Autostrade, l'ad Tomasi: "Con revoca sarebbe la fine". Buffagni: "Non si ricatti governo"

Economia

Il manager in un’intervista a Repubblica: “Senza concessioni e con l’indennizzo previsto dal decreto Milleproroghe l’azienda andrà in default. Preoccupati per 7mila dipendenti”. Approvato piano da 7,5 miliardi in 4 anni. Dura replica del viceministro

Ammette la gravità della tragedia del ponte Morandi, sottolinea la necessità annuncia investimenti. Ma l'amministratore delegato di Aspi (Autostrade per l'Italia), Roberto Tomasi, in un'intervista a 'La Repubblica', scongiura una rottura col governo: "Senza le concessioni e con l'indennizzo previsto dal decreto Milleproroghe l'azienda andrà in default", afferma il manager, sottolineando "preoccupazione per il futuro dei 7mila dipendenti dell'azienda che lavorano con dedizione e per la possibilità di essere una risorsa per questo Paese". Le parole di Tomasi arrivano poco dopo l'approvazione del piano da 7,5 miliardi di investimenti per il quadriennio 2021-2023. Ma provocano la reazione del viceministro dello Sviluppo economico: "Sono ancora più arrabbiato ogni volta che leggo queste interviste - ha detto Buffagni - perché il Governo non si fa ricattare, fa schifo questo modo di porsi".

Il piano di investimenti di Autostrade

Autostrade ha annunciato investimenti triplicati un piano da 1.000 assunzioni con monitoraggio in tempo reale di ponti e viadotti per provare a salvare la propria concessione. Fondamentale nella strategia definita dall'ad Tomasi è la sicurezza, per la quale sono previste le 1.000 assunzioni. Le attività in cantiere vanno dall'ammodernamento della rete alla digitalizzazione (con sensori e droni per controllare ponti e viadotti, ma anche con il 5G) fino alla mobilità sostenibile (con colonnine e azioni di rimboschimento).

Buffagni: "Da Autostrade solo belle parole"

Un piano che però non sembra aver convinto Buffagni. "Grazie al predecessore" di Roberto Tomasi, amministratore delegato di Atlantia da poco al posto di Giovanni Castellucci, "non solo oggi questa azienda rischia di andare in default, ma sono morte persone, è caduto un ponte, quindi l'azienda Autostrade ha responsabilità gravissime di cui non ho ancora visto ammende concrete perché hanno sempre profuso tante belle parole, interviste, lettere ma poi fattivamente ci vengono ad annunciare che faranno un grande piano di investimenti e di manutenzione che già dovevano fare", ha aggiunto Buffagni.

Il governo prende tempo

Sul dossier Autostrade, il Governo sembra avere ancora bisogno di tempo. La decisione non è ancora stata presa, tanto che la relazione finale è ancora in fase di ultimazione sulla scrivania della ministra Paola De Micheli: serve tempo perché, spiega, si stanno valutando a fondo anche le conseguenze di qualunque decisione. Il premier Giuseppe Conte assicura comunque che "siamo in dirittura finale": il dossier sarà portato in consiglio dei ministri "quando saremo pronti".

Il dibattito sulla norma sulle concessioni del Milleproroghe

Intanto si fa ancora più acceso il dibattito sulla norma sulle concessioni inserita nel Milleproroghe, che in caso di revoca passa temporaneamente la gestione all'Anas e taglia da 23 a 7 miliardi stimati l'indennizzo da riconoscere alla società. 
Norma contro la quale scendono in campo anche gli investitori esteri, che chiedono l'intervento di Bruxelles. Il colosso assicurativo tedesco Allianz, tra i soci internazionali di Autostrade per l'Italia, ha presentato alla Commissione Europea un esposto, che arriva dopo le missive inviate in questi giorni da Aspi e Atlantia e da altri soci delle due società come il fondo sovrano di Singapore Gic e il fondo cinese Silk Road Fund. Torna a scagliarsi contro il contestato articolo 35 anche l'associazione dei concessionari autostradali Aiscat, che parla di azioni del Governo "non coerenti con il dettato comunitario". La ministra De Micheli smentisce che la norma violi i patti e che dietro ci sia una "volontà espropriativa".

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