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Come apparire bene nelle videochiamate: tutorial ai tempi del Coronavirus

Siamo tutti in video-conferenza Come venire bene? Ecco cosa fare (e cosa invece no) - L...

02/04/2020 09.59.00

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mettiamo in esibizione vasti tratti della nostra vita privata. Dai panni stesi alla cucina da riordinare, dal passaggio della moglie (o del marito) in mutande al grido d’attacco della figlia che si sente di aver subito un torto dall’altra. Che fare? Il quadro dietro alle spalle lo tolgo?

Metto la cuffia così i capelli sembrano più in ordine?Mi faccio la barba? Una cosa è certa, ci ricorda il Nyt: (se è possibile) chiudete sempre la porta della stanza dove state facendo l’incontro virtuale. Perché altrimenti succedono cose imbarazzanti

del video qui sotto (dovete cliccare sull’immagine, anche il blog mostra segni di stanchezza).Passiamo poi al setup, cioè aorganizzare ogni dettaglio per la nostra riunione. Ecco questo è il primo consiglio: non andate a caso, preparate bene software e hardware ma anche il contesto. L’improvvisazione davanti a un certo numero di colleghi (o peggio: clienti) potrebbe non portare niente di buono. Partiamo quindi con

Gideon Mendelson, designer di interni a New York, che ci da un primo consiglio: “State più semplici possibili”, cioè evitate sfondi di riunione che distraggano i vostri interlocutori.La semplicità è complessa, specialmente in casa, va costruita: “Create una piccola composizione dietro di voi”, una lampada, un paio di libri, una pianta con dei fiori.

Lauren Rottet, collega di Mendelson, sposa la linea basic e suggerisce di trovare in casail muro più neutrale che abbiamo. Meglio se con colori leggeri – grigio o blu chiaro, ma anche bianco e beige, no assolutamente arancione, giallo e rosso -,da evitare accuratamente le fantasie

di ogni genere. Distraggono.Un tipico esempio di setup non preparatoPer essere sicuri di potersi sentire bene, durante la riunione, Mandelson suggeriscestanze con tappeti e finestre fono-assorbenti. Mentre per quanto riguarda il proprio aspetto personale, Rottet sconsiglia vivamente di mettersi sotto una luce diretta:

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lunghe ombre calerebbero sotto i nostri occhi e naso. Da preferire una lampada o (meglio ancora, diciamo noi) una finestra di fronte a noi, o di fianco, che non solo renderebbero più onore al nostro viso segnato dal non mettere il naso fuori di casa, ma eviterebbero anche

fastidiosi aloni di luce sullo schermo. Da evitare ovviamente fonti di luce dirette di fronte alla telecamera del pc o tablet.Pare che questa libreria fotografata da Ria Puksas sia uno sfondo molto gettonato per Zoom Al contrario, altri esperti sentiti dal

Timessuggeriscono invece di sfruttare la chance della tele-presenza per mostrareaspetti di ottimismo o addirittura messaggi di speranza. Piante, poster allegri o che invitano alla riflessione, pezzi d’arte adeguati, un professore dice di collegarsi con i propri studenti mettendo sempre sullo sfondo delle insegne della scuola (ora chiusa, ovviamente). L’artista mette gli schizzi dei propri lavori, l’esperta di mindfulness candele profumate. Insomma,

ognuno a seconda delle proprie attitudini ed esigenze, di contesto lavorativo e reali opportunità, dettate dagli interlocutori. E se vi viene il dubbio che quanto raccontato finora abbia un che di superficiale, visto il periodo, sappiate che la collega Julie Lasky ha avuto la stessa sensazione. E ha quindi voluto concludere il reportage con i consigli di

mr Korins, designer di Broadway, che dice che in questo periodo le preoccupazioni sull’apparire devono dissolversi a favore della sostanza delle comunicazioni: “Posso darvi consigli sul setup ma la realtà è che a me adesso interessa solo sapere che tutti stanno bene”. Banale, forse, ma non si può che condividere. Perché, se l’ambiente di lavoro ovviamente lo consente, è meglio per questa serie infinita di videoconferenze giornaliere raggiungere due obiettivi: 1) quello concreto della riunione, in fretta e senza troppe distrazioni; 2) approfittare di questi momenti “indiretti” di socialità per

rassicurare se stessi e gli altri che tutto andrà bene Leggi di più: Corriere della Sera »

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