Coronavirus, zona rossa nel cluster San Raffaele-Pisana: 55 contagi

Coronavirus, zona rossa nel cluster San Raffaele-Pisana: 41 contagi

09/06/2020 18.18.00

Coronavirus, zona rossa nel cluster San Raffaele-Pisana: 41 contagi

Quattordici nuovi casi si sono aggiunti ai24 pazienti trasferiti, uno è un paziente deceduto, 9 sono dipendenti della struttura e 7 sono esterni

3' di letturaMai abbassare la guardia. Nella Capitale è esploso un focolaio all’Ircss San Raffaele alla Pisana che ha raggiunto, con i 14 nuovi positivi del 9 giugno, un totale di 55 persone infettate dal coronavirus. La Procura di Roma ha dato incarico ai Nas di svolgere un accertamento preventivo per stabilire se aprire un fascicolo d’inchiesta. I Nas dovranno accertare i principi autorizzativi della struttura, la situazione igienico-sanitaria e l’organizzazione in relazione alle entrate, alle uscite, alla presenza di dispositivi di protezione individuale, di sostanze e macchinari per la sanificazione. Dal 5 giugno è stata disposta la zona rossa, con l’isolamento della struttura, dalla quale si può entrare e uscire solo se autorizzati dalla Asl Roma 3.

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Il primo caso un operatore della strutturaChi sono i 55 contagiati? Lo ha spiegato l’8 giugno l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato: «Si tratta di 24 pazienti trasferiti, uno è un paziente deceduto, 9 sono dipendenti della struttura e 7 sono esterni». A questi si sono aggiunti 14 casi, che sono la coda del focolaio, legata ai test sui contatti dei casi positivi. L’assessore ha spiegato che il primo caso risale a inizio maggio e si tratta di un operatore della struttura. Da indiscrezioni si tratterebbe di un fisioterapista. L’operatore sarebbe rientrato al lavoro dopo 14 giorni di isolamento e due tamponi negativi, senza che fosse attivato il contact tracing. Nel mirino anche alcuni pazienti dimessi il 29 maggio e non controllati nel corso del ricovero, risultati positivi con alcuni parenti. «Al momento il focolaio è circoscritto», ha spiegato l’assessore, ricordando che «questo focolaio dimostra che non bisogna abbassare il livello di attenzione e occorre mantenere il rispetto dei protocolli».

In corso anche un’indagine epidemiologica«É in corso l’indagine epidemiologica innanzitutto sulle procedure organizzative e i percorsi assistenziali - ha dichiarato il commissario straordinario della Asl Roma 3, Giuseppe Quintavalle - per identificare una possibile criticità che possa aver agevolato la diffusione del virus tra i reparti a fronte delle misure di prevenzione adottate. Al momento l’ipotesi più accreditata del caso indice è relativa ad alcuni operatori sanitari, ma si resta in attesa della conclusione dell’indagine epidemiologica». Quintavalle ha confermato il decesso di un paziente «affetto da pluri patologie, positivo al tampone naso-faringeo». headtopics.com

Disposti 1.800 testImmediate sono state le misure di contenimento del focolaio, la gestione dei casi e il loro tracciamento: la Regione Lazio ha previsto di effettuare oltre 1.800 test. Tanto che il drive-in del Forlanini è stato preso d’assalto, con lunghissime code e attese per effettuare i test sierologici disposti per tutti i pazienti dimessi dalla struttura dal 18 maggio e per tutti i loro contatti. Un assalto che ha costretto i vigili a chiudere per un’ora il tratto di strada davanti all’ingresso per evitare assembramenti. Elena, 72enne, da sei ore in attesa, è stata convocata al drive-in del Forlanini perché la figlia ha effettuato un accertamento nei giorni scorsi al San Raffaele Pisana: «Ho una certa età e sono esausta. Avrebbero potuto convocare le persone dividendole in diverse giornate, evitando queste attese interminabili».

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