Motori, Emilia-Romagna, Commissione Europea

Motori, Emilia-Romagna

Aerodinamica, meccanica, intelligenza artificiale: l'alta scuola dei motori tra la via Emilia e l'Europa

13/10/2020 21.50.00

Aerodinamica, meccanica, intelligenza artificiale: l'alta scuola dei motori tra la via Emilia e l'Europa [di SARA FICOCELLI] [aggiornamento delle 19:21]

Si chiama Muner e forma i progettisti per la Motor Valley italiana, connettendo 4 università e le imprese del settore autoLA CHIAMANO l'Università dei Motori ma in realtà la "Motorvehicle UNiversity of Emilia Romagna" (MUNER) non è un'università vera e propria ma un consorzio tra 10 aziende leader nel settore automotive e con sede nella Regione (Automobili Lamborghini, Dallara, Ducati, Ferrari, Haas F1, HPE-COXA, Marelli, Maserati, Pagani automobili, Scuderia Alpha Tauri), quattro atenei (Università di Bologna, Università di Modena e Reggio Emilia, Università di Ferrara, Università di Parma) e Regione Emilia Romagna stessa, terra di leggende legate all'automobilismo e di tecnologia che si mescola all'artigianato.

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Un progetto finanziato con fondi europei, nell'asse dedicato alla ricerca e all'innovazione, con il contributo dei soci privati e il cofinanziamento regionale. L'investimento dei fondi Ue è stato finora di circa 500mila euro: 300mila ricevuti tra il 2017 e il 2020, e altri 200mila appena ottenuti per il prossimo biennio (ma sempre a valere sulla programmazione POR-FESR 2014-2020). A questi si aggiungono le quote associative che sono di circa 50mila l'anno complessivi, e il cofinanziamento di Regione e università.

"Questo progetto nasce nel 2017 - spiega a Europa Italia Riccardo Rovatti,professore di Elettronica coordinatore di uno dei tre corsi di laurea e coinvolto fin dall'inizio nel progetto- per soddisfare le necessità di formazione specialistica nel settore automotive, che vede nell'Emilia Romagna la vera e propria 'Motor Valley Italiana'. Il consorzio sponsorizza sette percorsi che coprono tutte le conoscenze ingegneristiche necessarie per progettare i veicoli di oggi e di domani, dall'ovvia componente meccanica, a quella elettrica fino all'elettronica per la gestione dell'informazione e alla guida assistita e autonoma". headtopics.com

 I contenuti dei percorsi, precisa Rovatti, che ha partecipato all'organizzazione didattica iniziale e alla gestione dei corsi fino ad oggi, vengono progettati insieme alle aziende del consorzio, che in alcuni casi forniscono anche parte della docenza. "Le lauree magistrali sono di due anni e la struttura generale di tutti i percorsi prevede un primo anno di fondamenti metodologici e un secondo, più applicativo, che culmina con un impegnativo tirocinio usualmente in una delle aziende del consorzio. Soprattutto nel secondo anno si favorisce il cosiddetto approccio

learning by doing, esponendo gli studenti a problemi applicativi concreti che spesso vanno risolti in laboratorio". Le sedi principali sono le aule dell'Università di Bologna e dell'Università di Modena e Reggio Emilia ma gli studenti hanno accesso anche a laboratori degli altri due atenei, di Ferrara e Parma. Un ambiente sicuramente molto stimolante, che obbliga i partecipanti a dimostrare altrettanto impegno. Le lezioni sono infatti tutte in inglese ed è richiesta la conoscenza della lingua a un livello B2; i corsi sono a numero chiuso con una prova di ingresso. "Le domande - continua Rovatti - sono ogni anno in eccesso rispetto al numero di posti disponibili ma la selezione può far sì che non si raggiunga comunque la capienza massima".

Alla fine del percorso, il titolo conseguito è "interateneo", ovvero conferito congiuntamente da tutte gli atenei del consorzio. "I primi due requisiti che chiediamo ai nostri studenti sono la passione per il mondo dei motori e la sua evoluzione, nonché una forte motivazione personale, che serve ad affrontare un corso di studi piuttosto impegnativo e con tempi serrati", precisa Rovatti. "Serve poi una buona preparazione sulle basi dell'ingegneria (meccanica, elettrica o elettronica dipendentemente dal percorso a cui si è interessati), che si acquisiscono in una laurea triennale".

 Il professore racconta che il primo iscritto al primo anno del percorso Advanced Automotive Electronic Engineering è stato uno studente che aveva già intrapreso, per un anno, un percorso di laurea magistrale diverso e che, per passione, ha rinunciato ai crediti già acquisiti in quel percorso, ricominciando tutto da capo. "Si è laureato con i primi del suo corso e ora lavora nella divisione Formula 1 di Ferrari", precisa. headtopics.com

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 E le donne? Ci sono anche loro, tra i banchi, e con ottimi risultati. Tanto che la prima studentessa iscritta al primo anno del percorso Advanced Automotive Electronic Engineering, formata quindi nella Motor Valley italiana, ha trovato il suo primo impiego nella corrispondente Motorsport Valley inglese nell'Oxfordshire. "Gli studenti MUNER, durante i lori tirocini, vengono spessissimo coinvolti nei reparti di ricerca e sviluppo nei quali le aziende sviluppano le idee più avanzate, tanto che quasi tutte le tesi di laurea sono secretate", spiega ancora Rovatti.

 Gli sbocchi lavorativi sono di solito immediati e per lo più nel settore automotive e gli studenti migliori ricevono spesso offerte dalle stesse aziende del consorzio, coerentemente con la loro specializzazione ma senza alcuna limitazione geografica.

"L'associazione sarà allargata prossimamente per comprendere altre importanti realtà del settore automotive nazionale e internazionale - spiega Francesco Leali,professore di Ingegneria meccanica del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari di Unimore

- e per offrire ai ragazzi esperienze professionalizzanti in ambiti sempre più ampi. MUNER rappresenta un modello di collaborazione tra imprese, università e sistema istituzionale e ha una vocazione fortemente internazionale, non solo perché gli insegnamenti sono tutti in lingua inglese ma perché il 25% degli studenti proviene da università europee ed extraeuropee". headtopics.com

 Certo è che una realtà del genere poteva nascere solo in Emilia Romagna, l'unico posto al mondo dove la storia delle due e delle quattro ruote viene scritta ogni giorno col linguaggio della poesia e della passione rosso fuoco, terra natale delle compagnie automobilistiche più famose e dove non a caso ancora oggi queste custodiscono il proprio sapere, all'insegna delle tecnologie più innovative.

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