Salute

Coronavirus, dal dentista cambia tutto: ecco cosa ci aspetta nella fase 2

Lo specialista Giorgio Iodice illustra tutti i provvedimenti che verranno presi negli studi dentistici nella fase 2

Così come l’intera popolazione e gran parte delle professioni, anche il dentista si prepara alla fase 2 di post-emergenza e di co-esistenza con il Coronavirus. Con la curva di contagi che finalmente continua a scendere e con il Governo che si appresta ad allentare gradualmente le restrizioni, la professione odontoiatrica è già all’opera per riaprire gli studi in piena sicurezza.

Nella fase 1 l’attività odontoiatrica si è limitata alle prestazioni urgenti e non differibili

«In realtà gli studi odontoiatrici non sono mai stati chiusi dalle disposizioni ministeriali riportate nei vari DPCM. La nostra professione si è autolimitata, su indicazione del CAO Nazionale (Commissione Albo Odontoiatri) sospendendo e procrastinando tutte le terapie che non presentavano carattere di urgenza» riporta Giorgio Iodice, Presidente dell’Associazione Specialisti Italiani in Ortodonzia (ASIO). Questo perché non soltanto il contatto ravvicinato con il paziente, che potrebbe essere un soggetto positivo asintomatico, ma anche la formazione di aerosol (clicca qui per approfondire), prodotto in molte procedure odontoiatriche, potrebbe rappresentare una possibile fonte di trasmissione.

Gruppo San Donato

Coronavirus, fase 2: quali sono le persone più a rischio?

Coronavirus, fase 2: come andremo da dentista?

Alle porte della fase 2, quella dell’allentamento delle misure restrittive e della progressiva ripresa delle attività lavorative, la sicurezza degli studi odontoiatrici sarà ottenuta mediante l’applicazione scrupolosa di protocolli, specificamente redatti per il post-emergenza Coronavirus. Proprio in questi giorni un Tavolo Tecnico, costituito sotto il coordinamento della CAO, ha elaborato le indicazioni operative per la prevenzione da contagio da Covid-19. «A seguito della loro imminente valutazione e validazione ministeriale, la loro applicazione ci consentirà di tornare alla piena attività in sicurezza e serenità» continua il dottor Iodice.

Una certificazione medica attesterà lo stato di salute dello staff

«Il primo elemento di sicurezza sarà la negatività al Coronavirus di tutto lo staff, medico e paramedico. L’ammissione del personale alle attività lavorative sarà preceduta da una visita e, quindi, da una certificazione medica che ne attesti il buono stato di salute. Se qualcuno ha una problematica legata a Covid-19 non potrà operare sui pazienti» conferma Iodice.

Coronavirus: prima della visita dal dentista si farà un triage telefonico

«Il personale di segreteria continuerà a effettuare, così come ha fatto nelle settimane scorse, un’attenta selezione dei pazienti mediante un triage telefonico. Gli addetti porranno delle domande per individuare gli eventuali pazienti positivi, per i quali l’appuntamento slitterà di almeno 15 giorni. Al termine di questo periodo si provvederà a richiamare i pazienti lasciati in sospeso, sottoposti nuovamente a triage telefonico» continua il Presidente. Chi non ha mai manifestato alcun tipo di disturbo, però, potrebbe essere un soggetto asintomatico e, dunque, essere positivo al virus. Cosa si fa in questi casi? «Proprio perché non abbiamo l’assoluta certezza della negatività di una persona al Coronavirus dobbiamo mantenere dei profili di sicurezza molto alti» ribadisce il dottore.

Sale d’attesa vuote, rilievo della temperatura e gel mani a disposizione

A tal proposito, come saranno le sale d’attesa del dentista nel post-Coronavirus? «Fisseremo gli appuntamenti in studio tenendo presente il principio di distanziamento sociale, minimizzando i tempi di attesa e cercando di ridurre al minimo la presenza concomitante di più pazienti. Quando il paziente entrerà in sala d’aspetto, il personale di studio provvederà al rilievo della temperatura con un termometro contactless e sarà messo a disposizione di tutti un disinfettante per le mani, guanti e calzari monouso. Nel caso in cui, per cause di forza maggiore, dovesse esserci più di una persona in sala d’attesa, tutti verranno muniti di mascherine monouso».

