Caterina Caselli: «E ora vi racconto le mie cento vite» - iO Donna

La ragazzina che scalpita a Sassuolo, ma studia musica con tenacia e diventa un idolo giovanile. La moglie e madre che lascia il palco, per poi tornare come talent scout e manager di successo

08/12/2021 16.29.00

La ragazzina che scalpita a Sassuolo, ma studia musica con tenacia e diventa un idolo giovanile. La moglie e madre che lascia il palco, per poi tornare come talent scout e manager di successo

La ragazzina che scalpita a Sassuolo, ma studia musica con tenacia e diventa un idolo giovanile. La moglie e madre che lascia il palco, per poi tornare come talent scout e manager di successo

«Ero terrorizzata all’idea di ripercorrere il passato, però adesso sono contenta.Ho dedicato il film a mio padre, mia madre e mio cugino, don Rino, per 40 anni parroco del Duomo di Modena: un punto di riferimento importante,rigoroso e al tempo stesso giocoso. Quando venne ordinato sacerdote, sotto l’abito talare indossò la maglia rosa di una mia vittoria al

Cantagiro!».Il documentario è stato anche un’operazione terapeutica.Sì, in qualche modo mi sento sollevata. E poi mi piaceva che i miei tre nipoti conoscessero la mia storia, da quando – bambina – non riuscivo a star ferma se sentivo la radio e in classe mi prendevano in giro: Poverina, deve cantare

(sorride) Era un cuor contento?Sa che mi chiamavano proprio così? Cuor contento. Facevo scherzi, inventavo filastrocche e stornelli. Fino a quel giorno… Poi mi aiutò molto il professore d’italiano, dandoci – fra l’altro – il tema “Il vostro più grande dolore”. Parlai di come mi auguravo di morire: su un campo con la neve che cadeva e a poco a poco mi seppelliva. Lo lesse in aula e mi dette nove. Ora mi commuovo. headtopics.com

Caro Presidente, ti scrivo

 Be’, meglio esternare le emozioni, non lasciarle “stagnare”.(sorride)In realtà, è questione d’età, capita più facilmente di intenerirsi: ho tre quarti di secolo sulle spalle, eh! Non l’avremmo preso per debolezza: neldoc

ci sono interviste di lei ancora minorenne, e già si capisce il tipo.Merito della mia famiglia, e della mia terra: l’Emilia Romagna, famosa per il lavoro, forgia il temperamento. Lavoro e balera la domenica. Comunque, mia madre non voleva che cantassi e così, finita la scuola dell’obbligo, ho trovato un posto da segretaria per pagarmi le lezioni del maestro Callegari. Quando il solista della sua orchestra partì per il servizio di leva, feci di tutto perché mi scegliesse. Sapevo che mancava il bassista: mi misi pure a studiare il basso.

Caterina Caselli con Madame, Giuliano Sangiorgi e Francesco Motta (Getty Images).Colpa del daimonEra una rarità, al tempo, una cantante che suonava.E mi sono dedicata in seguito a contrabbasso e vibrafono! All’inizio non avevo un repertorio ampio: amavo Ray Charles, e i Rolling Stones più dei Beatles. Preferivo i cantanti maschi, a parte la Fitzgerald. A proposito di Ella, mi viene in mente

Bruxelles, violenti scontri tra la polizia e i manifestanti no vax (che arrivavano da tutta Europa)

Il codice dell’animadi James Hillman: spiega che nasciamo con una vocazione, undaimon, che devi soddisfare, sennò non sarai mai felice. La Fitzgerald si era presentata a un concorso di ballo e, sul palco, c’era un microfono: lei lo ha afferrato e ha cantato. Il headtopics.com

daimonha preso il sopravvento.E il suo, quando?

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