“Così l’Europa finanzia l’orrore della corrida in Spagna, fra atrocità e poca sicurezza sanitaria”

“Così l’Europa finanzia l’orrore della corrida in Spagna, fra atrocità e poca sicurezza sanitaria” @LAVonlus @fulviocerutti

24/06/2020 21.00.00

“Così l’Europa finanzia l’orrore della corrida in Spagna, fra atrocità e poca sicurezza sanitaria” LAVonlus fulviocerutti

Una videoinvestigazione della Lav e altre associazioni animaliste mostra le sofferenze dei tori prima della morte nell’arena e poi il trasporto delle carcasse verso la macellazione senza alcuna norma igienico-sanitaria

16:06In Spagna l’epidemia da coronavirus ha messo a serio rischio la corrida. Una tradizione che ha chiesto aiuto al governo spagnolo nonostante il sempre più cresce disinteresse per questo tipo di manifestazioni e le proteste degli animalisti per le sofferenze inferte ai tori. Ora una video-investigazione internazionale svolta dall’Unità Investigativa Lav insieme ad altre associazioni (Animal Guardians e Avatma Associazione del Veterinari per l’abolizione della Tauromachia e del maltrattamento animale), fa luce su alcuni aspetti particolarmente importanti ai tempi del Covid-19: la sicurezza sanitaria e i finanziamenti pubblici europei a questo tipo manifestazioni.

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Siviglia, Madrid e Algemesi. Sono le tre città da cui provengono le immagini realizzate la fine di settembre e l’inizio di ottobre scorso e che raccontano l’orrore della corrida. Il video non mostra il presunto eroismo del matador che scende nell'arena per affrontare il “temibile” toro, ma vere e proprie sevizie sugli animali uccisi violentemente dopo agonie e sofferenze che sembrano infinite: in molti casi il matador colpisce il toro con l’estoque in maniera non corretta, causando agli animali gravi e lente emorragie, visibili soprattutto dalla bocca. Un’atroce sofferenza a causa del lento soffocamento. In altri casi quando l’animale subisce il “colpo di grazia”, la puntilla (pugnale) viene usata più volte, mostrando un’agonia lentissima per i tori coinvolti.

L'orrore della corrida, fra finanziamenti pubblici e poca sicurezza sanitariaGli spettacoli filmati riguardano due delle principali arene spagnole (Siviglia e Madrid) e mostrano animali uccisi violentemente, seviziati e giustiziati dopo una lunga agonia. Altri si feriscono gravemente per lo stress, appena entrati nell’arena. In diversi casi l’intrattenimento mette a serio rischio la vita dei presenti all’interno dell’arena. Algemesi è un’ulteriore “plaza” molto importante e particolare, i tori vengono condotti con percosse prima dello spettacolo, per le strade del paese (la cosiddetta pratica dell’encierro). Vengono mandati a morte giovanissimi (non oltre tre anni di età), per questo motivo coloro che li uccidono sono chiamati “novilleros”, ovvero aspiranti toreri. headtopics.com

Poca sicurezza sanitariaGli investigatori hanno filmato tori trasportati fuori dall’arena verso la struttura di macellazione interna. In diversi casi è stato filmato il sangue dei tori lasciato sul piazzale, a contatto con il pubblico che entra ed esce dall’arena (a stretto contatto con passanti e in alcuni casi anche con dei bambini). È stato documentato come la carne di toro ucciso nelle arene sia venduta in alcune macellerie e ristoranti locali. In alcuni casi quella stessa carne viene trasportata fuori senza alcun criterio igienico-sanitario e di fronte a minorenni.

«La corrida è uno spettacolo insostenibile, da anni contestato perché contrario all’etica e alla tutela degli animali, diseducativo eppure offerto in spettacolo anche ai minori benché l’84 per cento dei giovani spagnoli disapprovi questo show –  afferma Roberto Bennati, Direttore Generale Lav –. Oggi più che mai, nell’emergenza Covid-19, ignorare i rischi sanitari di arene dove si semina il sangue di questi animali, macellati sul posto in strutture attigue e con dubbi standard di sicurezza sanitaria è un atto irresponsabile».

Finanziamenti pubblici e PacL’investigazione europea denuncia come la corrida benefici di finanziamenti pubblici europei nonostante la volontà contraria del Parlamento UE: a fine ottobre 2015, infatti, il Parlamento Europeo (con 438 sì, 199 no e 50 astensioni) ha approvato un emendamento al bilancio 2016 che prevede "che non si debbano utilizzare fondi della Pac (politica agricola comune, ndr) né di qualsiasi altra linea di finanziamento europeo per sostenere economicamente attività taurine che implichino la morte del toro. Le sovvenzioni della Pac costituiscono il 31,6% delle entrate per gli allevamenti di animali destinati alla Corrida. In particolare – secondo quanto riporta rapporto redatto nel 2013 da alcuni membri del Parlamento Europeo e intitolato “Toros & Taxes – finanziamenti in Spagna e nell’Unione Europea per le Corride e gli allevamenti di tori” – dalle Pac sono arrivati 130 milioni di euro che si aggiungono ai 571 milioni disposti dalle varie parti delle autorità spagnole. questi dati sono frutto di un approfondito.  Le stesse fonti autorevoli che hanno redatto il rapporto riferiscono che si tratterebbe di cifre approssimative in difetto, soprattutto dopo aver riscontrato delle gravi mancanze di trasparenza nella gestione dei fondi. Inoltre, nel 2010 il ministero dell’Ambiente ha sostenuto gli habitat dove devono essere allevati i tori da Corrida con circa 600mila euro, mentre nel 2011 il ministero dell’agricoltura ha stanziato 209.979 euro alla UCTL (Unión de Criadores de Toros de Lidia) e 230.000 euro per i restanti allevatori di tori da corrida appositamente selezionati.

«In questo momento cruciale di revisione della PAC, è necessario introdurre una misura che preveda l’interruzione dello stanziamento di fondi ad allevamenti che destinano i loro tori per la corrida» chiede la Lav.Corrida, spettatori in calo del 63,4 per cento headtopics.com

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Il primo giugno 2020 il Ministero della Cultura ha pubblicato nuovi dati statistici sulla corrida che ne confermano la continua di crisi. gli spettacoli nelle arene nel 2019 sono diminuiti del 63,4% rispetto al 2007. Ma nonostante questo drastico disinteresse, gli allevamenti di tori destinati alle corride sono aumentati da 1327 a 1339. Questa è un’ulteriore testimonianza di come viene investito il 31,6% di entrate dai fondi PAC, assieme agli ulteriori fondi ricevuti a livello nazionale. In aggiunta a questo un altro dato è in contro tendenza: nel 2019 risultano registrati come professionisti nel settore della corrida 9.993 persone, rispetto a 7.907 del 2017.

La presa di distanza dalla corrida si è consolidata nel tempo: già nel 2008 un sondaggio riferiva che oltre il 67% degli intervistati non mostrava alcun interesse verso questo spettacolo, a fronte del grande sostegno di un esiguo 9% e di un 21% di intervistati con un interesse moderato. Nel 2015 un sondaggio Ipsos Mori rilevava che oltre l’84 per cento dei giovani spagnoli disapprova la corrida.

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