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Com’è politica la moda all’Oscar - La Stampa

Portman in Dior con i nomi ricamati delle registe escluse

10/02/2020 12.21.00

Portman in Dior con i nomi ricamati delle registe escluse.

Portman in Dior con i nomi ricamati delle registe escluse

9:02Nessun ha rischiato molto, esteticamente, nei look per gli Oscar. Ma il messaggio è risuonato forte e chiaro, portato avanti innanzitutto da Natalie Portman che ha usato la cappa nera di  Dior creata apporsitamente per lei da Maria Grazia Chiuri per mostrare i nomi delle registe snobbate dalla Academy ricamati sul tessuto: un modo per spiegare che anche la moda può e vuole dire la sua.   ha  scritto qualche tempo fa la Chiuri sulle t shirt dellamaison, e in ogni sfilata porta avanti il suo discorso sull’importanza di incoraggiare l’arte al femminile. Il palcoscenico degli Academy Awards era perfetto per ricordare le «dimenticate»: «Volevo dare un riconoscimento alle donne di cui non è stato riconosciuto l'incredibile lavoro di quest'anno» ha detto Portman: ed eccole, bianco su nero: Lorene Scafaria («Le ragazze di Wall Street»), Lulu Wang («The Farewell»), Greta Gerwig («Piccole donne»), Mati Diop («The Farewell»), Marielle Stiles Heller («Un amico straordinario»), Melina Matsoukas («Queen & Slim»), Alma Harel («Honey Boy») e Céline Sciamma («Ritratto della giovane in fiamme»). 

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Portman ha anche ricordato la scarsità di candidati non bianchi all’Oscar, citando l’unica attrice di colore nominata, Cynthia Erivo, splendente in  Atelier Versace in bianco  asimmetrico. Molto asimmetrico (sarà anche questo un messaggio?) nei vestiti: Charlize Theron Dior Haute Couture in nero con una spalla nuda, Renee  Zellweger ha ritirato il suo Oscar per Judy splendente  in Armani anche lei asimmmetrica ma con una manica lunga

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Sky TG24 ha tradotto in illustrazioni animate due tra gli scritti scelti e poi pubblicati sul sito Zanichelli (qui potete leggere tutti i testi). Le due puntate della serie NOI DOMANI sono a cura di Andrea Dambrosio e Fabio Vitale.

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La moda maschile a Sanremo: un inno alla libertà - La StampaQuesto è stato un Sanremo con tante prime volte. E una di queste è l’avanzata dello stile maschile su quello femminile. Dimenticati gli anni in cui si aspettavano con ansia non solo le canzoni ma soprattutto gli abiti delle artiste in gara, delle vallette, delle presentatrici. Look che hanno fatto storia tanto da essere esposti, in questi giorni, in una mostra nella città dei fiori. Dall’abito con il pancione di Loredana Bertè, alla farfallina di Belen, ma anche il punk sdoganato in prima serata da Anna Oxa. O lo smoking nero nude look che l’anno scorso ha messo i riflettori su Paola Turci. Tempi passati. Perché con questa edizione 2020 le donne hanno preteso il passo avanti come è giusto che sia, ma sono rimaste un passo indietro nell’estetica. Le nonne direbbero che “era meglio prima”, ma i loro nipoti, almeno a dar retta agli ascolti, invece non sono dello stesso avviso. Se le donne pretendono di essere prese sul serio e in considerazione non solo per l’estetica, al contrario gli uomini pretendono di essere presi sul serio anche con estetiche non convenzionali, battendosi per il diritto alla vanità. E così ne abbiamo viste delle belle. Anzi, degli abiti meravigliosi a iniziare da quelli di Achille Lauro pensati dal genio di Gucci Alessandro Michele. La prima serata con il mantello sontuoso nero e oro e la tutina nude “francescana” ma pure l’abito alla David Bowie versione di Ziggy Stardust. E anche la Divina ed eccentrica Marchesa Casati, e il completo della finale ispirato da Elisabetta I Tudor, vergine sposa della patria, del popolo, dell’arte e difensore della libertà. Ma quasi tutti gli artisti in gara hanno portato sul palco un nuovo stile. E anche lo smoking non è stato più quello di una volta. A iniziare da quelli di Amadeus, disegnati da Gai Mattiolo, vistosi, con le paillettes, argentati, cangianti. Ma anche il tuxedo Valentino bianco e nero di Mika confezionato su misura dal direttore creativo della Maison Pierpaolo Piccioli. E quelli del vincitore, Dio Se adesso si chiama moda! Chanel e Christian Dior? Due dilettanti?

Basket A2, Marks trascina la Reale: battuta Rieti - La StampaLa Reale Mutua riparte e, dopo il ko di Napoli, batte Rieti 79-74 al pala Gianni Asti confermandosi in testa al girone Ovest della serie A2 di basket. Migliore in campo, il gialloblù Derrick Marks: 22 punti e 25 di valutazione. Torino parte subito forte (20-10), nonostante debba rinunciare momentaneamente a Diop: la difesa reatina non è granchè, l’attacco gialloblù ringrazia e al termine del primo quarto il divario è di 10 lunghezze (28-18). Vildera e Cannon cercano di tenere su Rieti, ma la Reale rimane davanti senza troppo patire (39-27): il terzo fallo di Pinkins non complica più di tanto i piani di coach Cavina, dall’altro lato sono Stefanelli e Pastore a dovere fare attenzione alle penalità. Le triple di Marks e Raffa chiudono il secondo periodo (46-37), con Torino in controllo. Non è una gran partita, a dirla tutta. E Rieti non riesce mai a rientrare davvero: quando Pinkins trova la prima (e unica) tripla della sua serata., la Reale allunga di nuovo fino al +13 (56-43) entrando poi negli ultimi dieci minuti con 11 punti di margine (62-51) grazie a un tap-in sulla sirena di Toscano. Pinkins abbandona la gara per raggiunto limite di falli sul 67-55 per la Reale: l’Energy Group reagisce, Cannon è il suo leader riconosciuto e il divario si riduce a soli 5 punti (67-62). Una tripla di Raffa avvicina ulteriormente gli ospiti (69-66) con meno di 4’ sul cronometro. C’è un arrivo in volata, allora: Marks dalla lunetta segna solo un libero (72-68), Cannon insiste (72-70) ma ancora Marks risponde (74-70). Ultimo minuto: ancora Marks spinge i suoi (76-70), Raffa accorcia ma è ancora il ragazzo di Chicago a chiudere i conti. TABELLINO REALE MUTUA: Cappelletti 7, Bushati 2, Marks 22, Alibegovic 12, Diop 9, Pinkins 4, Traini 2, Campani 13, Toscano 8, Cassar, Reggiani, Jakimovski. All. Cavina. ENERGY GROUP: Passera, Raffa 24, Nikolic 4, Cannon 26, Filoni, Stefanelli, Zucca, Fumagalli, Pastore, Vildera 20. All. Rossi.

Sei Nazioni, l’Italia sfida la Francia ma ormai è un “caso” - La StampaGli azzurri negli ultimi cinque anni non hanno vinto una sola partita. «Siamo scarsi», la sintesi della stampa inglese. «Il problema è che le alternative per sostituirci nel torneo sono peggio».

Achille Lauro porta sul palco di Sanremo la regina Elisabetta Tudor - La StampaPer l’ultima serata il cantante di “Me Ne Frego” si ispira ancora a un personaggio storico: la corona era l’ultimo dei quattro indizi che aveva nascosto sul web. Anche stavolta il look è curato da Gucci Poveretto...che svarione!!! I agree