Collina dei Ciliegi, ottima tappa per l’Amarone - La Stampa

Gode già di ottima reputazione l’annata 2016 dell’Amarone.

13/02/2020 12.05.00

Gode già di ottima reputazione l’annata 2016 dell’Amarone.

Gode già di ottima reputazione l’annata 2016 dell’Amarone. E io ho assaggiato alla cieca 54 campioni per riscontrare una sorpresa: cresce, anzi spicca la Valpantena, l’area forse meno considerata negli ultimi anni benché fosse il terreno (siamo fra i 150 e i 300 metri di altezza) dei gloriosi vigneti Bertani. Ma se scegliete di fare una gita cercate la Collina dei Ciliegi: per i loro Amarone e Valpolicella e per una cucina eccezionale in un posto da sogno. Sono i segnali del rilancio di quest’area dove, dalla degustazione alla cieca, sono emersi due altri big che formano un poker. Uno è la Cantina Costa Arènte del gruppo Genagricola, con 17 ettari a vite, che offre quel più di eleganza e ottima capacità di invecchiamento, tipiche dell’area. Dopo l’appassimento delle uve (corvina 50%, corvinone 20%, rondinella 15% e altri vitigni 15%), la vinificazione in acciaio viene seguita dall’affinamento in botti di rovere da 25 e 5 hl: due masse separate e poi assemblate prima dell’imbottigliamento. Ha un fruttato molto piacevole ed è equilibrato fin nella sua chiusura minerale. Della medesima stoffa è poi l’Amarone della Valpolicella Valpantena «Brolo del Figaretto» 2016 di Corte Figaretto, l’azienda di Mauro Bustaggi con la moglie Patrizia, che dal 2004 sono entrati nell’agone dei produttori in bottiglia. Con risultati clamorosi ottenuti dal Merlot Le More. Praticano un’agricoltura sostenibile lungo 20 ettari vitati, in azienda anche la figlia Sofia laureata in enologia e l’enologo Paolo Grigolli. Due gli Amarone assaggiati: Il Brolo del Figaretto 2016 vinificato per gravità e affinato in botte grande e in barrique. La sua stoffa l’avverti già al naso, prodiga di un sorso di equilibrio e piacevolezza. C’è poi l’Amarone della Valpolicella Valpantena «Graal» 2015 da uve selezionate della parte alta del grappolo (le orecchie, dette recie, da cui il Recioto) come si faceva una volta. Viene affinato in barrique nuove e la sua potenza speziata è esemplare, pur senza tradire la fin

Collina dei Ciliegi, ottima tappa per l’AmaroneGode già di ottima reputazione l’annata 2016 dell’Amarone. E io ho assaggiato alla cieca 54 campioni per riscontrare una sorpresa: cresce, anzi spicca la Valpantena, l’area forse meno considerata negli ultimi anni benché fosse il terreno (siamo fra i 150 e i 300 metri di altezza) dei gloriosi vigneti Bertani. Ma se scegliete di fare una gita cercate la Collina dei Ciliegi: per i loro Amarone e Valpolicella e per una cucina eccezionale in un posto da sogno.

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Sono i segnali del rilancio di quest’area dove, dalla degustazione alla cieca, sono emersi due altri big che formano un poker. Uno è la Cantina Costa Arènte del gruppo Genagricola, con 17 ettari a vite, che offre quel più di eleganza e ottima capacità di invecchiamento, tipiche dell’area. Dopo l’appassimento delle uve (corvina 50%, corvinone 20%, rondinella 15% e altri vitigni 15%), la vinificazione in acciaio viene seguita dall’affinamento in botti di rovere da 25 e 5 hl: due masse separate e poi assemblate prima dell’imbottigliamento. Ha un fruttato molto piacevole ed è equilibrato fin nella sua chiusura minerale. Della medesima stoffa è poi l’Amarone della Valpolicella Valpantena «Brolo del Figaretto» 2016 di Corte Figaretto, l’azienda di Mauro Bustaggi con la moglie Patrizia, che dal 2004 sono entrati nell’agone dei produttori in bottiglia. Con risultati clamorosi ottenuti dal Merlot Le More. Praticano un’agricoltura sostenibile lungo 20 ettari vitati, in azienda anche la figlia Sofia laureata in enologia e l’enologo Paolo Grigolli. Due gli Amarone assaggiati: Il Brolo del Figaretto 2016 vinificato per gravità e affinato in botte grande e in barrique. La sua stoffa l’avverti già al naso, prodiga di un sorso di equilibrio e piacevolezza. C’è poi l’Amarone della Valpolicella Valpantena «Graal» 2015 da uve selezionate della parte alta del grappolo (le orecchie, dette recie, da cui il Recioto) come si faceva una volta. Viene affinato in barrique nuove e la sua potenza speziata è esemplare, pur senza tradire la finezza tipica della

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