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Bmw-Daimler, c'è l'accordo: i nuovi sistemi di guida autonoma in strada dal 2024 - La Stampa

Bmw-Daimler, c'è l'accordo: i nuovi sistemi di guida autonoma in strada dal 2024

05/07/2019 19.19.00

Bmw-Daimler, c'è l'accordo: i nuovi sistemi di guida autonoma in strada dal 2024

I due gruppi tedeschi si sono impegnati a mettere al lavoro una task force di 1.200 esperti per sviluppare auto senza pilota

I due costruttori voglionosviluppare congiuntamente sistemi di livello 4 della guida autonoma (cioè quella per cui il guidatore, in talune situazioni, può svolgere altre attività o addirittura addormentarsi), in particolare per consentire il parcheggio completamente robotizzato e la guida in autostrade senza conducente. Le case hanno messo al lavoro

Euro 2020, malore per Eriksen durante Danimarca-Finlandia Eriksen si accascia: è a terra privo di sensi, compagni in lacrime. Diversi massaggi cardiaci Astrazeneca, Crisanti a La7: 'La verità è che hanno vaccinato i giovani per smaltire dosi inutilizzate e per immunità di gregge' - Il Fatto Quotidiano

1.200 esperti,destinati a lavorare assieme per anni. Le evolute tecnologie dovrebbero esseredisponibili con il 2024L'intesa fra Bmw e Daimler abbraccia anche i delicatissimi aspetti dell'archiviazione edelaborazione dei dati,per i quali viene immaginato un centro comune. I contratti

non vincolano le due case in modo esclusivo,che progettano anche di cedere le tecnologie ad altri.Sulla guida autonoma anche le cinesi Baidu e GeelyL'industria mondiale dell'auto fa fronte comune in vista dellagrande sfida sulla guida autonoma headtopics.com

per la quale11 società(tre le quali FCA, Audi, Bmw Daimler e Volkswagen) hanno contribuito alla stesura di un testo dal titolo“Safety First for Automated Driving” Leggi di più: La Stampa »

G7, un miliardo di dosi di vaccino saranno donate ai Paesi poveri

Leggi su Sky TG24 l'articolo G7, un miliardo di dosi di vaccino saranno donate ai Paesi poveri: la metà dagli Usa

BMW Z4 Prova in pista della M40iIl test in circuito della nuova roadster tedesca con motore 6 cilindri da 3,0 litri e 340 CV

La Stampa cambia: ecco la casa trasparente dell’informazione digitale - La Stampa - News dall'Italia e dal mondoUn giornale digitale tutto nuovo. La Stampa cambia aspetto e sostanza: un progetto cominciato un anno fa con il restyling del giornale cartaceo e il lancio delle Top News che oggi approda anche sulla nostra home page. Abbiamo lavorato su un design il più possibile chiaro ed essenziale, che porti in primo piano i singoli contenuti e riorganizzato le pagine. La parte più impegnativa, però, non si conclude con il nuovo design: al contrario, la home page nuova è il punto di partenza di un cantiere che procederà nei prossimi mesi.Il cardine di questa seconda trasformazione è la trasparenza. La principale caratteristica dei giornali digitali è l’immediatezza del contatto con il pubblico: per un giornalista, una risorsa inestimabile. Moltiplicheremo i canali – e i momenti – di scambio diretto, valorizzeremo i commenti del lettori sotto i nostri articoli perché crediamo che questo sia uno dei punti che qualificano il giornale digitale. Chi legge può interagire all’istante, chi scrive può (e deve) tenere conto dell’interazione in tempo reale. Correggere il tiro, controllare, aggiungere elementi che sono sfuggiti al primo sguardo, integrare le nostre opinioni con quelle di chi ci legge. E anche raccontare ai nostri lettori come funziona il nostro lavoro: nell’era dell’informazione (quasi) istantanea e del social network condividere i metodi che seguiamo per fare il nostro lavoro e i trucchi del mestiere è diventato importante. Cercheremo di somigliare il più possibile a un ristorante con la cucina in vista.Il secondo punto fondamentale sono i nuovi mezzi. Negli ultimi anni, con la parte digitale, La Stampa ha imparato a raccontare il mondo ai suoi lettori attraverso i video. Quindici anni fa una produzione video dentro la redazione di un quotidiano sembrava fantascienza, oggi è lavoro di tutti i giorni. Ora ci avviamo verso la stagione dei podcast, i giornali (digitali) che parlano: i nostri lettori conoscono bene il servizio PodLast, uno strumento che negli ultimi due anni è Si ma cambia anche cominciando a scrivere una riga su Bibbiano o la censura continua?

La fascinazione di James Blake dal vivo, una voce fuori dallo straordinario - La StampaLa fascinazione di James Blake dal vivo, una voce fuori dallo straordinario

Cuneo, nei disegni di Leonardo i paesaggi della bargiolina - La Stampa - News dall'Italia e dal mondoCUNEO. Andare a caccia dei «punti di ripresa» scelti da Leonardo Da Vinci in alcuni disegni, per scoprire se il Genio sia mai stato con la sanguigna in mano sul Monte Bracco, cima delle Alpi Cozie di 1306 metri che sovrasta sei Comuni, Barge, Paesana, Sanfront, Rifreddo, Revello ed Envie. È la sfida di Maurizio Gomez, 59 anni, docente di Storia dei Materiali al Politecnico di Torino. Ad appoggiarlo, il direttore del Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio Giulio Mondini e due collaboratori, Luca Finco e Paola Allemani. Lo studio è stato annunciato in uno dei convegni organizzati dai sei Comuni del Mombracco, guidati da Barge, per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo. «Dobbiamo rintracciare, in un territorio che va dal Monviso alla pianura, il punto esatto in cui il Genio avrebbe realizzato i disegni – spiega Gomez -. Leonardo fu il primo paesaggista rinascimentale a scegliere la ripresa dal vero come se si trattasse di una macchina fotografica». La ricerca è partita lo scorso autunno e potrebbe durare anni. Non mancano, però, alcuni indizi incoraggianti. «In “8p”, conosciuto come il disegno della Valle dell’Arno, pensiamo siano rappresentate le risaie che sorsero nella metà del ‘400 in zona – spiega il ricercatore -. Sovrapponiamo, con programmi specifici come Autocad, il disegno originale alle fotografie del luogo». A breve un drone di Gomez sorvolerà la zona del Monviso: il monte a sinistra e quello a destra di Temporale su una vallata alpina potrebbero raffigurare il Re di Pietra da diverse prospettive. «Finora sono pochi i disegni di Leonardo che hanno un riscontro nella realtà – spiega Gomez -: sono stati riconosciuti paesaggi a Nord di Milano, i monti Grigna e Grignetta, la Valle dell’Adda». Ma il patrimonio lasciato dal Genio è vastissimo: 10 mila pagine di scritti mai analizzati interamente. C’è poi un altro motivo per cui l’inventore non avrebbe solo lodato il monte cuneese sulla carta come nel «Manoscritto G» del 15

La California trema, è il terremoto più forte dal '94 - La StampaPaura a Los Angeles e Las Vegas, ma non ci sono feriti Speriamo che nessuno sia rimasto vittima o ferito grave.

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