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Bolivia, nuovi scontri manifestanti pro-Morales e polizia: 8 vittime - La Stampa

Bolivia, nuovi scontri manifestanti pro-Morales e polizia: 8 vittime

16/11/2019 10.35.00

Bolivia, nuovi scontri manifestanti pro-Morales e polizia: 8 vittime

Migliaia di persone si erano radunate a Sacaba, nel centro del Paese, per manifestare pacificamente: quando un gruppo ha tentato di attraversare un checkpoint militare sono partiti gli scontri. Almeno 75 feriti. La protesta è nata dopo le elezioni del 20 ottobre scorso, in cui Morales è stato riconfermato presidente

Bolivia, nuovi scontri manifestanti pro-Morales e polizia: 8 vittimeMigliaia di persone si erano radunate a Sacaba, nel centro del Paese, per manifestare pacificamente: quando un gruppo ha tentato di attraversare un checkpoint militare sono partiti gli scontri. Almeno 75 feriti. La protesta è nata dopo le elezioni del 20 ottobre scorso, in cui Morales è stato riconfermato presidente

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Pubblicato il16 Novembre 2019In Bolivia ancora proteste, scontri e morti. A Sacaba, città vicino a Cochabamba, nel centro del Paese, otto persone sono rimaste uccise nei tafferugli tra i manifestanti pro-Evo Morales - il presidente dimissionario che si è ritirato in Messico - e alcuni soldati e agenti di polizia. Il rappresentante dell'Ombudsman (Difensore del popolo) di Cochabamba, Nelson Cox, ha parlato anche di almeno 75 feriti. Morales ha lanciato un appello per mettere fine al “massacro”.

Salgono così a otto le vittime e almeno 75 sono rimaste ferite in uno scontro tra manifestanti pro-Evo Morales e soldati e polizia nella città boliviana di Sacaba, vicino a Cochabamba, nel centro del Paese. La maggior parte delle vittime sono state raggiunte da colpi di arma da fuoco. Migliaia di manifestanti, in gran parte indigeni, si erano radunati a Sacaba fin dal mattino, manifestando pacificamente. Gli scontri sono scoppiati quando un folto gruppo ha tentato di attraversare un checkpoint militare vicino a Cochabamba, dove sostenitori e avversari di Morales si sono affrontati per settimane. Intanto vari media boliviani segnalano che manifestanti a El Alto centinaia di manifestanti hanno sequestrato due sottufficiali della polizia. Una delegazione è in viaggio per negoziare la loro liberazione. headtopics.com

L’appello di MoralesEvo Morales condanna le violenze in Bolivia e chiede alle forze di sicurezza di "fermare il massacro". "Condanno e denuncio davanti a mondo che il regime golpista, che ha preso il potere con un assalto nella mia amata Bolivia, reprime con le armi delle forze armate e della polizia il popolo che reclama la pacificazione e il ripristino dello stato di diritto - ha twittato il presidente dimissionario - Ora uccidono i nostri fratelli a Sacaba, a Cochabamba". "Chiediamo alle forze armate e alla polizia di fermare il massacro - ha aggiunto - Le divise delle istituzioni della patria non possono macchiarsi con il sangue del nostro popolo". Morales è stato costretto domenica scorsa a dimettersi e si è rifugiato in Messico, denunciando un golpe.

Gli scontri dal 20 ottobre scorso Leggi di più: La Stampa »

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Lei: 'Non mi permetterei' (ANSA)

Comunicato Cdr-Rsu “La Stampa” - La StampaLa Stampa domenica non sarà in edicola per lo sciopero proclamato da tutti i poligrafici del Gruppo Gedi, al quale aderisce anche la Rsu del nostro quotidiano. Il piano di riorganizzazione del lavoro prevede un esubero di ben 121 unità dei circa 280 impiegati poligrafici della divisione Gnn. Tra questi, ...

