Blog | Donne siriane, la dignità come ragione di vita - Alley Oop

Blog | Donne siriane, la dignità come ragione di vita - Alley Oop

16/02/2020 14.26.00

Blog | Donne siriane, la dignità come ragione di vita - Alley Oop

Solo nell’ultimo mese in Siria 1 milione di persone circa ha dovuto abbandonare le proprie case. In giro per il mondo ci sono avvocati, artisti, scrittori che continuano a testimoniare la cultura del proprio Paese.

fierezza. Hanno alle spalle secoli di una storia dove la cultura, l’arte, le scienze, la facevano da padrona e dove la pacifica convivenza tra etnie e religioni diverse era un fiore all’occhiello per tutti. Forti di questa consapevolezza e innamorate della vita, le donne siriane hanno imparato a difendersi in guerra, non tanto dalle armi, contro le quali purtroppo non hanno scampo, ma dalla violenza psicologica di chi le vorrebbe mortificate e passive.

Mascherine, c'è l'ipotesi di toglierle all'aperto dal 15 luglio Lega, il capannone di Cormano venduto alla Lombardia film commission per 800mila euro? Fu comprato per mille euro - Il Fatto Quotidiano Scarpinato: 'Il depistaggio su via D'Amelio è ancora in corso'

Riuscire a dare il meglio di sé nelle circostanze più ostilirichiede una gran forza d’animo e le donne siriane continuano a dimostrare di essere eroiche, seppur colpite da una tragedia immane.Da poco insignita del Bafta Film Award a Londra e candidata al Premio Oscar per il miglior documentario, la ventinovenne regista siriana di “

For Sama”,Waad al Kateab, è un esempio eccellente dello spirito reattivo e propositivo di questo popolo. Quando è iniziato il conflitto era una giovane studentessa universitaria, che si è unita al movimento di protesta nato nel campus di Aleppo per chiedere riforme, libertà e democrazia e per avviare un processo di cambiamento che portasse alla fine del regime che da quasi mezzo secolo tiene in pugno la Siria. headtopics.com

Di fronte alla violenta repressione e all’inizio della guerra, Waad ha deciso di prendere in mano una telecamera e raccontare cosa stava accadendo nella sua città, dando voce agli attivisti che chiedevano un cambiamento e al tempo stesso documentando la violenza che si è abbattuta sul popolo inerme. Quelle ore di riprese, fatte all’inizio in modo amatoriale, sono diventate documenti preziosi, prove degli orrori a cui venivano esposti i civili e delle violazioni delle convenzioni internazionali, con ospedali e scuole presi sistematicamente di mira.

Waad ha ripreso in ogni circostanza, sotto le bombe, durante l’assedio, ma anche nei momenti di vita privata, raccontando la sua storia di studentessa poi diventata anche moglie, madre e giornalista, che aveva bisogno di lasciare alla figlia, Sama appunto, una sorta di diario per immagini che le spiegasse che cosa era successo in quegli anni terribili. “

For Sama” è un racconto intimo e allo stesso tempo corale, che porta nella Siria ferita dalle violenze. Da oltre due anni la giovane regista vive a Londra con la famiglia e grazie a questo suo documentario è diventata l’emblema delle sofferenze e del coraggio del popolo siriano.

Contemporaneamente, un altro film di un regista siriano ha vinto l’Oscar come miglior documentario. Si tratta di “The Cave”, diretto daFeras Fayyade prodotto da National Geographic, che vede protagonista una straordinaria dottoressa di Ghouta, Amani Ballour, che allestisce un ospedale da campo all’interno di una grotta, lottando per salvare vite umane durante la guerra. headtopics.com

Caso AstraZeneca, bocciate Regioni e Cts: gli italiani salvano solo Draghi e Figliuolo I Maneskin sul New York Times: 'Conquisteranno il mondo?' Covid, 14enne morto a Moderna. Era stato contagiato a marzo

Amani, come Waad, decide di restare in Siria fino all’ultimo, quando è costretta ad andare in esilio, dedicando la sua esistenza agli altri, onorando il giuramento di Ippocrate in condizioni oltremodo ostili, senza adeguata strumentazione, con pochi colleghi al suo fianco e un numero di feriti, mutilati e malati in continua crescita. Amani è un medico pediatra laureata nel 2012 all’Università di Damasco e fa esperienza direttamente sul campo, in circostanze oltremodo disumane, mostrando un coraggio fuori dal comune. Oltre a cercare di vincere contro la morte, la giovane dottoressa deve lottare anche contro i pregiudizi e il maschilismo di chi, anche in circostanze di guerra, non abbandona una mentalità misogina e antiquata.

Le storie vere di queste giovani, grazie ai due documentari di denuncia, sono oggi note a un pubblico internazionale, che per la prima volta scopre la tenacia, il coraggio e la resilienza delle donne siriane. Insieme a loro ci sono centinaia tra scrittrici, fotografe, avvocatesse e attiviste che dalle terre della diaspora siriana stanno portando avanti un impegno lodevole, sia per denunciare i crimini di guerra avvenuti e ancora in corso nel Paese, sia per tenere vivo il dibattito culturale sulla Siria.