Il personale indosserà i dispositivi di protezione

Nella fase 2 del Coronavirus, il dentista e il personale paramedico saranno dotati degli opportuni dispositivi di protezione. «Gli operatori useranno delle mascherine specifiche, cioè le FFP2 o le FFP3 senza valvola. Qualora si volessero usare quelle con valvola, è necessario applicarci sopra le mascherine chirurgiche per una maggior protezione del paziente. I medici e gli assistenti, poi, useranno maschere o schermi facciali per proteggere gli occhi, camici, cuffie e guanti in lattice o in nitrile monouso.

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Si consiglia uno sciacquo con collutorio a base di perossido di idrogeno 

«Prima della prestazione il dentista o l’ortodontista può chiedere al paziente di fare un breve sciacquo con un collutorio a base di perossido di idrogeno. Anche se questa pratica non è stata del tutto validata, studi scientifici internazionali hanno riportato che questa procedura è in grado di ridurre temporaneamente una possibile carica virale. Questo può essere particolarmente utile nelle procedure odontoiatriche, abbassando le possibilità di contagio durante il tempo operativo» suggerisce Iodice.

Si useranno gli strumenti rotanti solo con diga di gomma

Anche le prestazioni terapeutiche in sé subiranno alcune modifiche. «Cercheremo di accorciare le tempistiche e ridurre il più possibile la formazione di aerosol che, come abbiamo visto, può veicolare l’infezione e trasmetterla a staff e altri pazienti. Per questo sarà importante ridurre l’uso degli strumenti rotanti, i responsabili principali della formazione di aerosol in odontoiatria. Laddove siano indispensabili, quando possibile li impiegheremo con una diga di gomma, un telino in lattice che, fissato sui denti, consente di isolare il medico dalla saliva del paziente. In ortodonzia, poi, siamo particolarmente agevolati, poiché l’uso degli strumenti rotanti è decisamente limitato, la durata media delle procedure è ridotta e l’età media dei pazienti è ben al di sotto di quella che gli studi scientifici hanno individuato essere la fascia maggiormente a rischio infettivo».

Un esempio di diga di gomma

Strumenti e superfici disinfettate dopo ogni paziente

«Si dovrà evitare la presenza di troppi operatori in sala e non sarà consentita la presenza di accompagnatori, eccetto per i minori. Al termine della prestazione, invece, gli assistenti di studio provvederanno a ricondizionare, mediante disinfezione e sterilizzazione in autoclave, tutto lo strumentario utilizzato. Il personale disinfetterà tutte le superfici (poltrona, seggiolino, faretra con gli strumenti, eventuale radiografico) con soluzioni a base di cloro con una concentrazione dello 0,1% o di cloro attivo allo 0,5%. In alternativa si possono usare prodotti a base di etanolo al 70%. Al tempo stesso si provvederà ad arieggiare la sala operativa per almeno 15 minuti» continua il dottore.

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Controlli a distanza sì ma senza trascurare i pazienti

Con il Coronavirus è stata anche riscoperta la tele-medicina, verso la quale c’è stata sempre molta diffidenza. «Noi ci siamo attivati fin da subito per risolvere alcune problematiche e monitorare i pazienti a distanza, chiedendo loro di inviarci foto e video fatti con lo smartphone oppure con consulti da remoto mediante collegamento in diretta» conferma il Presidente ASIO. «Nella fase 1 la tele-medicina si è rivelata utile e, per quanto possibile, continueremo a usufruirne. Tuttavia l’assenza di controllo attivo per diversi mesi, soprattutto nel campo dell’ortodonzia, può rappresentare un rischio. Dobbiamo quindi continuare a visitare di persona i nostri pazienti, che necessitano ogni giorno di cure e attenzioni» conclude il dottor Iodice.

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Chiara Caretoni

Giornalista pubblicista, lavora come redattrice per OK Salute e Benessere dal 2015 e dal 2021 è coordinatrice editoriale della redazione digital. È laureata in Lettere Moderne e in Filologia Moderna all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha accumulato diverse esperienze lavorative tra carta stampata, web e tv, e attualmente conduce anche una rubrica quotidiana di salute su Radio LatteMiele e sul Circuito Nazionale Radiofonico (CNR). Nel 2018 vince il XIV Premio Giornalistico SOI – Società Oftalmologica Italiana, nel 2021 porta a casa la seconda edizione del Premio Giornalistico Umberto Rosa, istituito da Confindustria Dispositivi Medici e, infine, nel 2022 vince il Premio "Tabacco e Salute", istituito da SITAB e Fondazione Umberto Veronesi.
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