Arrestato a Bolzano il “re delle evasioni” Max Leitner

Dopo una sparatoria nei pressi di un locale notturno

17/09/2021 10.48.00

Arrestato a Bolzano il “re delle evasioni” Max Leitner

Dopo una sparatoria nei pressi di un locale notturno

10:09ll re delle evasioni Max Leitner, dopo un periodo di libertà, è stato nuovamente arrestato. Nella notte si è verificata una sparatoria nei pressi di un locale notturno in via Siemens, zona industriale a Bolzano. La polizia era stata chiamata da una prostituta. Leitner è stato bloccato a terra dopo una colluttazione con quattro agenti. Nell'auto in cui si trovava Leitner con un'altra persona la polizia ha trovato armi. Lo riferisce Rai Alto Adige. Leitner, 63 anni, è noto alle cronache nazionali per essere evaso per ben cinque volte in circostanze diverse da varie carceri.

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Le tappe della vicendaLa sua carriera criminale inizia dopo una serie di rapine effettuate negli anni Ottanta in Alto Adige e nell'Italia settentrionale. Successivamente si spinse anche in Austria, dove nell'agosto del 1990 presso l'uscita di Innsbruck-sud della Brenner Autobahn, provò ad assaltare un veicolo portavalori che trasportava 90 milioni di scellini. A seguito di una sparatoria fu arrestato dalla Bundesgendarmerie, la gendarmeria austriaca, e condannato da una giuria a dodici anni di carcere. Messo in prigione, evase dopo pochi giorni, definendo quel carcere una"prigione medioevale". In seguito si consegnò alla polizia italiana presso il confine di stato a Prato alla Drava, dichiarando: «Meglio stare in un carcere italiano che in uno austriaco».

Da qui fu incarcerato a Bolzano, dove diede l'illusione di tenere un comportamento esemplare, per riuscire ad evadere per la seconda volta nel 1992, utilizzando la più classica delle tecniche, calandosi con dei lenzuoli da una finestra. Da qui decise di rimanere latitante per 6 mesi, fino a farsi nuovamente imprigionare nel 1993 a Padova, da dove evase per la terza volta il 2 giugno 2002, durante un permesso premio dal tribunale di sorveglianza.  headtopics.com

Nel luglio del 2003, Leitner assieme ai suoi due complici Jean Giusto e Antonio De Notaris, rapinarono la Cassa Raiffeisen di Molini di Tures in Alto Adige. I tre criminali fuggirono a bordo di una Fiat Uno rubata, inseguiti dai Carabinieri ma dopo pochi metri l'auto si ribaltó finendo in un fossato, Leitner riuscì a fuggire in un campo di mais ma poco dopo venne catturato ed arrestato dai Carabinieri e successivamente condannato a sette anni di reclusione venne trasferito nel carcere di Bergamo. Nel veicolo rubato furono rinvenuti i 30.000 euro rapinati ed un vero arsenale fra cui una mitragliatrice Beretta, con munizionamento, parrucche, attrezzi da scasso, esplosivo, due ricetrasmittenti e un visore notturno.

Leitner sarebbe dovuto restare in carcere fino al 2012 per rapina e fabbricazione di armi e materiale esplodente, ma dopo circa due mesi di reclusione riuscì nuovamente ad evadere. Il 14 ottobre 2004 assieme ad Emanuele Radosta, aiutato dal clan Radosta. Il 29 dicembre 2004 Leitner e Radosta vennero nuovamente arrestati a Rabat, in Marocco e trasferito in Italia. La corte di Brescia condannò entrambi per quest'evasione a ulteriori 3 anni e 8 mesi di reclusione.

La quinta evasione è avvenuta all'età di 52 anni, il 27 ottobre 2011, quando Leitner era detenuto presso il carcere di Asti da giugno 2007, dove doveva scontare il resto della sua pena detentiva fino al 2019. Chiese al cappellano del carcere, don Giuseppe Bussolino, di poterlo accompagnare al suo paese natio per incontrare la madre Frieda e per rendere visita alla tomba del padre, deceduto due mesi prima. Il 27 ottobre 2011, il cappellano decise di accompagnarlo, ma presso l'area di servizio dell'Autostrada A22 di Rovereto si diede alla fuga.

Il 29 novembre 2011, invia un video messaggio al quotidiano di Bolzano Neue Südtiroler Tageszeitung, che lo pubblica poco dopo sul web. Il messaggio contiene la richiesta di Leitner al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per la sua grazia.  headtopics.com

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