Chloé Zhao, la libertà è un viaggio - VanityFair.it

Un viaggio in cui ci si spoglia della propria identità e si va alla ricerca del vero io. «Namadland», il film vincitore agli Oscar nella nostra intervista (prima della vittoria) alla regista Chloé Zhao

26/04/2021 16.41.00

Un viaggio in cui ci si spoglia della propria identità e si va alla ricerca del vero io. «Namadland», il film vincitore agli Oscar nella nostra intervista (prima della vittoria) alla regista Chloé Zhao

In cui ci si spoglia della propria identità e si va alla ricerca del vero io. Così fa la protagonista di Nomadland, l’ultimo film di Chloé Zhao. Che dice: «essere» è qualcosa in cui riescono meglio le donne

Chris LoydQui l’intervista all’attrice premiata per la Miglior Regia pubblicata sul numero 13 di Vanity FairÈ minuta, Chloé. Ma potente. È stata la prima asiatica della storia a vincere un Golden Globe per la regia, e ora è candidata a quattro Oscar per il suo film,

L'Uomo di luglio: Romelu Lukaku in copertina La Divina Commedia torna a riveder le stelle Diletta Leotta vola in Turchia per conoscere la famiglia di Can Yaman: nozze in vista? - VanityFair.it

Nomadland. Con una lunga treccia e grandi occhi neri sembra un’indiana americana, mentre racconta di rocce, natura, vita in strada. Nata a Pechino da padre dirigente e madre infermiera, e cresciuta da una mamma adottiva, Chloé è sempre stata una ribelle con gli occhi puntati a Occidente.

È riuscita a laurearsi in Scienze politiche in un college del Massachusetts, e a studiare cinema alla New York University con un professore come Spike Lee, che deve aver lasciato il segno. Perché sin dal primo film,Songs My Brothers Taught Me headtopics.com

, i lavori che Chloé ha scritto, diretto e montato sono sempre finiti nei festival importanti. Dal secondo film,The Rider – Il sogno di un cowboy, si è capito che predilige gli attori non professionisti. Una tendenza magnificata dall’ultimo,

Nomadland, basato sui tre anni di inchiestaon the roaddella giornalista Jessica Bruder. È un viaggio per le strade dell’America e per i sentieri del «nuovo nomadismo», fatto di persone di ogni provenienza, accomunate dall’aver subito il tracollo finanziario e dal non riuscire più a pagare le bollette. Ce le fa conoscere Frances McDormand nei panni di Fern, sessantenne che, a causa del collasso economico della sua città in Nevada, perde tutto, marito incluso. Mette le sue cose in un furgone e inizia un viaggio che la porta in una comunità di nomadi. Lì incontra Bob Wells, l’uomo che ha dato inizio al

Rubber Tramp Rendezvous, il campo nomadi in mezzo al deserto dell’Arizona che oggi annovera migliaia di abitanti.Il suo film, da una parte, mostra gli esiti della crisi del capitalismo; dall’altra, esalta l’allontanamento dal bisogno di oggetti e regole sociali: è una strada verso la libertà?

«La ricerca di libertà e la sete di verità sono connaturate all’uomo. Non era mio intento presentare la libertà assoluta, non credo che esista: la fisica del mondo dimostra che le limitazioni ci sono. Ma credo nel viaggio che compie Fern, credo nel perdere tutto quello che definisce la propria identità e nell’avere lo spazio e il tempo per conoscere meglio se stessi: per me libertà significa questo». headtopics.com

Orban: «Non ritiro la legge sull’omosessualità». Ma i leader della Ue lo isolano Gb: basta pubblicità di cibo spazzatura in tv prima delle 21 - Mondo Per SuperMario l’Immenso si citano Gesù, Sánchez, Kissinger e Gadda - Il Fatto Quotidiano

Il premio Oscar Frances McDormand non si distingue dai nomadi che recitano nei panni di se stessi.«È il complimento migliore che può fare al film, merito della bravura di Frances. Se riesci a mettere da parte il tuo status di star di Hollywood per sederti e ascoltare davvero chi hai davanti, allora sei un asso. Perché se non sei sincera si vede, la macchina da presa non mente».

Cosa avete in comune, lei e McDormand?«Amiamo le salopette e non ci trucchiamo molto. Io vivo in una valle nel mezzo del nulla, Frances in un paesino ancora più piccolo, su una collina. Ricordo che nel mezzo di uno dei peggiori uragani mai accaduti, Frances mi ha detto: “Andiamo subito in cima alla collina con la macchina da presa!”. Non stavamo nemmeno in piedi, non riuscivamo a sentire quello che dicevamo, ma lei era più viva che mai. Questo ci accomuna».

