Corsaro sposa l’obbligo mascherine e blinda la movida: “Danni e ubriachezza non saranno tollerati”

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«Il provvedimento preso da Cirio? A nessun amministratore fa piacere ordinare alle persone di mettere la mascherina. È un’ordinanza dettata dalla prudenza, per non tornare indietro al mese di marzo». Così il sindaco Andrea Corsaro commenta l’atto firmato due giorni fa dal governatore della Regione Piemonte, che obbliga chiunque a indossare la mascherina all’aperto a partire da oggi e fino a martedì 2 giugno. Questo vale solo nei centri abitati e nelle aree commerciali, e non durante l’attività sportiva e motoria. L’obbligo di indossare una protezione alle vie aeree anche all’esterno si aggiunge a quello già in vigore da settimane di indossare la protezione nei luoghi al chiuso. L’irrigidimento delle norme è stato deciso da Torino in vista del fine settimana lungo in arrivo, e alla luce degli assembramenti incontrollati che si sono verificati un po’ dappertutto in Piemonte: ad esempio a Torino per le Frecce Tricolori, a Vercelli e in diverse altre città il sabato sera, specialmente dopo la chiusura dei bar. A Vercelli il rinforzo delle misure passerà anche attraverso una maggiore presenza delle forze dell’ordine sulle strade, così come è stato concordato nel comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dell’altro giorno in prefettura. Presenti, oltre al sindaco e alle associazioni di categoria, anche le forze dell’ordine: «Per il fine settimana - prosegue Corsaro - è prevista una aliquota aggiuntiva della polizia locale: i maggiori controlli e la mascherina obbligatoria anche all’esterno sono sacrifici che dobbiamo imporci nell’interesse della collettività e della salute di tutti. Arriviamo da un periodo difficile, e tornare indietro sarebbe terribile: capisco la voglia delle persone, lo scorso week end, di sentirsi nuovamente libere. Ma dobbiamo fare attenzione, ci va un richiamo alla prudenza contro il pericolo del riaccendersi del contagio. La volontà dell’amministrazione è quella di fare di tutto per tornare ad una vita il più normale possibile». La