Allergia alla mascherina chirurgica: cos'è e come proteggere la pelle - VanityFair.it

Sapete che quando è indossata per un tempo prolungato può provocare anche una forma d'acne? Ecco cosa fare

17/10/2020 10.00.00

Sapete che quando è indossata per un tempo prolungato può provocare anche una forma d'acne? Ecco cosa fare

La mascherina ci protegge dal coronavirus, ma provoca anche dei danni alla pelle, quando indossata per un tempo prolungato. Come averne cura? Ecco il parere dell'esperto

uso della mascherina al chiuso(è “fortemente consigliato” anche inse in presenza di non congiunti), ma ancheall’aperto.Questo ha inevitabilmente delle ripercussioni sulla nostraepidermide, già particolarmente stressata dal precedente lockdown e dal periodo estivo: ore passate a casa, o a lavoro portando a lungo la mascherina, carenza di luce naturale, scarsa idratazione, hanno fatto sì che la nostra pelle sia ora spenta e magari provata dall’

Pd, Letta: ' Mai più al governo con Salvini e la Lega' Migrante di 27 anni muore nel Brindisino: tornava da una giornata di lavoro nei campi Coronavirus, Israele verso il ritorno all’obbligo di mascherine al chiuso dopo l’aumento dei contagi

abbronzatura.«Durante la stagione fredda, la carenza di vitamina D, dovuta a una scarsa esposizione alla luce naturale, poca idratazione e, in alcuni casi, indossare mascherine chirurgiche per molte ore di seguito, sono elementi che, a lungo andare, possono influire molto sul nostro stato di salute, provocando anche

danni a livello estetico– spiega il ProfessorAlessandro Gualdi, chirurgo plastico, specializzato in Chirurgia Plastica ed Estetica, ricercatore, docente e divulgatore presso l’ospedale San Raffaele di Milano – In particolare, in questo periodo bisogna fare attenzione all’ headtopics.com

acne, che può scoppiare anche per colpa dell’uso prolungato della mascherina».Acne da mascherina cos’è e come si riconosce?«È una esacerbarzione dell’acne preesistente o una sua fioritura ex novo nell’area coperta dalla mascherina, associata ad altre piccole lesioni, sempre causate dall’utilizzo della mascherina, quali arrossamenti, prurito, abrasioni ed edemi.

Si riconosce perché localizzata al di sotto della zona coperta ed esacerbata da utilizzi più prolungati, ma non va confusa con le dermatiti atopiche da contatto, le dermatiti seborroiche, la rosacea e altre lesioni che possono dissimularla».

Quali zone interessa maggiormente?«Interessa tutte le zone coperte dalla mascherina, quali naso, bocca, mento e talvolta si estende maggiormente in base alla forma della mascherina e della conformazione del volto».Dopo quanto tempo che si indossa la mascherina compaiono i primi brufoli?

«I primi brufoli si possono manifestare già dopo poche ore dal primo utilizzo, soprattutto in persone con una precedente acne già manifesta nella zona del volto, ma ovviamente è molto variabile».Come si rimedia? Con quali trattamenti estetici? headtopics.com

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«Nel nostro studio abbiamo attivato diversi protocolli. Utilizziamo molto il metodoKleresca® Skin Rejuvenation, una terapia biofotonica indolore e non invasiva, che si basa su una luce che attiva una bioluminescenza in grado di rilasciare fotoni, sterilizzare la zona e quindi rimuovere i batteri. Questo trattamento stimola il sistema immunitario e quindi le cellule in grado di riparare i danni provocati a livello cutaneo.

Oppure si può ricorrere ai trattamenti dibiorivitalizzazioneche apportano nutrienti allo strato profondo della cute, il derma, consentendo così alla pelle di rigenerarsi con il corretto apporto di minerali e vitamine come la A, la B6, B12, la C e la E.

Stiamo riprendendo ora, dopo l’estate, a fare i primipeeling, non dovendo esporsi più al sole, per esfoliare la pelle in superficie. Sono leggermente più invasivi rispetto a una terapia biofotonica perché esfoliano e, andando più in profondità, sono in grado di intervenire anche su un’acne in fase più avanzata, cancellando anche i segni cicatriziali.

Vi sono quelli di nuovissima generazione a base di TCA (acido tricloroacetico), Ossigeno, Acido Cogico e Acido Mandelico. La combinazione di questi caustici “antagonisti” permette di esaltarne le loro proprietà, riducendo al minimo gli effetti poco desiderati come forti arrossamenti o desquamazione visibile, tipiche della vecchia generazione di peeling. headtopics.com

In alternativa, si può ricorrere a sistemi come lacarbossiterapia, un trattamento che migliora molto l’apporto di sangue ai tessuti e la loro ossigenazione o a complessi biorivitalizzanti, generalmente iniettati a livello locale e contenenti molti nutrienti tra cui anche l’acido ialuronico, la base indispensabile per mantenere l’idratazione dei tessuti.

Un altro intervento che proponiamo è illaser frazionato non ablativo, in grado di trattare, anche in questo caso, tipologie di acne in fase cicatriziale. Quindi siamo in grado di trattare sia l’acne in fase attiva che gli esiti lasciati da un’acne avvenuta in passato. Generalmente trattiamo prima con la terapia biofotonica proprio per ripulire l’area e diminuire la tendenza acneica, poi passiamo, a seconda dei casi, al peeling e/o al laser.

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Stiamo anche trattando casi di acne cicatriziale sia con illipofillingdi tipo tradizionale che attraverso l’utilizzo di cluster cellulari più piccoli, il cosiddetto“nanofat grafting”, per andare a stimolare le cellule cutanee verso la rigenerazione del derma e migliorare l’elasticità della pelle all’interno delle cicatrici».

E a casa che prodotti utilizzare?«In realtà gli accorgimenti da adottare sono pochi e alla portata di tutti: i metodi di prevenzione sono una correttaigiene personale, evitando prodotti irritanti/esfolianti e scegliendo quelli più emollienti e lenitivi, e la

correttagestione della mascherinautilizzata, evitandone l’utilizzo quando non indispensabile e cercando di evitare sforzi non necessari durante il suo utilizzo».Nella nostra gallery, trovate5 consiglisuggeriti dal Professor Gualdi, da seguire quotidianamente per proteggere e nutrire la nostra pelle, facendo in modo che sia ben corazzata contro i danni da mascherina.

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