Un messaggio forte, quello di mostrarsi sullo schermo con facce piene di rughe e corpi sfatti.«Una volta tolti il trucco, il botox e la chirurgia estetica, siamo tutti brutti, grazie a dio. Perché brutti significa umani, fatti di carne e ossa. Io non penso molto, sento quando ho davanti qualcosa di autentico. Se questa pandemia ci sta insegnando qualcosa, è che non abbiamo più voglia di essere sempre perfetti. Una giornalista ha detto a Frances: “Quando guardo la tua faccia sullo schermo mi sembra di visitare un parco nazionale”. C’è una storia sul volto, e se la copri noi non la vediamo».

Temi che non ritroviamo inEternals, il blockbuster della Marvel con Angelina Jolie che lei ha diretto e che vedremo più avanti nel corso del 2021.«Vero, lì c’è molto make-up. Non esiste uno standard unico, bisogna adattarsi al mondo della storia che si racconta. E cercare di portare ovunque un tocco personale». headtopics.com

Da ragazza che tipo era?«Quando vivevo in Cina guardavo solo western, sognavo di essere come Michael Jackson e Madonna e di trasferirmi in Inghilterra o in America. Crescendo, ho scoperto che c’erano molte cose da imparare anche a Oriente. Mia nonna è buddhista e oggi esploro quella dottrina. Poi sono cresciuta con i manga: Akira era protagonista di una delle mie storie preferite. Sto cercando di trovare punti di contatto tra le varie culture».

Fern è un’eroina che non ha bisogno di un uomo per vivere: è una dichiarazione femminista?«Molte donne come lei hanno dedicato la vita a figli e mariti, e dopo la crisi del 2008 si sono ritrovate senza nulla in mano. Si sono chieste: “Io chi sono?”, e sono andate nel mondo a scoprirlo. Ecco perché sono più le donne a vivere nei caravan: per gli uomini è più difficile lasciar cadere l’orgoglio e fare quella scelta. La società è dura con gli uomini, in tema di successo».

Miami, crolla un palazzo di 11 piani in zona residenziale Parigi: italiana travolta e uccisa da monopattino, due fermi Vittorio Sgarbi indagato, voleva vendere senza licenza tela del '600

L’incontro di Fern con la natura l’aiuta a guarire i suoi traumi.«Esatto. Vede,Nomadlandnon è un film femminista, ma un aspetto è innegabile: “essere” è una capacità molto più radicata nel femminile». Leggi di più: Vanity Fair Italia »

Noi domani, la scuola che verrà. Le animazioni tratte dal concorso di scrittura Zanichelli -Scuola Holden | Sky TG24

Sky TG24 ha tradotto in illustrazioni animate due tra gli scritti scelti e poi pubblicati sul sito Zanichelli (qui potete leggere tutti i testi). Le due puntate della serie NOI DOMANI sono a cura di Andrea Dambrosio e Fabio Vitale.

Oscar 2021, Chloé Zhao parla della sua infanziaLeggi su Sky TG24 l'articolo Oscar 2021, la regista Chloé Zhao parla della sua infanzia e della bontà intrinseca in noi

Premi Oscar 2021: tutti i vincitori, da Anthony Hopkins a Chloé ZhaoLeggi su Sky TG24 l'articolo Premi Oscar 2021: tutti i vincitori degli Academy Awards, da Anthony Hopkins a Chloé Zhao Ma Dimel riconteggio di Maricopa nessuna parola vero?

Oscar 2021, Chloé Zhao entra nella storia con NomadlandLeggi su Sky TG24 l'articolo Oscar 2021, Chloé Zhao: “Sono molto fortunata di poter fare ciò che amo per vivere” Fosse meno noioso magari ...

Marvel show: Angelina Jolie in Eternals di Chloé Zhao - iO DonnaLa foto della star nel suo primo ruolo da supererona Marvel, un'Eterna. Più o meno quello che è nella realtà

Oscar 2021, il trionfo delle donne: da Chloé Zhao a Yuh-Jung Youn - iO DonnaGli Oscar 2021 resteranno nella storia. Non solo per la pandemia ma anche per le donne premiate destinate a lasciare il segno nella storia del cinema.