Del Vecchio, Andrea Guerra (ex ad): «In 10 anni riuscii a stupirlo una sola volta, quando gli portai l’accordo con Armani»

28/06/2022 23:56:00

Del Vecchio, #Andrea Guerra (ex ad): «In 10 anni riuscii a stupirlo una sola volta, quando gli portai l’accordo con Armani»

Andrea, Andrea Guerra

Del Vecchio, Andrea Guerra (ex ad): «In 10 anni riuscii a stupirlo una sola volta, quando gli portai l’accordo con Armani»

Andrea Guerra, lei ha lavorato dal 2004 al 2014 con Leonardo Del Vecchio come amministratore delegato di Luxottica: qual è il principale insegnamento che le ha trasmesso in quegli...

Insomma, un uomo che non si accontentava facilmente. E’ mai riuscito a stupirlo?«Avevo 39 anni, per 5 anni avevo guidato la Merloni Elettrodomestici, dunque provenivo da un’altra esperienza meravigliosa con Vittorio Merloni. Con Del Vecchio parlammo di azienda, di metodi, di persone, di modi di vivere e in poche ore, entrambi con la follia negli occhi, decidemmo di iniziare il viaggio insieme».

Nel 2014 vi siete lasciati con qualche frizione.«Mai avuto divergenze sulla strategia aziendale».«Questo era il dna di Del Vecchio fin dall’inizio, ogni periodo è segnato da un avvicinamento al consumatore finale e nei miei 10 anni questo processo lo abbiamo realizzato all’ennesima potenza».

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Leonardo Del Vecchio, l’ovazione dei suoi dipendenti alla cena di Natale del 2019Il fondatore di Luxottica aveva 87 anni Un grande uomo, un vero Signore !

Morto a 87 anni Leonardo Del Vecchio, fondatore del gruppo LuxotticaLeonardoDelVecchio, fondatore di Luxottica, muore a 87 anni. Tra i più importanti imprenditori nella storia italiana, grazie alla fusione con la francese Essilor, ha creato EssiloLuxottica, che a oggi conta 180mila dipendenti 🙏 vediamo se i suoi eredi sono alla sua altezza ......... non credo ma speriamo per il bene dell' 🇮🇹 Un grande

Leonardo Del Vecchio, figlio del boom economico e padre della globalizzazioneDel Vecchio negli anni Settanta e negli anni Ottanta è riuscito a costruire un modello industriale del tutto atipico: in grado di formalizzare i processi delle grandi aziende e di adoperare la naturale propensione pulviscolare e flessibile del capitalismo a prato basso dei fornitori I no global saranno molto dispiaciuti Infatti. Grande imprenditore italiano. Holding con sede fiscale in Lussemburgo.

L'impero di Leonardo Del Vecchio: tutti i business del re dell'otticaLuxottica, impero mondiale dell'ottica, le partecipazioni in Unicredit, Mediobanca e Generali, le sfide aperte per il futuro con Zuckerberg lasciate agli eredi: viaggio nel mondo di Leonardo Del Vecchio

Andrea Guerra: “Del Vecchio a Wall Street senza sapere l’inglese, ma gli occhiali parlavano per lui”Lo storico ad di Luxottica: «Sapeva rischiare e mi assunse a trentanove anni. Quando ha capito che bisognava aprire la società, l’ha quotata in America» Ci sarà stato chi per Lui lo parlava, ALui interessava vendere il suo prodotto

Leonardo Del Vecchio, l'eredità a Milleri e.Leonardo Del Vecchio, morto il fondatore di Luxottica: aveva 87 anni Le hanno dato del francese, alla sua persona si sono interessati i servizi segreti e il Copasir, a Milano hanno aperto pure un fascicolo giudiziario.CorriereTv L’amore per la sua azienda al primo posto.A 87 anni appena compiuti è morto Leonardo Del Vecchio , fondatore e presidente di Luxottica che poi ha condotto alla fusione con la francese Essilor per creare EssiloLuxottica, un gruppo che oggi conta oltre 180mila dipendenti.

.. Come ha vissuto tutto questo? «Ho 85 anni e ne ho viste tante dal dopoguerra ad oggi, non mi perdo d’animo per così poco. Andrea Guerra, lei ha lavorato dal 2004 al 2014 con Leonardo Del Vecchio come amministratore delegato di Luxottica: qual è il principale insegnamento che le ha trasmesso in quegli anni? «Sono tantissimi, la cosa più bella di questa esperienza che mi porto dentro è un insegnamento, un’arte che per lui era nel suo dna: la semplicità. L’amore per la sua azienda e per i suoi dipendenti che ricambiavano. Era una persona che aveva un suo modo di guidare, ma era un esempio. Tutto il resto sono chiacchiere e anche qualche rancore di chi avrebbe voluto fare questa stessa operazione ma non ne ha mai avuto il coraggio». Non era un uomo di tante parole, di grandi discorsi, era una persona con cui si andava dritti al punto e lo si osservava nel modo in cui affrontava i tempi. Ma non è stata l'unica cessione in benefit ai dipendenti, perché un gesto simile era stato compiuto da Del Vecchio già in occasione dei 50 anni di attività di Luxottica, quando ai dipendenti furono assegnate azioni gratuite per un valore complessivo di 7 milioni di euro.

