“Ci sono i saldi di metà stagione, per il Serravalle Outlet è una mazzata”

“Ci sono i saldi di metà stagione, per il Serravalle Outlet è una mazzata”

21/10/2020 17.54.00

“Ci sono i saldi di metà stagione, per il Serravalle Outlet è una mazzata”

Reazioni dopo la chiusura con effetto immediato dei centri commerciali non alimentari durante i fine settimana

16:10SERRAVALLE SCRIVIA.Da un lato, la necessità di un intervento drastico per contenere i contagi. Dall’altro, un provvedimento che rischia di mettere in ginocchio l’economia dell’Outlet di Serravalle Scrivia e dei suoi oltre 230 negozi.La nuova ordinanza regionale firmata ieri da Alberto Cirio, anticipata da una conferenza stampa, sancisce la chiusura con effetto immediato dei centri commerciali non alimentari durante i fine settimana. Una decisione che avrà inevitabili ripercussioni sulla città della moda, che nelle ultime settimane stava faticosamente provando a rimettersi in piedi dopo il buio del lockdown.

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Piemonte, è record di contagi. Dimezzati gli studenti a scuola, centri commerciali chiusi nel weekendlidia catalano, massimiliano peggio«Ragionando dal punto di vista della salute di tutti, il provvedimento è giusto – commenta Marco, dipendente nel settore della ristorazione –. Ora c’è la necessità di chiudere dei luoghi che, come il nostro, favoriscono gli assembramenti. Va più che altro capita la durata di questa misura. Per qualche settimana, pur senza gli importanti incassi dei weekend, si può andare avanti. Se invece le cose dovessero peggiorare arrivando a una nuova chiusura totale, sarebbe una mazzata. Finora noi siamo sempre stati attenti nel far rispettare ai nostri clienti tutte le norme di sicurezza in vigore, con la risposta da parte loro che è stata assolutamente positiva. Anche domenica scorsa, nonostante le basse temperature, in molti hanno preferito sedersi all’aperto e pure i più anziani si sono adattati a leggere i menu sui telefoni tramite QR code, evitando il cartaceo».

“Assurdo iniziare un’ora dopo mancano i bus per tornare a casa”FRANCA NEBBIADa domani 22 ottobre è poi prevista la partenza dei saldi di metà stagione, con sconti su tante marche fino all’8 novembre. Promozioni importanti che a questo punto, senza il traino dei sabati e delle domeniche, rischiano di non essere sfruttate se non in minima parte. headtopics.com

«Nelle ultime settimane la risposta dei visitatori era stata ottima, nonostante la quasi totale assenza di stranieri – racconta Giulia, impiegata di un noto negozio d’abbigliamento –. Oltre ai mid season sale, c’erano tanti store come il nostro che avevano in essere altre promozioni. A novembre ci sarebbe anche il Black Friday, periodo nel quale solitamente vendiamo moltissimo. Se questa situazione dovesse prolungarsi, sarebbe estremamente penalizzante per tutti noi. D’altra parte, visti i numeri del contagio in aumento, capisco anche la decisione presa da Cirio. Domenica scorsa il centro era veramente affollato».

Il pensiero corre ora veloce verso il tradizionale appuntamento con l’accensione dell’albero di Natale, che ogni anno dà il via simbolico alla corsa ai regali. Un momento che mai come in questo nefasto 2020 appare come un lontano miraggio. Leggi di più: La Stampa »

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Bar e ristoranti:“I clienti stanno già diminuendo, i nuovi orari ci danno il colpo”Il nuovo Dpcm modifica regole e orari per bar e ristoranti. In città, per molti locali la chiusura a mezzanotte non cambia le cose: in molti bar la sera si lavora soprattutto all’ora dell’aperitivo, servito ai tavoli: «Già prima del nuovo decreto non si andava oltre le 23» commenta Daniele Reggiani (Tre Bicchieri, piazza Statuto) che però considera penalizzante l’orario di stop anticipato alle 18 in assenza di consumo al tavolo. Al Voglia Matta (via Federico della Valle), già pronto il cartello con il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale: «Sono 7 sedute e 3 in piedi – spiega Corrado Camerano – Il principale problema non è la chiusura a mezzanotte, penso ad esempio alla questione della Tari giornaliera, ancora da risolvere». L’Hard Cafè si prepara a fare i conti con il nuovo orario: «Sicuramente peserà – commenta Sergio Zito – significa non prendere più prenotazioni da una certa ora in poi: blocchi il lavoro già molto prima della chiusura». I conti si sono già assottigliati e non è solo questione di temperature in picchiata o arrivo dell’autunno: «Nell’ultimo fine settimana – confermano all’Hard – abbiamo perso almeno il 30%». «Abbiamo perso colazioni e pause pranzo – commenta Francesco Bocasso (Gnam Bar paninoteca) – Per recuperare pensavo di prolungare l’apertura serale: è evidente che non potrò farlo». Il dato di fatto è che la gente esce meno ( «già da martedì scorso» segnalano nei locali) e il calo di clienti nell’ultimo fine settimana accomuna bar, pub, pizzerie e ristoranti come confermato anche da Oeuf, di via Guttuari, dove la chiusura a mezzanotte non pesa: «Per quanto ci riguarda cambia poco – commenta Monica Esposito titolare con Caterina Gamba – Intanto siamo ripartiti con il delivery per far fronte al calo di clienti». Una differenza che si sente: «Se nello scorso fine settimana, a cena, abbiamo servito 50 persone, questo sabato siamo scesi a 9». «Seguiamo le regole: si chiude a mezzanotte, ma mi auguro che sia così per tutti

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