Coronavirus, la mamma di un ragazzo disabile racconta la sua quarantena: 'Io chiusa in camera con l'angoscia di contagiare mio figlio' - Il Fatto Quotidiano

Coronavirus, la mamma di un ragazzo disabile racconta la sua quarantena: “Io chiusa in camera con l’angoscia di contagiare mio figlio”

04/06/2020 09.11.00

Coronavirus, la mamma di un ragazzo disabile racconta la sua quarantena: “Io chiusa in camera con l’angoscia di contagiare mio figlio”

Si è ammalata di coronavirus durante le prime settimane della pandemia esplosa in Italia, ha deciso di autodenunciarsi alle autorità competenti per l’emergenza e si è messa in quarantena in casa, chiusa in totale solitudine nella sua camera da letto quasi 24 ore su 24 per non contagiare il figlio Jaya con disabilità motoria e …

Si è ammalata di coronavirus durante le prime settimane della pandemia esplosa in Italia, ha deciso di autodenunciarsi alle autorità competenti per l’emergenza e si è messa in quarantena in casa, chiusa in totale solitudine nella sua camera da letto quasi 24 ore su 24 per non contagiare il figlio Jaya con disabilità motoria e i genitori entrambi ottantenni, tutti soggetti appartenenti a categorie ad alto rischio. La sua “ drammatica esperienza”, così la definisce lei stessa, è descritta nel nuovo e-book di cui

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Fabiola Bertinottiè l’autrice e protagonista. Il libro si intitola “Segregata – Una madre contro il coronavirus”. “Dal mio cuore è nato un testo che vuole essere un inno alla gratitudine, alla positività e alla speranza nonostante tutto. Segnalo – aggiunge Fabiola – che mio figlio con

una distrofia facio-scapolo-omeralenon ha mai ricevuto nessuna chiamata dagli enti competenti per tutto il periodo del lockdown e, pur presentando io diversi sintomi del covid-19, nessuno della famiglia ha potuto fare il test sierologico ed eventuale tampone. Abbiamo vissuto un periodo molto complicato” dice a Ilfattoquotidiano.it Bertinotti. Il libro inizia con una testimonianza puntuale sull’iter della malattia, “un nemico subdolo e pericolosissimo contro cui l’umanità è in guerra”, e continua in un crescendo di analisi per cui, nella stanza dove Fabiola è headtopics.com

“reclusa per amore”, si spalanca una finestra sul mondo dalla quale lei osserva i fatti della cronaca, della scienza e della politica italiana e mondiale.Con le vendite dell’e-book “il sogno” di Fabiola è quello di raccogliere 100mila euro entro il prossimo 30 ottobre per aiutare

Intensivamente Insieme, associazione che opera nel reparto diTerapia Intensiva Neonatale e Neonatologiadell’ospedale San Gerardo di Monza, e UILDM – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, per promuovere percorsi di autonomia e di vita indipendente in particolare per i giovani. Un’iniziativa al 100% di beneficenza, ufficialmente lanciata lo scorso 6 maggio. “Il mio libro – spiega la madre di Jaya – punta a raccogliere fondi per neonati in condizioni critiche e ragazzi disabili motori che dovrebbero provenire dalle istituzioni. Una madre può fare qualcosa, ma non colmare un vuoto che dovrebbe essere già presidiato dallo Stato.

I governisusseguitisi negli anni, a prescindere dal colore,non hanno preso seriamente in carico i temi che riguardano le persone con disabilitàpur avendoli sbandierati in fase elettorale”, denuncia. L’iniziativa è stata sostenuta da Fondazione Cariplo e Fondazione della Comunità di Monza e Brianza

, che hanno aiutato Fabiola a lanciare l’e-book, i cui introiti delle vendite saranno interamente destinati a progetti solidali.L’idea di mettere nero su bianco la sua esperienza, spiega Bertinotti, nasce “quando mi accorgo che il mio sistema immunitario reagisce al virus e che finalmente, dopo giornate trascorse con quaranta e mezzo di febbre, la mia temperatura corporea scende senza aiuto di antipiretici”, racconta. “Devo confessare che il headtopics.com