Diretto, sintetico, preciso». Per questo sono convinto che pezzi strategici come Mediobanca e Generali debbano essere dotati di un azionariato stabile e attento alle esigenze del Paese. Insomma, un uomo che non si accontentava facilmente. E’ mai riuscito a stupirlo? «Ricordo il ritorno di Armani, che nel 2002 non aveva rinnovato la licenza. Questo ha creato la necessità e l’opportunità di un mio personale contributo». Non fu facile trovare un nuovo accordo nel 2012, ricordo che lavorammo a lungo con i manager dello stilista. Alla fine l’intesa fu trovata. Come risponde? «La più grande partecipazione di Mediobanca sono le Assicurazioni Generali. L'impegno e la determinazione, oltre al talento, non gli mancano e così i proprietari lo spingono a iscriversi ai corsi serali all'accademia di Brera per studiare design e soprattutto incisione.

E quando dissi a Del Vecchio che avevamo l’opportunità di riformulare l’accordo, si mostrò sorpreso. Alla fine ne fu felice, i due avevano molto in comune». Ovviamente non è compito mio dire come, mi auguro che il management di Mediobanca e quello di Generali sappiano come fare». Del Vecchio è stato fra i primi imprenditori a cedere il comando a un manager esterno, per di più giovane: cosa vi siete detti al momento dell’assunzione? «Avevo 39 anni, per 5 anni avevo guidato la Merloni Elettrodomestici, dunque provenivo da un’altra esperienza meravigliosa con Vittorio Merloni. Con Del Vecchio parlammo di azienda, di metodi, di persone, di modi di vivere e in poche ore, entrambi con la follia negli occhi, decidemmo di iniziare il viaggio insieme». «Delfin non è un fondo attivista: non abbiamo richieste o rivendicazioni; abbiamo solo aspettative positive sul futuro di Mediobanca, come è giusto per un investitore. Pensava sarebbe durato così tanto?  «Quando lavoro per un’azienda per me è come fosse mia e quindi pensavo potesse durare sempre». Verrà poi quotata in borsa e diventerà una delle più importanti aziende del made in Italy.

Nel 2014 vi siete lasciati con qualche frizione. Valuteremo con attenzione l’operato del management e utilizzeremo il voto assembleare in modo sereno e costruttivo. «Dopo quasi 11 anni di collaborazione quotidiana sono affiorate stanchezze, una non volontà di trovare compromessi, è andata come è andata. Le belle storie iniziano e possono finire». Fin dove intendete salire? Si parla del 13-14%. Si disse che il divorzio nacque per le acquisizioni retail e l’accordo con Google Glass, vero? «Mai avuto divergenze sulla strategia aziendale». Morto Leonardo Del Vecchio, le ultime sfide finanziarie: Piazzetta Cuccia e Generali Alla base dei successi del modello Luxottica c’è l’integrazione verticale: come l’avete conseguita? «Questo era il dna di Del Vecchio fin dall’inizio, ogni periodo è segnato da un avvicinamento al consumatore finale e nei miei 10 anni questo processo lo abbiamo realizzato all’ennesima potenza».. Lungo e articolato il messaggio di Luca Zaia , governatore del Veneto, che sottolinea la caparbietà imprenditoriale di Del Vecchio:" Amo ripetere spesso che solo i pessimisti non fanno fortuna.

Del Vecchio è stato anche molto abile a diversificare in settori storicamente considerati porti sicuri come l’immobiliare e le Generali: cosa le confidava su queste partite? «Del Vecchio aveva una ossessione per Luxottica e l’avrà avuta fino all’ultima ora. A Luxottica ha dedicato tutto. Come sono i rapporti con Alberto Nagel e il management di Mediobanca? Vi siete sentiti di recente? «Ci sono state tante polemiche alimentate dalla stampa sul rapporto fra me e Nagel. Una persona con un patrimonio del genere doveva trovare una modalità per diversificare. L’immobiliare è stata una passione da sempre, ha costruito un grande gruppo europeo, credo che gli investimenti finanziari fossero legati a un’idea di flussi di dividendi futuri». Non sono stato interpellato per la composizione delle liste, ma mi è sembrato cortese chiamare Nagel personalmente per informarlo del via libera dalla Bce per salire oltre il 10 per cento».   Nel 2009 in Luxottica avete lanciato il primo programma di sostegni ai dipendenti per affrontare la crisi dell’epoca. Abbiamo collaborato insieme, creando una linea di occhiali e da lì è nato anche un rapporto di grande stima e di amicizia.

Come nacque quell’idea? «All’epoca la domanda del mercato era schizofrenica, in quel periodo chiedevamo grandi sacrifici ai nostri collaboratori. Io non ho mai fretta, non anticipo giudizi e sto ai patti. Decidemmo di chiedere loro cosa fosse più importante nelle loro aspirazioni, venne fuori il welfare: salute, figli e futuro dei figli. Così costruimmo questo primo programma diventato un benchmark per tutto il sistema italiano». A maggio 2021 si presenterà una rosa di candidati per il nuovo consiglio di amministrazione che spero sia unica e condivisa da tutti. Riassuma in tre aggettivi Leonardo Del Vecchio? «Silenzioso, coraggioso, competitivo». Quando ha sentito Del Vecchio l’ultima volta? «Di recente. La sua famiglia è con lei.

Ci siamo messaggiati su vari temi fra cui anche le partite finanziarie su Mediobanca e Generali». Lei ha lasciato la divisione alberghiera e dai marchi italiani di LVMH, il suo nuovo incarico? «Sono advisor per vari progetti di Monsieur Arnault relativi a business italiani e a fine anno ricomincio a lavorare». L’abbiamo dotata di una robusta governance affinché tutte le decisioni e gli investimenti siano sempre pienamente condivisi da tutti i soci». © RIPRODUZIONE RISERVATA .