La moda soffre per la crisi geopolitica - La StampaL’andamento della moda segue la geopolitica e in un mondo sempre più globalizzato quando un Paese diventa instabile tutte le economie collegate ne soffrono. Secondo l’indagine congiunturale della Confindustria di settore, presentata all’anteprima del Pitti uomo a Milano, oltre al mercato italiano, quelli più in difficoltà sono Russia, Honk Kong e un campanello d’allarme suona pure in Germania. Nel periodo gennaio-luglio 2019 le vendite oltreconfine sono salite del 4,9% superando i 19,3 miliardi di euro, tuttavia si stima un terzo trimestre in negativo del 2,9%, derivante soprattutto dalla sofferenza delle imprese tessili a -4,7%. Per Claudio Marenzi, presidente di Confindustria moda, «i Paesi verso cui le esportazioni stentano sono quelli che attraversano una fase politico-economica sfavorevole. In particolare, la Germania di solito frena quando tutto sta per peggiorare. La Russia già da qualche anno rallenta per debolezza del rublo, aumento della tassazione e normalizzazione del Paese. E a Honk Kong le proteste politiche portano a una diminuzione dei consumi del 40%. L’instabilità è molto negativa per il commercio». A fronte di questo Stati Uniti, Corea del sud e Giappone si confermano mercati stabili con crescite a doppia cifra. E torna a salire pure la Cina, dopo qualche indecisione lo scorso anno. «Grazie a loro la situazione delle aziende di moda nel complesso è buona, anche se alcune restano indietro ed è fondamentale che la parte della fornitura, tessuti e accessori, si riprenda», continua Marenzi. Da cosa dipende questo problema? «Dal fatto che certi marchi vendono a prescindere dalla produzione italiana, che risente di cuneo fiscale, alta tassazione e infrastrutture scarse. Molti esportano all’estero, ma non producono o non acquistano materie prime in Italia, anche se la bilancia commerciale del settore è positiva per 27 miliardi, circa il 50% del totale italiano. Non va dimenticato che negli ultimi vent’anni la moda ha perso 400mila posti di lavoro e ne re

La cooperazione italiana continua le attività in Bolivia nonostante la crisi politica e socialeLa Bolivia sta attraversando un periodo di disordine politico e sociale culminato con la fuga in Messico del Presidente Evo Morales. In uno scenario in evoluzione la cooperazione italiana continua le sue attività nelle città e nei pueblos andini. Reportage di Martino Seniga martinoseniga martinoseniga cazzo dillo che la gente si è rotta il cazzo di essere comandata da queti BAMBOCCI ARMATI DAGLI STATI UNITI CAZZO martinoseniga Cazzo, ma impariamo a dire le cose come stanno. 'Un periodo di disordine politico e sociale'? C'è stato un colpo di stato militare, porca troia!

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Comunicato del Cdr: grande preoccupazione per la ristrutturazione del lavoro poligrafico delle testate Gnn - La StampaIl gruppo Gedi ha presentato un piano di ristrutturazione del lavoro poligrafico che riguarda la divisione Gnn (La Stampa, Secolo XIX e altre 13 testate locali). I giornalisti de La Stampa esprimono grande preoccupazione per lo scenario prospettato dall’azienda, che prevede 121 esuberi. Il piano - che giunge in un clima già di forte incertezza sul futuro asset societario di Gedi e in presenza di ulteriori richieste di contenimento dei costi senza iniziative di rilancio - coinvolge inevitabilmente e con conseguenze negative anche il lavoro giornalistico. A rischio, nell’immediato futuro, la qualità dei prodotti editoriali e dell’informazione. In particolare La Stampa – che a Torino ha già perso i correttori e subito tagli all’archivio e al centralino - avrà altri 12 esuberi strutturali, scelta che colpirà tutte le redazioni distaccate, le quali perderanno il supporto dei poligrafici, e per quanto riguarda Roma azzererà anche la segreteria, di fatto intaccando l’operatività di tutte le sedi.

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