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primo motivo di angoscia, se non addirittura di terrore, per me era di causare gravi problemi di salute alle persone che più amo. Mi sarei segregata per 40 anni pur di evitare una così tragica conseguenza – continua – ma la storia è a lieto fine”. Un grazie particolare per come ha gestito la situazione delicatissima Fabiola lo dedica al marito

Maurizio Motta, “che è stato a sua volta contagiato, ma presentando sintomi assai lievi, anche solo portandomi i pasti caldi in camera”. Fabiola e Maurizio hanno adottato Jaya, che significa “colui che vince” in lingua hindi, nel 2003 a Kathmandu. All’epoca era un bambino di forse 3 anni, non esisteva l’anagrafe in Nepal. Oggi Jaya è quasi ventenne e studia ingegneria al Politecnico di Milano.

Si tratta di un racconto profondo scritto da “un’inguaribile ottimista”, dice ancora l’autrice. “È una storia personale, ma è altrettanto vero che rappresenta la metafora dell’Italia che deve affrontare la fase di ripresa con energie positive e vincenti”. Spesso i genitori di persone con disabilità affrontano le emergenze già preparati alle difficoltà estreme, con spirito di sacrificio e grande forza d’animo, temprata da anni in condizioni non facili. “

Ho temuto anche per me stessapoiché sono stata sempre sul filo del rasoio, pronta a chiamare l’ambulanza in caso di insufficienza respiratoria”.Fabiola vive con la sua famiglia a Monza e non dimentica le prime fasi dell’emergenza provocata dalla crisi pandemica. “Sono state settimane molto brutte perché assistevamo a continue notizie di nuovi contagi e centinaia di decessi giorno dopo giorno. Per noi come pure per medici e infermieri – aggiunge – non c’erano a disposizione né i test sierologici né i tamponi. La pandemia di covid-19 ha dimostrato chiaramente, tra le varie criticità, come l’intera Lombardia non fosse sufficientemente attrezzata ad affrontare con efficacia e tempestività questo male oscuro e sanguinario”. Dopo la fase acuta della quarantena chiusa in casa, Fabiola ha potuto accedere a un test presso l’ headtopics.com

Ufficio d’igiene di Monza. “Il risultato negativo del test – conclude la madre di Jaya – ha posto fine alla nostra drammatica storia. Ora aspettiamo con pazienza di fare l’esame sierologico”.Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momentoabbiamo bisogno di te

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App Immuni, boom di download: 500mila in 24 oreLeggi su Sky TG24 l'articolo La app Immuni è già stata scaricata 500mila volte in 24 ore Non salvano i tuoi dati e invece 😅 È interessante la specifica per cui, quando un positivo al Covid-19 si avvicina (quanto e per quanto tempo?), a chi è stato nei pressi viene notificato .. e via! con disposizioni, obblighi, verifiche e controlli ... FAKE-NEWS!!!!!

App Immuni scaricata da 500mila utenti in 24 ore. Ministra Pisano: 'I cittadini ne hanno capito l’utilità' - Il Fatto QuotidianoSono 500mila in 24 ore le persone che hanno scaricato la app Immuni per il tracciamento del coronavirus. Ad annunciarlo è stata la ministra per l’Innovazione, Paola Pisano, soddisfatta viste le opposizioni di alcune parti politiche: “Dopo 24 ore abbiamo già avuto 500mila download, significa che l’applicazione è stata apprezzata nella sua semplicità e i … onestamente no. Perché pensano che scaricandola diventano immuni 😄 Per molti ma non per tutti

Immuni scala la classifica delle app gratuite scaricate. Pisano: in 24 ore 500mila downloadImmuni sarà testata a partire dall'8 giugno e solo in 4 regioni italiane - Abruzzo, Liguria, marche e Puglia - prima di essere resa operativa su scala nazionale Ma andate a cagare Non fa per me 😁 Ma Certo gli italiani sono talmente stupidi che tra cartomanti e venditori di braccialetti anticovid stiamo tornando al medioevo