'Afghana' di Laura Salvinelli alla Festa del Cinema di Roma - iO Donna

Le storie e i volti delle donne del centro maternità di Emergency in Afghanistan in una mostra che racconta un paese

15/10/2021 04.21.00

Alla Festa del Cinema di Roma ci sarà spazio anche per raccontare le storie e i volti delle donne del centro maternità di Emergency in Afghanistan

Le storie e i volti delle donne del centro maternità di Emergency in Afghanistan in una mostra che racconta un paese

L’Afghanistan per Laura Salvinelli«Il reportage sul Centro di maternità ad Anabah nella Valle del Panshir è stato per me come un ritorno a ‘casa’ – racconta la fotografa Laura Salvinelli – ‘Casa’ è per me l’Afghanistan, luogo della mia anima e ‘casa’ è l’impegno di

contro la guerra e in difesa dei diritti umani. Ho lavorato in un mondo in cui fotografare le donne è un tabù e mi sono caricata del ruolo dell’elefante in un negozio di cristalli.Ho combattuto per mostrare nel nostro mondo le foto del parto, che violano un altro tabù

, quello del sangue della vita e del corpo reale delle donne. Mi sono posta in continuazione la domanda di tutti i fotografi: se sia giusto entrare nell’intimità degli altri. Credo che la risposta, sempre diversa, dipenda da perché e da come si fa – l’importante è che quella domanda lavori sempre dentro di noi». headtopics.com

In Afghanistan la mortalità materna è 99 volte più alta di quella registrata in Italia e il tasso di mortalità infantile 47 volte più alto: una donna su 14 muore per complicazioni legate alla gravidanza, mentre un bambino su 18 muore prima di compiere i 5 anni. Ciò anche a causa della difficoltà di accesso alle cure mediche dovuta all’insicurezza del conflitto, alle resistenze della famiglia motivate da tabù culturali e religiosi, ai costi da sostenere e alle distanze da percorrere.

L’importanza del centro Emergency in PanshirNel 2003, accanto al Centro chirurgico del Panshir, EMERGENCY ha aperto le porte delCentro di maternità, ancora oggi l’unica struttura specializzata e gratuita della zonache permette alle donne la formazione necessaria per diventare infermiere, ginecologhe, ostetriche e garantisce alla popolazione femminile di partorire in un ospedale sicuro, un’oasi protetta in cui gli uomini non hanno accesso, e che diventa sia per le pazienti che per lo staff un luogo dove prendersi cura di loro stesse.

Qui sonooltre 7 mila i parti effettuati ogni anno: da quando è entrato in funzione, nel giugno 2003, al dicembre del 2020 nel Centro sono state ricoverate più di 86 mila donne e sono stati fatti nascere più di 65 mila bambini. Leggi di più: IO donna »

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