Biles dopo il bronzo alla trave: «Nessuna medaglia conta più della salute, ho gareggiato per me»

Biles dopo il bronzo alla trave: «Nessuna medaglia conta più della salute, ho gareggiat...

03/08/2021 17.41.00

Biles dopo il bronzo alla trave: «Nessuna medaglia conta più della salute, ho gareggiat...

La ginnasta statunitense aveva rinunciato alle precedenti prove a causa dei «demoni dentro la testa», ovvero una sindrome (pericolosissima durante le esecuzioni) che comporta la perdita del senso dello spazio. Davanti a lei le due cinesi Chenchen e Xijing

”(la perdita di consapevolezza di dove ci si trova mentre si è in aria) sono un male che colpisce diverse ginnaste e forse non solo unproblema psicologico personaledi cui trovare l’origine nella vita complicata di Simone, dall’infanzia difficile agli abusi del dottor Nassar. Oppure più probabilmente, nella vita come nella ginnastica, tutto si mescola fino a portare, di colpo, a un punto di saturazione.

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La cosa sicura è che Simone non voleva lasciare Tokyo così, facendo il tifo per le compagne dalle tribune. E dopo essersi cancellata da tutte le finali ha deciso ditornare a gareggiare almeno una volta.«Solo per me stessa». Lo ha fatto nella finale alla trave, l’unica dove a Rio non aveva vinto l’oro. Anche questa volta si ferma al bronzo, ma questo ha il sapore dell’impresa e forse della liberazione. «Questo però è molto più dolce. Non mi aspettavo neanche di prendere una medaglia, pensavo solo a gareggiare per me stessa, poi quello che veniva veniva. Non sono quelle le cose importanti,

nessuna medaglia al mondo conta più della mia salute». Fino alla sera prima Simone non sapeva nemmeno se avrebbe partecipato alla gara. «Mi è stato dato l’ok a gareggiare la notte scorsa, abbiamo quasi mancato la scadenza. Dopo l’allenamento siamo venuti qui per parlare col medico della Federazione, che ha fatto delle domande ovvie: l’altro giorno non mi avevano dato l’ok. Ho seguito due sessioni con uno headtopics.com

psicologo sportivoche mi hanno aiutato molto».E adesso che l’Olimpiade è finita, Biles non sa se provare sollievo, dispiacere, o cosa altro: «Mi è dispiaciuto non gareggiare, ero venuta qui per fare cinque gare ma proprio non ero fisicamente in grado. Ma il problema principale non è stato tanto rinunciare alle finali perché sapevo che non potevo farle, quanto capire perché il mio corpo e la mia mente non lavoravano più in sincro, questo è stato davvero

difficile da gestire. Non capivo dove i fili non fossero più connessi. Perché io mi ero allenata, ero pronta e poi è successo questa cosa fuori dal mio controllo». Chiederle di Parigi, qui e adesso, mentre Simone insiste sull’importanza di parlare dei problemi mentali, pare un azzardo: «Ora sono sollevata, voglio tornare a casa e

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