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Arctic Angels: «Le nostre ali sull’artico» - VanityFair.it

Network internazionale per la salvaguardia dei ghiacci, le Arctic Angels spiegano perché la più importante delle battaglie ambientaliste deve essere combattuta dalle donne e per le donne

25/07/2021 23.01.00

Network internazionale per la salvaguardia dei ghiacci, le Arctic Angels spiegano perché la più importante delle battaglie ambientaliste deve essere combattuta dalle donne e per le donne ClimateChange

Network internazionale per la salvaguardia dei ghiacci, le Arctic Angels spiegano perché la più importante delle battaglie ambientaliste deve essere combattuta dalle donne e per le donne

Sono donne e ragazze da tutto il mondo, hanno meno di 35 anni e un nome evocativo:Arctic Angels, gli angeli dell’Artico. La loro missione salvare i ghiacci del pianeta dalle conseguenze del cambiamento climatico e dalla crescita continua delle temperature medie globali. Le Arctic Angels sono un network di una trentina di giovani leader da 21 Paesi, organizzate dall’associazione

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Global Choices«Abbiamo deciso di prendere il destino del pianeta nelle nostre mani», ci spiegaVeronika Bastl, originaria di Polzela (Slovenia), ma attualmente aReykjavik, dove ha osservato da vicino gli impatti delle alterazioni ambientali sul più grande ghiacciaio islandese, Vatnaj kull. «Il cambiamento climatico rappresenta per tutti il problema pi grande. I ghiacciai e le calotte sono il nostro ultimo baluardo, difenderli significa proteggerci da catastrofi immani».

Gli «angeli» lavorano nelle scuole, con le comunità locali, sui social. Fanno pressione su gruppi politici e media affinché vengano mantenuti gli impegni stabiliti dall’Accordo di Parigi (che nel 2015 ha fissato l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura media globale entro la soglia di 1,5 °C) e si legiferi per proteggere gli ambienti glaciali dall’estrattivismo minerario e dal turismo incosciente. Non tutte vengono dal freddo. Anzi. headtopics.com

Evelyn Acham è un «angelo dell’artico» ma vive a Kampala, in Uganda, che si trova esattamente sulla linea equatoriale, lontanissima dai poli.«L’Africa tra le regioni che soffrono maggiormente gli effetti del cambiamentoclimatico, con siccità prolungate, inondazioni devastanti e ondate di calore che costano migliaia di vite umane. I ghiacci sono il nostro condizionatore globale». A riprova delle loro affermazioni, nel corso della conversazione citano gli studi dell’IPCC, il panel sul climate change creato dai governi di tutto il mondo. Le evidenze non mancano. Basti ricordare le temperature record registrate a Vancouver in Canada con quasi 50 °C o i 35 °C sfiorati a luglio in Lapponia ben oltre il circolo polare artico per rendersi conto del motivo

per cui le Arctic Angels fanno di tutto per farsi sentire. Nei prossimi anni l’impatto sarà anche maggiore, investendo soprattutto le popolazioni più deboli , spiega Sara Pineda da Mexico City, altra città non certo nota per le temperature polari: «Fermare lo scioglimento dei ghiacciai è una questione di giustizia sociale e un obbligo verso le future generazioni».

Se la metafora delle «donne angeli» può sembrare stereotipata,le Arctic Angels spiegano chiaramente perché l’impegno ambientalista sia anche una questione femminile. «Sono soprattutto le donne a essere vittime delle catastrofi climatiche», spiega Evelyn dalla sua camera a Kampala, «specie in Africa, dove molto sono loro a dover camminare per lunghe distanze alla ricerca di acqua e cibo per le loro famiglie, esponendole tra l’altro al rischio di violenze e rapimenti. Quello climatico è il principale fattore di crescita della povertà nel continente. Quando la siccità colpisce, mettendo in ginocchio le comunità agricole, sono le ragazze più giovani a essere vendute per racimolare qualche soldo».

Secondo le stime delle Nazioni Unite, circa l’80 per cento dei cosiddetti «profughi climatici» sono donne. Grande maggioranza tra i soggetti più colpiti, grande minoranza all’interno dei negoziati sul clima, che quest’anno sono attesi a Glasgow per una conferenza si spera risolutiva ai fini dell’implementazione dell’ headtopics.com

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Accordo di Parigi: «Tra chi ha un ruolo di rilievo all’interno di quegli incontri le donne sono meno del 30 per cento», afferma Sara. «È importante circondarsi di donne, specie dove si prendono decisioni importanti. Io vengo da un Paese estremamente maschilista, machista, il Messico, dove l’empatia e la compassione femminili non hanno spazio. E le conseguenze si vedono. Noi donne comprendiamo con più facilità quanto siano importanti il valore dell’educazione e della connessione tra gli esseri umani».

«Se vogliamo affrontare la questione climatica dobbiamo cambiare ottica.Noi siamo parte della natura: quando parliamo di natura parliamo di noi, parliamo della nostra sopravvivenza», continua Veronika, cresciuta nei boschi sloveni e ora innamorata dell’outdoor islandese. Il tema dell’educazione è centrale. Troppo spesso si contrappone natura e sviluppo economico, ignorando che senza un equilibrio ambientale non c’è prosperità. «Tante angels lavorano con i ragazzi nelle scuole per insegnare che cos’è il cambiamento climatico, per spiegare perché i ghiacci che sono così lontani da noi svolgono un ruolo cruciale nella vita di tutti e perché agire per il clima significhi garantire una vita migliore e più ricca all’intero pianeta», spiega Evelyn.

«Chi ha la conoscenza, spesso decide di agire, si offre per lavorare insieme per risolvere il problema». Ma come convincere chi ancora non crede al cambiamento climatico o è troppo pessimista sulla possibilità di fermarlo? «Dobbiamo raccontare storie che offrano soluzioni concrete in grado di coinvolgere direttamente le persone. Serve un nuovo immaginario, una nuova visione di futuro.

«Diamo forma a una narrativa di un mondo migliore!», esclama Sara, che ribadisce come affrontare questa sfida rappresenti una grande opportunità di innovazione e di collaborazione collettiva per una migliore qualità della vita. Oggi non si può rimanere in disparte. Chi può sostenere il network Global Choices Arctic Angels? Chiunque voglia far parte di una rete di grandi donne!», risponde l’attivista messicana. «Le lettrici di Vanity Fair possono contattarci, consultare il sito globalchoices.org, diventare esse stesse agenti del cambiamento», continua l’attivista messicana. La prima angel italiana arrivata proprio in questi giorni. D’altronde, quando c’è da salvare il mondo, perché tirarsi indietro? headtopics.com

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