Bergamo, finanziamenti per l’emergenza Covid per un milione, ma l’azienda non ne aveva diritto: sequestri e denuncia

Bergamo, finanziamenti per l’emergenza Covid da 1 milione. Ma l’azienda non ne aveva di...

01/03/2021 11.09.00

Bergamo, finanziamenti per l’emergenza Covid da 1 milione. Ma l’azienda non ne aveva di...

La società di Azzano San Paolo ha presentato cinque richieste alle banche per sei milioni, due andate a buon fine, ma era stata colpita da tre interdittive antimafia

EmailI militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Bergamo hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro nei confronti di un’azienda bergamasca accusata diillecita percezione di finanziamenti garantiti dallo Stato. Il provvedimento, a firma del gip Maria Luisa Mazzola, su richiesta del sostituto procuratore Silvia Marchina, è stato emesso all’esito di indagini avviate dalle Fiamme Gialle nel gennaio scorso.

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L’attenzione investigativa dei finanzieri si è concentrata su una società di Azzano San Paolo, destinataria di unasegnalazione per operazioni sospette, che ha avanzato diverse richieste di finanziamenti assistiti dal Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese e per il sostegno dell’economia a causa dell’emergenza Covid-19. Le indagini hanno consentito di accertare che l’azienda ha presentato a due istituti di credito, tra gennaio 2019 e settembre 2020, cinque richieste di finanziamenti per un ammontare complessivo pari a

6 milioni e 700mila euro. Di queste, tre sono risultate inizialmente concesse e successivamente revocate a seguito dell’istruttoria della banca interessata.Due, invece, sono state accolte con erogazione di 1 milione e 150 mila euro,rispettivamente a marzo e settembre 2020. headtopics.com

I finanzieri hanno scoperto che il legale rappresentante dell’azienda, nel presentare la documentazione a corredo dell’istanza,ha omesso di indicare che la società era stata destinataria di tre interdittive antimafia emesse dal Prefetto di Bergamo

nel giugno 2019 e nell’ottobre 2020. Si tratta di provvedimenti previsti dalla legge che escludono la possibilità di ottenere aiuti dallo Stato. Attestando il falso, dunque, l’azienda ha potuto indebitamente ottenere oltre 1 milione di euro, garantito per 895 mila euro dalla copertura pubblica.

I militari hanno denunciato il legale rappresentante della società, un trentenne nato e residente a Bergamo, accusato del reato tentato e consumato di indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato. Il pm titolare delle indagini, inoltre, ha richiesto ed ottenuto dal gip il sequestro di beni e disponibilità per un valore pari a 895 mila euro, ossia il profitto del reato. Le Fiamme Gialle hanno così sottoposto a sequestro le disponibilità finanziarie rinvenute sino ad ora sui conti correnti della società e dell’indagato, pari a

500 mila euro e un immobile del valore di 160 mila euro. Leggi di più: Corriere della Sera »

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