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Anche gli occhi vogliono attenzione. “Boom di bambini a rischio, come difenderli” - La Stampa

Non basta solo il famoso traguardo dei «10 decimi».

22/10/2019 09.03.00

Non basta solo il famoso traguardo dei «10 decimi».

Non basta solo il famoso traguardo dei «10 decimi». La salute della vista è più complessa di questa semplice misura. A contare sono anche molte altre funzioni visive - la percezione della profondità, per dirne una - fondamentali nello sport, perché possono fare la differenza tra una prestazione al top e una mediocre. Per questo è dai campi di calcio e dalle palestre che viene lanciata una nuova iniziativa che ha l’obiettivo di diffondere la cultura della prevenzione e dell’attenzione alla vista. Si tratta della nascita dell’Associazione italiana occhi e sport (Aios), organizzazione no-profit unica nel suo genere, che è stata presentata a Torino. «Aios nasce da una consapevolezza: si deve intervenire dalle età più giovani per creare attenzione e difendere i propri occhi», sottolinea la presidente, Maria Elena Scarale, oculista presso Medico Oculista del gruppo «Clk - microchirurgia e diagnostica oculare». «Abbiamo deciso di concentrarci soprattutto tra i giovani atleti e sul legame occhi e sport». Non a caso, tra i soci fondatori, oltre alla Scarale, Mauro Boldrini, Francesco Dal Piaz e Massimo Tonicello, c’è anche Max Allegri, già allenatore della Juventus. L’esperienza dello sport Nello sport, infatti, appare subito evidente che per la vista sono indispensabili molte abilità diverse, come la percezione delle forme e dei colori e la valutazione delle distanze, oltre al coordinamento della postura e l’ottimizzazione dell’equilibrio. «La funzione visiva - spiega Scarale - rappresenta l’80% delle informazioni sensoriali che il cervello elabora, molto più degli altri sistemi. E per chi fa sport assume una grande importanza, da cui possono dipendere anche le prestazioni. Due sono perciò i nostri obiettivi: promuovere prevenzione e diagnosi precoce tra i ragazzi e contribuire a migliorare le performance in chi pratica sport a tutti i livelli attraverso il miglior utilizzo del proprio sistema visivo. Sistema che spesso permette di individuare anche altre patologie». Non a

Family VeldmanPubblicato il22 Ottobre 2019Non basta solo il famoso traguardo dei «10 decimi». La salute della vista è più complessa di questa semplice misura. A contare sono anche molte altre funzioni visive - la percezione della profondità, per dirne una - fondamentali nello sport, perché possono fare la differenza tra una prestazione al top e una mediocre.

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Per questo è dai campi di calcio e dalle palestre che viene lanciata una nuova iniziativa che ha l’obiettivo di diffondere la cultura della prevenzione e dell’attenzione alla vista. Si tratta della nascita dell’Associazione italiana occhi e sport (Aios), organizzazione no-profit unica nel suo genere, che è stata presentata a Torino. «Aios nasce da una consapevolezza: si deve intervenire dalle età più giovani per creare attenzione e difendere i propri occhi», sottolinea la presidente, Maria Elena Scarale, oculista presso Medico Oculista del gruppo «Clk - microchirurgia e diagnostica oculare». «Abbiamo deciso di concentrarci soprattutto tra i giovani atleti e sul legame occhi e sport». Non a caso, tra i soci fondatori, oltre alla Scarale, Mauro Boldrini, Francesco Dal Piaz e Massimo Tonicello, c’è anche Max Allegri, già allenatore della Juventus.

L’esperienza dello sportNello sport, infatti, appare subito evidente che per la vista sono indispensabili molte abilità diverse, come la percezione delle forme e dei colori e la valutazione delle distanze, oltre al coordinamento della postura e l’ottimizzazione dell’equilibrio. «La funzione visiva - spiega Scarale - rappresenta l’80% delle informazioni sensoriali che il cervello elabora, molto più degli altri sistemi. E per chi fa sport assume una grande importanza, da cui possono dipendere anche le prestazioni. Due sono perciò i nostri obiettivi: promuovere prevenzione e diagnosi precoce tra i ragazzi e contribuire a migliorare le performance in chi pratica sport a tutti i livelli attraverso il miglior utilizzo del proprio sistema visivo. Sistema che spesso permette di individuare anche altre patologie». Non a caso Aios ha dato vita a un comitato scientifico che coinvolge esperti di diverse discipline, come l’oncologo, il cardiologo, l’ortopedico, il pediatra, il medico sportivo e il medico di famiglia. headtopics.com

La prima regola per prendersi cura della vista è sottoporsi a controlli periodici. «La prima visita va fatta entro i 3 anni di vita e, se tutto va bene, ogni 2-3 anni fino all’età adulta». Dai 45 anni in su, poi, un ulteriore passo: anche se non è mai stato diagnosticato alcun problema, è bene fare controlli regolari. «Tanta attenzione è importante per diagnosticare tempestivamente un disturbo prima che abbia effetti più gravi o addirittura permanenti», precisa Scarale. Una miopia mal curata o uno strabismo trascurato, sul lungo periodo, possono mettere a dura prova gli occhi.

Sono disturbi diffusi. Si stima che in Italia 2 milioni di bambini e adolescenti soffrano di strabismo e ambliopia (il cosiddetto «occhio pigro»). Ma solo mezzo milione ricorre allo specialista. E ancora: oltre un milione e mezzo di giovani ignora di essere portatore di una patologia visiva e sfugge alla diagnosi precoce con il rischio di subire danni irreversibili. Adesso i problemi alla vista si sono diffusi, anche a causa di uno stile di vita che non si sposa bene con le caratteristiche tipiche dell’apparato visivo. «Gli occhi - spiega Scarale - si sono evoluti per vedere bene da lontano e all’aria aperta. Oggi, invece, la maggior parte delle giornate si consuma in ambienti chiusi, davanti a pc, tablet e smartphone. E’ normale che la vista ne risenta». Da qui l’importanza di seguire una serie di accorgimenti che fanno la differenza.

Pause e protezioni«Fare frequenti pause a lavoro, almeno una di 15 minuti dopo 2 ore trascorse davanti a un pc, e proteggere gli occhi dalla luce blu che li affatica, usando apposite protezioni allo schermo del pc o ricorrendo agli occhiali». E ancora: «idratare l’occhio: quando si sta davanti a un pc, rischia di seccarsi e si può rimediare con le lacrime artificiali. E’ inoltre consigliabile mangiare tanta frutta e verdura, perché ricche di antiossidanti che, notoriamente, proteggono la vista». Tra le raccomandazioni più importanti c’è quella di fare sport e passare tempo all’aria aperta. «Se lo smog fa male, può farlo altrettanto l’aria pesante di una stanza chiusa».

La campagna Aios partirà dai settori giovani della Juventus e quelli dell’Inter. «Abbiamo stipulato accordi con questi due club - conclude la presidente di Aios -: ci permetteranno di effettuare screening e visite tra i ragazzi e i giovani calciatori. Il progetto inizierà a novembre, ma ci auguriamo di sensibilizzare altre squadre per raggiungere mi numero sempre più alto di adolescenti». headtopics.com

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