A Venezia apre il «Labirinto di Borges», viaggio nell'enigma dalla vita - VanityFair.it

Inaugura il labirinto ispirato allo scrittore da attraversare con una colonna sonora da maestro. Le foto e il video

15/06/2021 00.00.00

Inaugura il labirinto ispirato allo scrittore da attraversare con una colonna sonora da maestro. Le foto e il video

Realizzato nel 2011 apre al pubblico alla Fondazione Cini il labirinto inspirato allo scrittore e voluto dalla moglie. Un'opera d'arte «totale», con una colonna sonora firmata Antonio Fresa

a Venezia, ilLabirinto di Borgesè molto più di un giardino. È un’opera d’arte totale che sarebbe piaciuta a Wagner. Ed è un gesto d’amore: verso lo scrittore al quale è dedicato, verso la città che lui amava, e verso l’arte, in tutte le sue declinazioni.

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Progettato dall’architetto inglese Randoll Coate per volere della vedova di Borges, Maria Kodama, realizzato nel 2011 dalla Fondazione Cini utilizzando oltre3200 piante di bosso, oggi può essere percorso in tutta la sua chilometrica lunghezza e non più ammirato solo dall’alto, come era stato fin dalla sua nascita.

Un’esperienza che ti mette all’ascolto della letteratura di Borges e ti fa scoprire come scrittura, musica, arte, architettura e natura possano suonare all’unisono.Per Borgesil labirinto è sempre stato il simbolo naturale della perplessità, del disorientamento del mondo contemporaneo: headtopics.com

«un edificio costruito per confondere gli uomini, la cui architettura, ricca di simmetrie, è subordinata a tale fine». Non è dunque un caso che il Labirinto s’ispiri a una delle novelle dello scrittore argentino,I giardini dei sentieri che si biforcano

, scritta nel 1941, ambientata nella Prima Guerra Mondiale e definita dall’autore come una parabola, un labirintico enigma il cui tema è il tempo. Concepito come un libro aperto, il Labirinto disegnato da Coateè dunque costellato di simboli che gli rendono omaggio

: un bastone, gli specchi, due clessidre, un enorme punto di domanda, la tigre, il nome Jorge Luis e le iniziali di Maria Kodama, con le siepi disposte in modo tale da formare il nome Borges, riprodotto specularmente.L’apertura al pubblico del Labirinto coincide con tre ricorrenze: il decennale della progettazione, i 35 anni dalla morte di Borges e i 70 anni della Fondazione Cini

. Così, complice la pandemia, che ci ha insegnato quanto importante sia il gioco di squadra, sotto l’egida della Fondazione, una serie di realtà ben radicate sul territorio hanno unito le forze e dato forma alle idee trasformando il Labirinto in un opera d’arte totale. headtopics.com

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Fra i promotori del progetto, oltre aRenata Codello, Segretario Generale della Fondazione Cini, il cui motto è “vogliamo fare di più e meglio”, e alla quale spetta il merito di aver trasformato leVatican Chapelsda mostra temporanea a esposizione permanente, visitata negli ultimi due anni da 250 mila persone, c’è la vulcanica imprenditrice

Ilaria D’uva, alla guida dell’omonima azienda. Fondata nel 1959 dal padre, inventore delle prime audio guide elettroniche multilingue, da allora è leader nell’interpretazione del patrimonio culturale attraverso la tecnologia e nei servizi museali (dal 2018 gestiscono le attività di accoglienza e tutte le visite guidate alla Fondazione Giorgio Cini, oltre che il San Giorgio Café, il bistrot dell’isola). Alla D’Uva si deve l’intuizione di sostituire le parole con la musica e accompagnare la visita al Labirinto di Borges con una colonna sonora,

Walking the Labyrinth,composta per l’occasione da Antonio Fresa, musicista e compositore di fama internazionale. Della durata di 15 minuti, quelli necessari a perdersi nella bellezza dei suoi sentieri e poi ritrovare l’uscita, la composizione è eseguita e registrata con l’orchestra del Teatro La Fenice, diretta dallo stesso Fresa.

«Siamo stati chiusi ma abbiamo continuato a lavorare – confida con soddisfazioneAndrea Erri, direttore generale della Fondazione Teatro la Fenice– Fare rete fra i soggetti sul territorio, ragionar per connessioni e coltivare la pluralità sono valori aggiunti che non possono che dare buoni frutti. L’emozione di ascoltare un’orchestra stabile che s’identifica con Venezia, all’interno di una grande fondazione come la Cini, lavorare fianco a fianco con una realtà imprenditoriale capace di veicolare tutto questo in modo olistico, è stata senz’altro una grande occasione. Un modello che ci auguriamo possa essere replicato». headtopics.com

Concepita come un percorso a ritroso, la magistrale composizione di Fresaè una suite in quattro movimenti ispirata alle quattro età della vita, ordinate al contrario. «Sono una metafora dell’esistenza che scorre al contrario, dall’Evaporazione all’Origine della vita – come spiega lo stesso Fresa -. L’evaporazione è la fine del respiro. La solidità è la consapevolezza dell’età matura, la relazione con le proprie radici e con le radici di Borges, con l’Argentina e con il suo strumento: il bandoneón (interpretato dal bandoneónista francese Ninon Valder).

Il caos è il labirinto, il centro della vita e il turbinio della ricerca di sé nell’età più acerba e irrequieta. Il quarto movimento è un suono digitale non organico che viene da lontano, una scintilla primordiale, l’innesco dell’esistenza, chiusura simbolica di tutta la composizione».

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Vagando per i sentieri del Labirinto, incorniciati da sinuosi cipressi e armoniose architetture palladiane,ognuno di noi può ritrovare la sua speciale nota interiore. Non resta dunque che abbandonarsi «ai sentieri che si biforcano», lasciando che i piedi e i pensieri vivano l’esperienza del contrario e, perché no, della vertigine che questo comporta. Le note di Fresa, come le briciole di Pollicino, vi guideranno all’uscita, magari a passo di danza, senza che voi vi siate resi conto come ci siete arrivati.

—-VISITE AL LABIRINTO DI BORGESIl Labirinto Borges è visitabile tutti i giorni, escluso il mercoledì.Le visite si prenotano su visitcini.com, dove sono disponibili anche i tour della Fondazione Giorgio Cini e delle Vatican Chapels ed esperienze che includono anche una sosta al San Giorgio Café.

Per informazioni o comunicazioni: info@visitcini.com Leggi di più: Vanity Fair Italia »

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