Il rischio è che troppo spesso, di fronte a una realtà di conflitto, ci si fermi a pensare solo al dovere dell’assistenzialismo e si trascuri, invece, l’importanza di dare voce alle iniziative culturali, legali e politichedi chi, seppur lontano dal suo Paese, si impegna per chiedere il rispetto dei diritti umani e la persecuzione dei responsabili dei crimini.

Secondo l’Onu quella siriana è la peggior crisi umanitaria dopo la fine della Secondo Guerra Mondiale: su 22 milioni di abitanti prima della guerra, oggi circa 6,5 milioni sono profughi nei Paesi limitrofi, ma anche in Europa e Canada, e altrettanti sono gli sfollati interni. headtopics.com

Solo nell’ultimo mese 1 milione di persone circa ha dovuto abbandonare le proprie case, 5 strutture mediche sono state distrutte e quasi 200 civili hanno perso la vita. Sono numeri apocalittici, che mostrano che i civili siriani hanno un disperato bisogno di aiuto, ma come le due giovani donne denunciano, ai siriani ancor più del pane, mancano i diritti umani.

Questa lotta per i diritti vede le donne in prima fila e merita di essere sostenuta. Vengono in mente le parole pronunciate dall’avvocatessa siriana e fondatrice di Human Rights Information LinkRazan Zaitouneha dicembre 2011: “Sono passati otto mesi dall’inizio della nostra rivoluzione per la libertà e la giustizia. Sono state uccise 4500 persone dal regime siriano e migliaia sono state arrestate o sono sparite nel nulla. Molti si chiedono perché i siriani stiano sacrificando le proprie vite (…) Per la prima volta dopo decenni, scopriamo le nostre voci e le nostre personalità e come ci si sente quando si abbattono i muri della paura e ci si impegna per le proprie idee

Sorpresa choc: il gatto Frankie che credevano morto e fatto cremare si ripresenta alla porta di casa vivo e vegeto Blackout a Milano per ondata di caldo, Unareti: Stato di allerta Debito, Austria all'attacco: 'Italia e Francia vorrebbero abolire Maastricht. Allarmante dal punto di vista economico e morale' - Il Fatto Quotidiano

”.Razan, e l’equipe formata da Samira al Khalil e ad altri due colleghi, che ha fondato anche il Violation Documentation Center, è stata rapita a Douma nel 2013. Da allora non si hanno più notizie di loro. Quella presa di coscienza di essere

un popolo che ha una volontà, di poter lottare per la libertà e i diritti umani, deve suggerirci la chiave con cui guardare alle donne e agli uomini siriani. Non con il pietismo che una tragedia che ha causato oltre mezzo milione di vittime e la distruzione di un Paese suscita naturalmente, ma con

il rispetto e la considerazione verso un popolo fiero, acculturato, dignitoso Leggi di più: IlSole24ORE »

Cos'è il certificato europeo Covid e come funziona. VIDEO - Sky TG24

Guarda Cos'è il certificato europeo Covid e come funziona su Sky Video - Sky TG24

Blog | La coppia dei sogni fra la maternità e le Olimpiadi di Tokyo 2020 - Alley OopArjola Dedaj ed Emanuele Di Martino sono due atleti paralimpici, che hanno realizzato il sogno di Rio 2016 e ora puntano a Tokyo, dopo essere diventati genitori.

Blog | Dopo la nascita di Skyler mi preparo al prossimo mondiale - Alley OopLa vita dello sport agonistico è possibile dopo un figlio? Kiara Fontanesi, campionessa di motocross, dopo la nascita di Skyler ha addirittura una marcia in più e punta al prossimo mondiale.

Blog | Parità di genere, lanciamo un percorso condiviso per un piano strategico - Alley OopQuali sono le strategie del governo per una vera parità di genere in Italia? Lo spiega la ministra alle Pari opportunità, Elena Bonetti

Blog | Dal lavoro alla famiglia, un pacchetto di proposte per un Italia più competitiva - Alley OopDal lavoro alla famiglia, un pacchetto di proposte per un Italia più competitiva

Blog | Cinema, come raccontare il femminile oltre gli stereotipi - Alley OopSul red carpet degli Oscar, Natalie Portman ha reso omaggio alle donne registe snobbate agli award. Ma qual è la narrazione delle donne nel cinema e nelle serie tv. Le riflessioni dell'attrice italiana Maria Chiara Giannetta.

Blog | E' ora di una politica che abbia come priorità i bambini - Alley OopIn un Paese in cui il welfare per le famiglie è lasciato ai nonni, è ora che la politica abbia come priorità i più piccoli. Le riflessioni del conduttore di Art Attack, Giovanni Muciaccia. Invece ci ritroveremo con tagli alla Sanità e all'Istruzione andando ancora dietro a regole di bilancio dannose solo per stare dentro un carrozzone politico non ottimale per l'Italia.