Aziende alessandrine con il fiato corto, ma c’è ancora la voglia di investire

Aziende alessandrine con il fiato corto, ma c’è ancora la voglia di investire

27/01/2021 10.50.00

Aziende alessandrine con il fiato corto, ma c’è ancora la voglia di investire

Indici positivi nei settori chimico e della gomma e plastica, male il metalmeccanico, un disastro l’alimentare

8:01ALESSANDRIA. Per dirla alla De Filippo «adda passà a nuttata». Il punto è: quando. «Questo continuo spostare in là il momento in cui si supererà l’emergenza, con i vincoli connessi, non aiuta la programmazione» dice Maurizio Miglietta, presidente di Confindustria Alessandria.

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La prima indagine trimestrale dell’anno, che punta il faro sui tre mesi da qui a primavera – l’ha illustrata ieri assieme al responsabile Ufficio studi, Giuseppe Monighini – si intitola non a caso “Investiamo nelle nostre imprese, in un clima di attesa che si prolunga”».

I due indicatori messi in rilievo nell’attuale congiuntura sono la redditività e la propensione a investire.Il saldo ottimisti/pessimisti (Sop)rilevato dai questionari di previsione per gennaio-febbraio-marzo diffusi fra le aziende associate vede per la prima voce un -30, segno che la maggioranza sotto questo profilo non vede rosa, come anche era accaduto a ottobre dove però ci si fermava a -23. headtopics.com

D’altra parte il 76% degli intervistati, oltre i tre quarti, si dice propenso a investire, più del 68% di tre mesi fa, benché a inizio 2020 si fosse toccato l’81%. «Una conferma – dice Miglietta – del fatto che gli imprenditori continuano a impegnarsi per conservare e migliorare la competitività».

Poi fa l’esempio della sua azienda, che produce taglierine per fogli di plastica destinati al packaging: «C’è interesse da parte dei clienti, anche di quelli italiani, gli ordini pian piano arrivano, ma tutti vorrebbero la macchina oggi per domani. Mentre al contrario le grandi multinazionali hanno bloccato gli investimenti, anche se magari le unità locali ne avrebbero bisogno. Insomma: non c’è una logica, ogni settore va per conto suo».

Veniamo appunto ai settori. Il metalmeccanico, le cui imprese rappresentano nell’indagine il 27% delle manifatturiere, registra andamenti non positivi. Per la verità l’82% degli intervistati non prevede né assunzioni né esuberi, ma è un passo avanti significativo fino a un certo punto considerando il blocco dei licenziamenti: non a caso si continua a registrare un ricorso massiccio alla cassa integrazione (31%, benché 3 mesi fa fosse al 37%, comunque sempre lontana dal 5% di inizio 2020). Di male in peggio le previsioni sulla produzione (il Sop a -22 contro il -13 di tre mesi fa e il -4 di un anno fa), mentre sugli ordinativi si passa da -27 a -17, sempre in territorio negativo.

Redditività segnalata in diminuzione dal 39% delle imprese.Dati un po’ migliori per la chimica, settore per altro condizionato dalla presenza di un colosso come la Solvay: -11 per l’occupazione, ma +11 per la produzione e idem per gli ordinativi; non prevista cassa integrazione. Decisamente meglio la gomma-plastica (occupazione a +10, produzione a +22 e totale ordini a +11) grazie al fatto che molte imprese dell’Alessandrino lavorano per filiere sulla cresta dell’onda, come l’igienico-sanitario e i trasporti. headtopics.com

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Infine un disastro il settore alimentare, d’altronde come tutti gli anni in questo periodo post-natalizio.Dati a parte, quanto può ancora reggere il sistema industriale?  «C’è voglia di andare avanti, come dimostra l’alta propensione a investire – dice Miglietta –, ma anche le imprese più strutturate e quelle in un certo senso più fortunate, che operano cioè in settori rivelatisi trainanti in pandemia, cominciano ad avere il fiato corto».

I tre quarti degli associati a Confindustria Alessandria dichiarano di avere lavoro ancora per un periodo che varia tra uno e tre mesi. Poi a primavera si dovranno tirare le somme. «Si resiste – aggiunge il presidente –, ma credo che tra poco bisognerà iniziare a contare quelli che non ce l’hanno fatta. In questo senso ci sono aziende decotte già prima della pandemia, penso ad Alitalia, ma anche altre di questo territorio, che forse sarebbe meglio lasciar andare, se non altro per dare una scossa».

L’unica speranza: i vaccini.«Siamo in attesa dell’accelerazione nella somministrazione – conclude Miglietta –, cruciale anche per confermare la sicurezza dimostrata negli ambienti lavorativi, che non hanno mai prodotto diffusione del contagio grazie al senso di responsabilità e allo sforzo congiunto di imprenditori e lavoratori nella prevenzione e applicazione delle regole».

Cita fra l’altro il cambiamento delle abitudini nell’utilizzo dei mezzi per raggiungere i posti di lavoro, con le auto private che in molti casi hanno quasi soppiantato i mezzi pubblici. Leggi di più: La Stampa »

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Vaccini. Authority britannica: nessuna prova contro AstraZenecaUlteriori 5 rari casi di trombosi sono ancora oggetto di studio, ma 'al momento non vi sono prove di una relazione causale' con il vaccino neppure 'riguardo a questi casi', ha precisato il capo della sicurezza vaccinale coronavirus Hanno firmato i contratti con le altre Case Farmaceutiche così finisce questa pantomima Che 'al momento' non vi siano 'le prove' NON significa che un rapporto di causa-effetto non sussista. Non neghiamo neppure le pressioni fortissime, che influenzano questo giudizio, pro campagna vaccinale. È evidente che non è un giudizio sereno, né comprovato né disinteressato.

Big data, noi siamo quello che compriamo. E il supermercato lo sa meglio di noiI comportamenti dei consumatori possono aiutare le aziende ad anticipare il mercato, i ricercatori a progettare sistemi di sorveglianza. Alla base c’è la fiducia Ma che scoperta 🙄 ci contrallano anche il buco del culo🤦ed è perciò che dobbiamo bruciare gli smartphone al più presto 🤣🤣 “ e anche se non la conoscete quasi sicuramente “ ?

La Regina Elisabetta fece pressione sul governo per non rivelare i propri investimentiNel 1973 il governo stava preparando una legge che puntava a svelare l’identità degli azionisti di aziende nascosti dietro prestanome, ma la sovrana incaricò gli avvocati di intervenire Chissa perché non si attacca bottone. quindi la vecchia non è poi così tutta dio, patria e famiglia Giusta pretesa!!! Da noi, forse, non e' cosi'? Pagati dallo stato, i signori governanti e politici tutti, non fanno dei 'nostri' soldi quello che vogliono?