possano essere concessi indiscriminatamente”. Perché “abbiamo delle mafie che hanno raggiunto una potenza che non hanno raggiunto in altre parti. E abbiamo una mafia che ha avuto headtopics.com

rapporti di collusione con esponenti della politica. La nostra è una situazione eccezionale che la Cedu non ha colto nelle sue sfaccettature”.Leggi AncheErgastolo, no permessi premio ai boss stragisti che non collaborano. Vogliamo subito una legge! Firma la petizione del Fatto Quotidiano

Di Matteo, rispondendo alle domande di Lucia Annunziata, ha anche parlato dello scandalo che ha travolto il Csm nei mesi scorsi. “I fatti”, ha esordito, “che sono emersi dall’inchiesta perugina ci devono indignare, ma non ci devono sorprendere. E soprattutto non ci devono piegare. Non dobbiamo rassegnarci a un’idea di magistratura malata”. Purtroppo, è stata la sua considerazione, “nell’ultimo periodo si era fatto spazio a

un collateralismo politico. Ovvero si era fatto troppo ricorso al criterio dell’appartenenza a una corrente o una cordata.E’ un criterio inaccettabile: aggira la meritocrazia, ma anche l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”. Anche per questo motivo Di Matteo ha deciso di candidarsi al Csm: “Io non ho lo avevo mai preso in considerazione prima, ma proprio nel momento di peggiore difficoltà è arrivata in me la volontà di dare una mano. Io sono certo che sotto la guida del presidente Mattarella

il Csm saprà emendarsi delle colpe passate. Perché sono convinto di una cosa:o cambiamo noi, o ci cambiano altri. Magari a colpi di riforme con lo scopo di normalizzare la magistratura. L’autonomia e l’indipendenza della magistratura non è un privilegio, ma una garanzia di libertà dei cittadini, soprattutto dei più deboli”. headtopics.com

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Quindi Di Matteo, pm del processo sulla trattativa Stato-mafia, ha anche parlato delle stragi: “Deve essereapprofondita la possibilità che ci sia la responsabilità di ambienti e persone che non sono mafiosi. Io ho messo in fila una serie di cose note sollecitando una riflessione. Il Paese deve avere la volontà di approfondire. Perché sulle stragi si sa molto, ma non si sa tutto. Questo Paese sconta un deficit di conoscenza e memoria su certi fatti”. Ed è entrato nel merito: “Voglio riferirmi solo a sentenze definitive: alla sentenza che ha condannato il senatore Dell’Ultri per associazione mafiosa. In quella sentenza viene sancito un fatto”. Ovvero si dice che “venne stipulato un patto tra le famiglie mafiose con Silvio Berlusconi. Dell’Utri è stato condannato come intermediario di quel fatto almeno fino al 1992. C’è una sentenza di primo grado che dice che l’intermediario lo ha fatto anche nel 1994”. E proprio “questo elemento”, ha detto ancora Di Matteo, “viene continuamente ignorato. Io mi riferisco alla gran parte dell’opinione pubblico e anche a una parte della politica. Quando si parla di ‘accuse senza straccio di prova’, c’è una base di sentenze che viene dimenticata. Le indagini sono doverose. A me stupisce lo stupore.

E’ un po’ calata l’attenzione sulla necessità di approfondire tutte le piste investigative secondo le quali insieme a Cosa Nostra altri abbiano responsabilità. Quelle del 1993 sono stragi anomale, che non sono state fatte per mera vendetta. La storia di Cosa nostra ci insegna che loro hanno cambiato strategia a seconda dei momenti. Sono sempre pronti a riorganizzarsi”.

Infine il magistrato ha anche commentato la riforma della prescrizione che entrerà in vigore a partire da gennaio prossimo: “Io ho un parere favorevole”. Mentre, ha aggiunto, sulle “disciplina delle intercettazioni, “penso che vada bene così com’è, non avverto una necessità di riforma”. Positivo il suo giudizio anche sul “carcere agli evasori”: “Un inasprimento delle pene è positivo, soprattutto nei casi in cui l’evasione alimenta la corruzione e soprattutto quando a beneficiare e a sfruttare l’evasione fiscale sono le mafie”.

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Ci sarebbe una pena peggiore dell'ergastolo....il lavoro forzato. Perché dovrebbero condannarli se poi li devono liberare? La signora laramps la pensa diversamente. Anzi pensa che sia uno scandalo sostenere queste posizioni l'ergastolo é nulla in confronto delle persecuzioni che i terroristi istituzionali della repubblica criminale italiana praticano contro inermi cittadini

La trattativa Stato Mafia è stata eseguita alla lettera .. si spera che qualcuno ferma questo schifo. Un grillino manettaro, giustizialista, populista come voi Ahh, adesso la politica deve intervenire 🤦🏻‍♂️ Per i mafiosi ci dovrebbe essere la pena di morte, se commettono degli omicidi o se sono mandanti di omicidi, altro che permessi premio, ma chi sono questi giudici

Ma poi spiegatemi, se non a loro (pluriomicidi dei nostri valori che nemmeno collaborano) a chi bisogna darlo l’ergastolo? A nessuno? Non paletti,non si danno e basta,devono marcire in galera. Ma buttate le chiavi, ma c'è anche da parlarne, ma speriamo vengano fucilati tutti, ma che razza di idioti siete, ma voi non volete bene agli italiani suete mafiosi più dei mafiosi

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L'ergastolo ostativo è una pena fine a se stessa, inutile dispendiosa e fuori dalla costituzione. Può far piacere a persone come Travaglio.

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